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Némirovsky Irène - Come le mosche d'autunno | È lei, Tat'jana Ivanovna, la vecchia nutrice, a preparare i bagagli di Jurij e di Kirill, i ragazzi che partono per la guerra; ed è lei a tracciare il segno della croce sopra la slitta che li porterà via nella notte gelata. Sarà ancora lei a rimanere di guardia alla grande tenuta dei Karin allorché la famiglia dovrà, come tanti, rifugiarsi a Odessa e ad accogliere Jurij quando tornerà, sfinito, braccato. Né si perderà d'animo, la vecchia nutrice, quando dovrà camminare tre mesi per raggiungere i padroni e consegnare loro i diamanti che ha cucito a uno a uno nell'orlo della gonna. Grazie a quelli potranno pagarsi il viaggio fino a Marsiglia, e proseguire poi per Parigi. Nel piccolo appartamento buio che hanno preso in affitto Tat'jana vede i Karin girare in tondo, dalla mattina alla sera, come fanno le mosche in autunno. Lei, che è stata testimone del loro splendore, che li ha visti crescere, che li ha curati e amati per due generazioni con fedeltà inesausta, li vedrà adesso vendere le posate, i pizzi, perfino le icone che hanno portato con sé. Sembra che nessuno di loro voglia ricordare ciò che è stato; solo lei, Tat'jana Ivanovna, ricorda: così una notte, quella della vigilia di Natale, mentre tutti sono fuori a festeggiare, si avvia da sola, avvolta nel suo scialle, verso la Senna.
14 recensioni presenti. Media Voto: 4.71 / 5Lady Libro (31-12-2011) A differenza degli altri libri di Irene Nemirovsky che ho letto, questo mi ha appssionata di più e qui ho trovato più sentimento che in ogni altro, tant'è che mi veniva da piangere per l'intensità e la malinconia dei pensieri della dolce Tat'jana Ivanovna, spesso chiedendomi se le sue scelte dipendessero dall'ostinazione, dall'affetto oppure dalla rassegnazione.
Tuttavia sento sempre che manca qualcosa nelle opere della Nemirovsky, o meglio, c'è qualcosa scritto volontariamente con uno scopo preciso per suscitare una determinata azione nel lettore, ma che io vorrei che non ci fosse. Cioè la freddezza e la tristezza di alcuni rapporti esistenti fra i vari personaggi, che mi crea un vuoto nel cuore, una voglia di aggiungere ad un mosaico il tassello che manca.
A parte ciò, però, è proprio uno dei suoi libri più belli e lo consiglio sia a chi ama questa scrittrice, sia per iniziare a entrare nella sua fantasia/realtà letteraria. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Cristina'77 (09-10-2011) Geniale la similitudine utilizzata per dare il titolo al romanzo, il cui significato si scoprirà nel corso della sua lettura. Toccante la figura dell'anziana tata, di quello che affronta e del suo epilogo. A quell'epoca, Irène, non poteva certo immaginare che ruolo estremamete importante in seguito alla persecuzione antisemita, avrebbe avuto la sua tata, nella vita reale per salvare le sue figlie. La mente portentosa di questa grande donna sembra abbia in qualche modo anticipatamente reso omaggio a tale coraggio e amore dimostrati. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
jane (23-05-2011) Solo chi sa scrivere in modo superlativo riesce in sole 90 paginette a descrivere fatti,sentimenti e sensazioni,pensieri e giudizi di un personaggio: la vecchia balia,fedele custode dei ricordi, che vive con strazio lo spaesamento dell'emigrazione. Mai Parigi fu più grigia e umida di quella che appare a questa donna, che la sente totalmente estranea. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Geffy gemondi@libero.it (19-12-2009)
Un’antica famiglia nobile costretta a fuggire durante la rivoluzione russa e la vecchia governante, Tatjana, che non accetta la decadenza delle persone da lei amate e non riesce a dimenticare il passato. Una vita intera, tante generazioni concentrate in un libro che non arriva a cento pagine ma che resta un piccolo, grande capolavoro d’umanità e di delicatezza.
Racconto gradevole, per quanto triste possa essere la storia. Lo stile…quello di Irène Némirovsky. Che dire di più!
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alessandra O. (26-03-2009) Un altro grande capolavoro di Irene Nemirovsky. Sottile e struggente rappresentazione dell'essere umano! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Biagio Mastrangelo wildesmoker@libero.it (08-01-2009) Un condensato della fragilità umana, un percorso attraverso la paura, la nostalgia, il dolore e la morte. Da leggere assolutamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Tommaso (27-04-2008) Pubblicato solo ultimamente in Italia, questo racconto di Irene Nemirovsky è la prima opera che leggo di questa autrice; in lei si sente l'eco dei classici russi, complessi e sublimi allo stesso tempo, questo racconto si legge davvero con tranquillità ed è piacevole, penso mi dedicherò alla lettura dei suoi romanzi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
giorgio g (26-03-2008) Anche in questo piccolo libro l’autrice rivela la sua stoffa: la storia della vecchia “tata” della famiglia nobile russa travolta dalla bufera della Rivoluzione d’Ottobre e approdata a Parigi dove vive in ristrettezze è raccontata con una delicatezza impensabile in una ragazza di poco più di vent’anni. La sua fine ad Auschwitz ci riempie di dolore e di rabbia: tra le loro mille barbarie i nazisti annoverano anche quella di avere privato l’umanità di una grande scrittrice. Un’ultima osservazione: in Francia il libro è stato pubblicato nel 1931, da noi soltanto adesso e dopo il successo di “Suite Francese”, “Jezabel”, “David Golder”. Ma l’Italia è così distante culturalmente dalla Francia? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
star (22-02-2008) Sublime stile letterario. E' il primo libro che leggo di questa autrice che mi ha impressionato oltre misura. Anche se la storia è alquanto triste, lei ha un modo di raccontare le vicende che sono pura poesia... mi ricorda in parte le sensazioni che ho percepito leggendo "le braci" di Sandor Marai...e con questo confronto penso di aver detto tutto! leggetelo! letteratura avvolgente in meno di 100 pagine. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Walter Magnoni don.walter@tiscali.it (15-11-2007) I capolavori russi non devono necessariamente essere di tante pagine, nè è la prova questo romanzo, di tanti anni fa, ma solo oggi arrivato in Italia. Colpisce la figura di una serva fedele e costante, protagonista indiscussa del libro. Si legge in fretta ma non si domentica più. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
claudio (12-11-2007) Ma quanti libri eccezionali ha scritto la Nemirovsky che fino a qualche anno fa era, almeno per me, un'illustre sconosciuta? A partire da Suite francese Adelphi (a cui bisogna dar atto di un grande fiuto) ho letto dei bellissimi libri. Questo, pur inferiore alle 100 pagine, è un piccolo capolavoro di arte russa. Da consigliare vivamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Benedetta benedetta.colella@tiscali.it (04-11-2007) La nobiltà russa, fiaccata dall’abulia e ghiacciata dalla rivoluzione, si anima nello sguardo critico ma fedele di una vecchia tata, credibile ed affascinante nel suo tetragono attaccamento ai valori del passato. Splendido l’explicit. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ardid79 (26-10-2007) Qualsiasi cosa scriva, qualsiasi atmosfera introduca (in questo caso ci porta in Russia, in casa di una antica famiglia nobile costretta a fuggire durante la rivoluzione), il suo stile la rende un gioiello di perfezione, un diamante lucido e affilato. Si respira in sole 90 pagine, il vasto respiro dei grandi romanzi russi, in poche righe condensa un'intera vita, l'angoscia di una vecchia governante che non accetta la fine degli antichi splendori, diventa l'epopea un'intero popolo in fuga. E credo di avere detto tutto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianluca guidomei sidner@libero.it (19-10-2007) Non ci sono più parole per descrivere le immense capacità di scrittura di Irène Némirovsky. La storia che racconta non ha importanza, è quello che ci fa respirare che entusiasma. Magica. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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