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Simenon Georges - Il treno | Maggio 1940. Le truppe della Wehrmacht dilagano in Belgio e minacciano i confini della Francia. Dalle Ardenne sciami di profughi lasciano le loro case prendendo d'assalto i pochi treni disponibili. Nel carro bestiame di un convoglio che procede lentissimo verso La Rochelle, un uomo mediocre, miope e di salute cagionevole, un uomo con una piccola vita mediocre e mediocremente serena, incontrerà una donna di cui non saprà altro, nelle poche settimane che passeranno insieme, se non che è una cèca di origine ebrea, e che è stata in prigione a Namur. Fra loro, all'inizio del viaggio che li porterà fino alla Rochelle, non ci sono che sguardi, ma un po' alla volta, senza che nulla sia stato detto, le due solitarie creature diventano inseparabili; finché, durante la prima notte che passano l'una accanto all'altro sulla paglia per terra, confusi fra altri corpi sconosciuti, accadrà qualcosa di inimmaginabile. Sarà l'inizio di una passione amorosa che li isolerà da tutto ciò che accade intorno a loro (l'occupazione tedesca, i convogli di sfollati, il tendone da circo che li ospita insieme ad altre decine di profughi), chiudendoli in un bozzolo fatto di desiderio, di gioco e di una scandalosa, disperata, effimera felicità.
Recensioni 1 - 20 di 24 recensioni presenti. Media Voto: 4.45 / 5Giuseppe (30-11-2010) Ancora un capolavoro firmato Simenon. Un romanzo indimenticabile. Adoro questo grande autore e questo gioiello della letteratura è uno dei miei preferiti tra i suoi. Recentemente ho letto "Il ranch della giumenta perduta" e anche quello è un capolavoro, tanto per cambiare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Simone (14-09-2010) Grande Simenon, anche quando è alle prese con una storia di passione carnale nuda e cruda. L'idea alla base del libro è originale e sconvolgente nella sua semplicità: cosa accade a un uomo annoiato dal quotidiano quando la guerra lo separa dalla famiglia e lo conduce verso percorsi nuovi e intriganti? Si farà prendere dalle tentazioni o rimarrà un marito morigerato e fedele? Ovviamente la risposta è la prima, ma Simenon, con l'espediente del treno, avvolge tutto in un'atmosfera di mistero e irrealtà. Una delle migliori opere dell'autore letto fin qui. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
franz (20-02-2010) il solito grande simenon. ma senza lode, perchè scrive un romanzo lento e appiccicoso, anche se i personaggi e la scrittura sono di un'eccellenza straordinaria. finale melenso, forse banale, tracciato in ripidi scoscesi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Osky (16-02-2010) Ottimo libro, lineare e scorrevole, con una continua tensione interna che smuove la vicenda e affascina di pagina in pagina. C'è la guerra come punto di partenza e punto di svolta, c'è la guerra come sfondo di una storia di cambiamento interiore, la guerra che crea una situazione del tutto nuova, diversa, dove tutto è possibile. Per questo, per il protagonista la guerra è una gioia piuttosto che fonte di sofferenza. C'è una storia d'amore in primo piano, storia che porta conforto in un clima di paura e apre il cuore del protagonista alla speranza e alla felicità. Questo libro mi pare un inno al vivere il presente, senza farsi troppe illusioni e senza grandi progetti. La guerra è colta come necessità di vivere giorno per giorno e godere di quello che si ha, delle persone che s'incontrano, delle cose che si vedono, della libertà. D'altronde è lo stesso protagonista che a pag. 16 dice: "No! Quella guerra, scoppiata all'improvviso dopo un anno di calma apparente, era una faccenda personale tra me e il destino." By Osky Voto: 4 / 5 |  |  |  |
patricia (27-04-2009) Forse il più bello fino ad ora da me letto e sicuramente, anche il più triste. Il finale è straziante ma anche inevitabile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maurizio (01-03-2009) Un bel libro, che mette in luce come qualcosa di assolutamente eccezionale può capitare a qualunque uomo normale. Il presente è l'unico tempo in cui il protagonista si trova a vivere, un presente dove opera la scissione fra passato e futuro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
giorgio chiarot (21-01-2009) Dei 33 romanzi non Maigret che ho letto, almeno la metà merita 5 stellette. Questo è uno di quelli. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Emanuele (24-09-2008) Grande è la passione che in questo libro non avvampa con lingue di fuoco ma con una semplicità disarmante.Si sbriciola il pregiudizio sotto un cuore a due tempi. 1 per la famiglia e l'altro per l'amante Anna. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
vincenzo vsebastiano vincenzosebastiano@yahoo.it (19-07-2008) Un altra preziosa gemma di questo straordinario scrittore ed attento investigatore delle passioni umane.
Nel triste e sconsolato scenario di guerra la passione, senza le convenzioni del normale ordine sociale, tra due profughi, con storie diverse, diventa la ricerca di una nuova esistenza e l'illusione di un nuovo inizio per entrambi. La figura di Anna nella sua semplicità, silenziosa e rassegnata, da al romanzo un taglio psicologico ed intimistico. Colpisce la minuziosa descrizione del treno e dei suoi passeggeri. Una lettura da non perdere. Con un finale che ti fa rimanere con il libro chiuso tra le mani per qualche minuto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
STEFANO (26-06-2008) da una parte la passione riscoperta con una sconosciuta e dall'altra gli affetti di famiglia...
come sfondo la guerra a dividere e creare l'occasione di un tradimento che poi cresce in qualcosa di più maturo.
il finale tutto da leggere...bel libro
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
francesca70 (17-06-2008) Veramente bello.Come tutti i romanzi di Simenon. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
diablero diablero70@gmail.com (08-06-2008) Bellissimo, l'ho letto in paio d'ore, è la metafora della vita di molti uomini e, soprattutto, è un romanzo moderno dove possiamo leggere l'invasione tedesca come la metafora della volgarità televisiva, della politica da avanspettacolo, del cinismo e dell'arroganza di molte persone. il treno è quella chance che tutti noi possiamo prendere al volo, trovando un compagno di viaggio, per fuggire, per difenderci, per trovare quella che simenon chiama un mondo interiore tutto per noi.
simenon è un genio misconosciuto e nella triste pochezza dei Volo, dei Moccia etc ci riconcilia con la vera letteratura Voto: 5 / 5 |  |  |  |
manvela (22-05-2008) Simenon non tradisce mai: essenzialmente sobrio eppur sensuale, realistico eppur poetico. "Il treno" scorre sotto gli occhi con l'eleganza di un fruscio di seta. Da consigliare a tutti: appassionati di belle storie e degustatori di abilità stilistico-narrative!
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Luciano (25-03-2008) Come altri libri di Simenon, anche questo non tradisce le aspettative, essendo godibile, scritto in maniera superba e di facile lettura. Inoltre mi è parso di una profondità che non avevo colto in altri lavori, mettendo a nudo uno dei problemi primari della nostra società, che nello scorrere del tempo rimane sempre immodificato: lo scontro atavico tra l'essere e il dover essere, tra il sogno e la dura realtà. Sono letteralmente magistrali le pagine del rapporto tra i due amanti, estraneati da tutti gli eventi tragici che succedono intorno, dalle loro precedenti vite e tesi solo al raggiungimento della loro felicità momentanea. Grande lezione di vita per tutti noi, spesso impantanati nelle beghe giornaliere e senza il coraggio di dare una vera svolta alle nostre esistenze. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ardid79 (11-03-2008) Ogni volta che leggo un romanzo di Simenon mi sembra impossibile che possa mantenere sempre dei livelli cosi' alti di qualità..sono sempre dei brevi capolavori e sono molto felice che ne abbia scritti quasi 400! Il treno tocca un argomento sempre solo sfiorato da lontano da simenon, quello della guerra. Anche qui però la seconda guerra mondiale (e in particolare le vicende degli sfollati francesi e Belgi verso il sud della francia per sfuggire all'avanzata Tedesca nel 1940) è solo la cornice per una vicenda del tutto privata e personale, in una perfetta commistione tra la storia del singolo e la Storia dell'intero popolo francese. Marcel il ptotagonitsa, è un pefetto "uomo mediocre" creato dalla penna di Simenon: fortemente miope, con una storia familiare tragica alle spalle, guarito da una grave una malattia, è riuscito a trovare una sua nicchia nel mondo: si è sposato ha una bambina e un altro figlio in arrivo, un buon lavoro. E' convinto di essere felice, quantomeno è grato e sereno della sua esistenza ordinaria e scandida da piccole abitutini. Ma l'invasione delle Ardenne e la fuga verso sud modificano ogni prospettiva: l"extra-ordinario" entra nell'ordinario, tutto viene sovvertito e ribaltato e Marcel, salito un treno merci e separato dalla moglie e dalla figlia, si trova a vivere una vera e propria avventura personale con il destino. L'incontro sul treno con una giovane donna di nome Anna darà l'inizio a una passione bruciante e senza tempo, una passione che avrà delle conseguenze... Breve e intenso, Simenon affila il suo coltello delineando perfettamente le passioni e le debolezze umane come uno specchio nel quale è possibile riconoscersi ma in cui non fa piacere guardare. La passione, l'egoismo, la guerra sullo sfondo, tutto è analizzato con stile e precisione, ma senza giudizio. Simenon non giudica mai, e non permette giudizio: resta solo, alla fine della lettura, una strana sensazione di disprezzo e comprensione. Magistrale.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandro Spaziani (04-03-2008) Potrò anche essere tacciato di parzialità, ma quest'uomo sarbbe stato capace anche di narrare l'elenco telefonico. Straordinario, straordinaria e meritoria l'opera dell'Adelphi che, preziosamente, quasi centellinandoli, ci sta proponendo il "repertorio" di quello che per troppo tempo abbiamo ricordato essere "l'inventore" di Maigret. Potrebbe/dovrebbe essere il primo Nobel per la letteratura "alla memoria", se i parrucconi accademici si decidessero a istituirlo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo (04-03-2008) Grandissimo. Come sempre. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Arcangela Cammalleri arcange@alice.it (03-03-2008) IL TRENO DI GEORGES SIMENON
Georges Simenon scrive e pubblica questo romanzo solo nel 1961, quando la guerra e i ricordi di essa, sedimentati, bruciavano meno l’animo. Questa storia unica e preziosa ci restituisce un frammento folgorante, nella sua brevità, di vita umana, ma lancinante nella sua profondità.Siamo nel maggio del 1940, nelle Ardenne è stato dato l’ordine d’evacuazione generale, i profughi sono costretti a fuggire perché le truppe tedesche invadono il Belgio. Il protagonista Marcel Féron, come si presenta lui stesso in prima persona, vende apparecchi radio e rimette in sesto quelli vecchi, è molto miope ( è terrorizzato dall’idea di ritrovarsi senza occhiali) e molto cagionevole di salute; conduce una vita ordinaria, ” Non ero un uomo infelice né tanto meno triste”, scandita dalle abitudini quotidiane dove ogni oggetto sta al suo posto Ma gli avvenimenti bellici incalzano e non vive più secondo un ritmo interno, invece del suo battito, sente una sorta di battito collettivo. Quella guerra scoppiata all’improvviso, dopo un anno di calma apparente, la percepisce come una faccenda personale tra lui e il destino. Marcel non è più responsabile della sua vita, non è, più, Marcel Féron, commerciante di radio, ma un uomo fra milioni di altri uomini in balia di forze superiori. Egli con la moglie Jeanne, incinta e la figlia, Sophie di 4 anni, lascia la casa e tutto, ma nel trambusto generale si ritrova separato da loro e insieme con altri come lui nel carro bestiame di un convoglio. E’ su questo treno, su questo vagone tra i sussulti, gli scossoni delle fermate e i flashback della sua vita trascorsa che con una donna in nero, estranea, quasi, a tutto quanto la circondava, diventa naturale, senza essersi detti quasi nulla, stare sempre insieme, come per un comune accordo. La passione divampa in un fragile presente, senza futuro, come la precarietà della guerra. Una scrittura mirabile, poesia dell'anima le parole che fluiscono e scorrono come piccole gioie, schegge di luce che carpiscono il lettore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
spes (03-03-2008) inconsistente. avendo letto l'opera omnia di simenon (lista della spesa compresa..!) faccio fatica ad apprezzare queste pagine che scolorano velocemente dalla memoria.
è proprio necessario pubblicare TUTTO quello che ha scritto questo straordinario scrittore? Voto: 2 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 24
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