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Arbasino Alberto - Le piccole vacanze | Infanzie 'favolose', ragazze 'deliziose', ville sepolte fra gli alberi, parchi, piscine, tennis, biblioteche, vigne in collina... Cacce, boschi, cantine sociali, partite a carte, lezioni d'inglese... Piste da ballo, lirica del Novecento, alberghi di sfollati, studi d'avvocato, licei bombardati, desolate vie provinciali negli anni più bui della guerra e del dopoguerra, crocicchi illuminati dalla luna, nonne con soldi, cavalli, spiagge, film con Greta Garbo, corse in automobile... Studi universitari fatti male, trasalimenti sessuali confusi, droghine fatte in casa... Fanciulline scatenate o svampite, ragazzini pensierosi e giovani scemini che incontrano il primo amore insieme al primo dolore... Dignitose parsimonie... È uno sconfinato patrimonio d'affetti sentimentali e ridicoli accumulati o sperperati fra le ultime estati lunghe in campagna e le prime vacanze brevi al mare...
Media Voto: 3.33 / 5Damiano (18-11-2009) Si tratta di letteratura del secondo Novecento, dunque non ci si può aspettare la scolastica deferenza ottocentesca per la punteggiatura. Comunque i racconti sono belli, alcuni anche struggenti, a volte ruvidi, fastidiosi, provocatori. Assicuro che ogni frase di qualsiasi racconto è comprensibile, in ogni caso. Certo, parliamo sempre di Arbasino, autore garrulo e compiaciuto: se piace il suo coltissimo cicaleccio, questo libro sarà apprezzato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Roberta (27-08-2007) Certi brani sono di una bruttezza micidiale. Arbasino sviluppa una tecnica narrativa sui generis: mette frasi e idee in uno shaker, le agita con cura e poi le butta sul foglio alla sanfasò. Si può arrivare alla fine del libro solo saltando intere pagine sconclusionate, senza orientamento, piene di nomi, sensazioni, digressioni. Divertente e originale solo il racconto di Luciano e Giorgio. Segno che se riesce a darsi un ordine, Arbasino si fa leggere con piacere, ma per il resto del libro questo ordine lo rifiuta, lo prende in giro, lo ignora, perciò non mi convince.
L'ostentato caos creativo è perseguito con tanto snobismo da diventare, in certi punti, davvero ridicolo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Gordiano Lupi lupi@infol.it (25-06-2007) Semplicemente stupendo. Mi ha riconciliato con la narrativa italiana. Questa è la vera letteratura. Dopo aver letto Arbasino penso che non mi verrà più voglia di scrivere narrativa. Un antidoto all'imperare dei noiristi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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