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Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Bennett Alan - La sovrana lettrice

La sovrana lettrice TitoloLa sovrana lettrice
AutoreBennett Alan
Prezzo
Sconto 15%
€ 11,48
(Prezzo di copertina € 13,50 Risparmio € 2,02)
Prezzi in altre valute
Dati2007, 95 p., brossura
TraduttorePavani M.
EditoreAdelphi  (collana Fabula)

Disponibilita immediata
Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni

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51 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
A una cena ufficiale, circostanza che generalmente non si presta a un disinvolto scambio di idee, la regina d'Inghilterra chiede al presidente francese se ha mai letto Jean Genet. Ora, se il personaggio pubblico noto per avere emesso, nella sua carriera, il minor numero di parole arrischia una domanda del genere, qualcosa deve essere successo. Qualcosa in effetti è successo, qualcosa di semplice, ma dalle conseguenze incalcolabili: per un puro accidente, la sovrana ha scoperto la lettura di quegli oggetti strani che sono i libri, non può più farne a meno e cerca di trasmettere il virus a chiunque incontri sul suo cammino. Con quali effetti sul suo entourage, sui suoi sudditi, sui servizi di security e soprattutto sui suoi lettori lo scoprirà solo chi arriverà all'ultima pagina, anzi all'ultima riga.

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice
Dopo la malinconia sfuggente della regina di Stephen Frears, e dopo la rielaborazione metafisica scritta da Beppe Sebaste sulle ripercussioni della morte di Diana Spencer, e durante la proclamazione fastosa del regno della prima Elisabetta (che segue ad altre versioni cinematografiche di successo), arriva Alan Bennet a rimettere in gioco una delle figure più amate e mute cui la cronaca si sia assiduamente dedicata. In questo breve racconto, entrano, è vero, i dettagli realistici della vita di Elisabetta II (le celebrazioni per il suo ottantesimo compleanno, il profilo degli uomini di corte, i riti, le abitudini quotidiane), ma, attraverso la concisione della scrittura, e la caratterizzazione dei personaggi portanti a emblemi di un certo modo di pensare e di atteggiarsi, il testo sa trasformarsi in un apologo morale. Che ci porta dentro a un'atmosfera allegorica, a tratti fiabesca, con la sua bella morale finale.
La regina, del tutto casualmente, ma d'altronde come lei stessa si pronuncerà "siamo tutti soggetti al destino", si imbatte, durante un ricevimento ufficiale, in un oscuro riferimento a un ancora più oscuro scrittore, Jen Genet. Da questo incidente prende le mosse la parabola della regina-lettrice che, dopo un primo assaggio di rosa – la Nancy Mitford di Inseguendo l'amore e L'amore in climi freddi – diventa prigioniera, di gradino in gradino (allora Ackerley, Brookner, Mc Ewan e Tait Black, Byatt…), sempre più smaliziata nei gusti e raffinata nelle scelte, della sottile, autogenerantesi, ragnatela prodotta dalla letteratura. La regina dapprima riesce, pur con grandi sforzi (sono esilaranti le capriole per nascondere il vizio della lettura, le sue finte, la sua abilità a parlare in pubblico o a salutare la folla lasciando cadere gli occhi sulla pagina), a mantenere un certo equilibrio tra le sue funzioni ufficiali e la sua nuova, divorante, passione. Ma poi qualche cosa va storto. Intanto, perché la regina è impaziente, nella sua qualità di tardodiscente, di leggere più libri possibile. Henry James la tira un po' troppo per le lunghe, Proust è "un martire dell'asma": insomma, gli scrittori non tengono conto del poco tempo che le resta, delle sue incombenze, dell'insofferenza che provoca nel duca e nei suoi ministri. Gli scrittori, in definitiva, non sono gente pratica quanto lei… "Leggere non era agire, quello era il problema. Anche a ottant'anni, lei era una donna d'azione".
Come sciogliere in modo definitivo e inequivocabile – da regina – l'ambiguità che s'insinua nel fare della lettura l'unico tramite con la vita? Non basta prendere appunti (mirabile la parte in cui Bennet descrive l'accumularsi dei taccuini della regina), bisogna scrivere. Infatti, con un finale a sorpresa, un colpo di teatro ben calibrato, la regina annuncia al consiglio riunito che intende scrivere un'autobiografia radicale e impegnativa perché "non c'è nulla al di sopra della letteratura", e abdica. Dopo tante letture, disordinate, libere, la regina d'Inghilterra ha acquisito una diversa coscienza, è stanca di sentirsi come "una candela mangiafumo mandata qua e là per profumare delle dittature: al giorno d'oggi la monarchia è solo un deodorante governativo".
Alan Bennet, ancora una volta, mette in scena una figura eccentrica, che guarda alla morte e alla vita con piglio risoluto tanto da cambiare il proprio destino. In questo caso neppure sua maestà può sfuggire all'assedio stringente della lettura, da una dipendenza che non conosce cure.
  Camilla Valletti

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 51 recensioni presenti.  Media Voto: 4.09 / 5

AB (21-05-2011)
Delizioso, ironico, godibilisssimo. Bennett è un maestro di sintesi narrativa. Consigliato.
Voto: 5 / 5
Biagio Mastrangelo wildesmoker@libero.it (10-07-2010)
La Regina è umana! Bellissimo.
Voto: 5 / 5
maurizio .mau. codogno puntomaupunto@tiscali.it (21-04-2010)
Uno si può lamentare per spendere 12 euro per 95 pagine (lorde, il racconto inizia a pagina 9 e l'ultima pagina ha tre righe). Ma non può certo lamentarsi per la storia... Il titolo originale del libro, "The Uncommon Reader", era davvero intraducibile, essendo un gioco di parole tipicamente britannico: la "lettrice non plebea" non è nient'altro che la regina Elisabetta II, che trovandosi per caso dietro le Reali Cucine il furgone della biblioteca circolante entra, prende in prestito un libro... e diventa un'accanita lettrice. Leggendo il libro, si avverte chiaramente l'origine teatrale di Bennett; sembra quasi di vedersi davanti le varie scene, soprattutto quelle comiche. Ma naturalmente, proprio come in una rappresentazione teatrale, ci sono anche considerazioni diverse; da quelle sull'utilità della letteratura forse alla fine un po' stucchevoli alla visione del governo e delle incombenze regali da parte di Sua Maestà. Ottima traduzione, che permette di mantenere il ritmo anche nel caso di lettura ad alta voce.
Voto: 5 / 5
Mario maderonzi@vodafone.it (18-01-2010)
Un libro molto bello, divertente, ironico, che conferma tutto il genio di Alan Bennett! Da leggere.
Voto: 5 / 5
Kya (10-06-2009)
Non è il primo libro che leggo di Bennet, "Nudi e crudi" mi era piaciuto molto, questo, invece, l'ho trovato noiosissimo e senza senso. Non ho proprio capito dove sia l'umorismo, l'umorismo british: forse solo nelle frecciate rivolte dalla Regina al Primo Ministro e ai vari attendenti.
Voto: 1 / 5
Franco 3palmiro@excite.it (23-04-2009)
Come siamo diversi! Ho letto i commenti e io lo trovo delizioso proprio perchè molto british e, perchè no? un po' Calvino. Chi ha detto che un libro debba essere irrisolto o "dolente" ( fa tanto letterario "dolente" ) per essere leggibile? Regala una quantità di spunti e di riflessioni ( es. richiama anche Roth che è tutt'altra cosa) che meritano da soli la lettura. Certo, se uno pensava che la regina fosse il personaggio principale ... ha letto un altro libro.
Voto: 5 / 5
Elisa (16-01-2009)
Bello! Bella storia e piacevole umorismo.Consigliato
Voto: 5 / 5
Sarah saraconlh@libero.it (10-01-2009)
l'ho letto perchè incuriosita dal titolo e perchè consigliato, conocrdo con chi dice molto british, apprezzo bennet, e questo è molto bennet, si legge volentieri ma non lascia il segno, bello pensare che anche la regina si annoi e legga come noi comuni mortali
Voto: 3 / 5
Christian (02-11-2008)
Leggendo le recensioni mi aspettavo qualcosa di più interessante, divertente, coinvolgente e invece...una storiella leggera leggera che ha un unico sussulto nel colpo di scena finale: insomma una delusione!
Voto: 2 / 5
Riccardo (10-09-2008)
Ho letto questo libro su consiglio del mio libraio e devo dire che l'ho trovato davvero bello.Non conoscevo Bennett e le sue opere , ma il suo stile,l'ironia e la leggerezza mi hanno conquistato e piano piano stò acquistandone altri per completare la conoscenza con questo nuovo amico.Premetto che amo tutto ciò che è "British" e che quindi sono partito da una posizione un po' sbilanciata sul gradimento di questa storia, al di là di questo però , devo dire che l'ho trovata davvero bella tanto da consigliarlo ad amici e conoscenti definedolo un piccolo cameo che merita assolutamente di essere letto.é chiaro che non stiamo parlando di un romanzo epocale o di cose simili,ma è davvero piacevole lasciarsi trasportare dalle regale lettrice in un mondo fatto di scoperte letterarie e goderne con complicità della sua meraviglia.Ci si ritrova a sorridere degli stratagewmmi che Elisabetta escogita per continuare ad approfondire la sua passione, ma soprattutto degli imbarazzi che crea nei suoi collaboratori.Anche il finale l'ho tovato interessante con piacevoli spunti di riflessione. Insomma leggetelo e "God save the queen!!!"
Voto: 5 / 5
astor (04-09-2008)
uh...mi chiedevo,lo compro-non lo compro,lo compro-non lo compro,si-no,no-si..e poi alla fine ho ceduto....la noia....la noia....arrivavo da alcune meravigliose letture di peter cameron e colm tojbin,,,,,e mi trovo davanti ad una storiella semplice,piatta e poco brillante!!!!
Voto: 1 / 5
Thaumazo (03-09-2008)
Delizioso. Un apologo sulla bellezza della lettura e su come possa divorare tutto il resto. Mette splendidamente in mostra come la nostra società sia nemica della cultura, considerandola inutile nel migliore dei casi.
Voto: 5 / 5
Pavarottina (29-08-2008)
Qs libro mi ha deluso molto. speravo qualcosa di più concreto. E' molto semplice, scritto bene, ma banale a mio avviso. L'autore immagina che la regina d'Inghilterra inizi ad appassionarsi alla lettura molto tardi, e si rammarica per non averlo aftto prima. In effetti niente di speciale. Pecacto!
Voto: 2 / 5
VERU (29-08-2008)
Mi sento di consigliare questo libro a tutte le persone che amano leggere. Il libro sa ricostruire sapientemente il rapporto tra libro e lettore che spesso può diventare talmente esclusivo da non concedere spazio ad altri. La lettura non rinuncia però al suo vero ruolo ovvero quello di farsi attraversare per aiutarci a trovare la nostra strada. Buona lettura
Voto: 5 / 5
michele (21-05-2008)
Non sono un ammiratore del "british", non conoscevo Bennett, non ammiro la monarchia. Eppure ho trovato questa lettura eccezionale, anche perché il tema non è solo la lettura, ma anche la profonda riflessione politica nelle ultime pagine, quasi un nuovo: "Ne ho viste cose... che voi umani non potete nemmeno immaginare..."!
Voto: 5 / 5
al ohcaro@tin.it (06-05-2008)
racconto delizioso. di una leggerezza calviniana. i detrattori di questo romanzo fanno pensare ai cortigiani del racconto, indispettiti per la passione travolgente e improvvisa della sovrana per la lettura. stessa miopia, stessa distanza dalla leggerezza. questo invece è un racconto che lascia un desiderio di scoperta. io lo consiglio davvero, col sorriso. al
Voto: 5 / 5
francesca (14-03-2008)
Bellissimo. Sì, decisamente "british", ma quella ironica presa in giro tipicamente inglese che mentre ti fa ridere ti invita anche a riflettere.
Voto: 5 / 5
Silvia (10-02-2008)
Sinceramente ha un pò deluso le mie aspettative. Forse un pò troppo british?...
Voto: 3 / 5
Simone simone.carletti@libero.it (09-02-2008)
Breve e divertente. Un tuffo nell'Inghilterra dei Reali, tra tradizioni, gerarchie e abitudini che ruotano intorno alla regina Elisabetta. Con una scrittura brillante e pungente Alan Bennett descrive una fantasiosa regina presa tra l'improvvisa passione per la letteratura e la conseguente conoscenza degli aspetti più umani delle persone che le girano intorno. Un modo per lei di diventare più "umana", ma anche di trovarsi al centro di critiche e accuse all'interno del suo entourage, sconvolto dal repentino cambiamento. Piacevole.
Voto: 3 / 5
Barbara (09-02-2008)
Piacevole certo, scorrevole, si legge in poche ore... fornisce inoltre alcuni eccellenti consigli di lettura. Viene un gran voglia di seguire il percorso di Elisabeth e leggere quegli stessi autori. Ma il tanto sospirato colpo di scena finale dov'è? Forse troppo prevedibile. Comunque su un libro che incoraggia alla lettura (anche di altri autori) non si può dare un giudizio negativo.
Voto: 4 / 5
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