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Simenon Georges - La camera azzurra |
"Sei così bello" gli aveva detto un giorno Andrée "che mi piacerebbe fare l'amore con te davanti a tutti...". Quella volta Tony aveva avuto un sorriso da maschio soddisfatto: perché era ancora soltanto un gioco, perché mai nessuna donna gli aveva dato più piacere di lei. Solo quando il marito di Andrée era morto in circostanze non del tutto chiare, e Tony aveva ricevuto da lei il primo di quei brevi, sinistri biglietti anonimi, solo allora aveva capito, e aveva cominciato ad avere paura. Ancora una volta, nel suo stile asciutto e rapido Simenon racconta la storia di una passione divorante e assoluta, che non indietreggia nemmeno di fronte al crimine. Anzi, lo ripete.
17 recensioni presenti. Media Voto: 4.29 / 5biogius (28-09-2009) Perfetto: non trovo altre parole per definire questo romanzo che lascia al lettore un sottile senso di inquietudine. Voto: 5 / 5 |
Kat70 (16-09-2009) Uno stile meraviglioso. Scritte da Simenon, anche le pagine gialle risulterebbero avvincenti. Voto: 4 / 5 |
adriana (26-06-2009) A me è piaciuto molto.
Ora sto leggendo Gli Intrusi che mi prende molto: non conoscevo il Simenon senza Maigret.
Il giudizio è senz'altro positivo
Voto: 4 / 5 |
Rossana Marsano (20-05-2009) Se non fossi stata risarcita poi dalla lettura del pastoso Faulkner e del mordace Nabokov, non mi sarei neppure stanata a commentarlo, Simenon. A commentare lui e il suo "La camera azzurra". Non che lo abbia mai inseguito con vorace curiosità. Di lui, di Georges, mi parlò con tono innamorato un amico mio caro, uomo di grande sensibilità e di pari cultura. Ovvio che gli apprezzamenti di stima sciorinati a profusione da Quello nei confronti del Simenon romanziere dovessero accendermi almeno un guizzo di curiosità. C'ho messo due anni per sfamare curiosità e interesse, due anni per scegliere del Simenon romanziere uno dei suoi titoli più acclamati, lasciandomi ovviamente inesplorate le più "leggendarie" incursioni letterarie del Simenon giallista. Il punto è che Simenon sembra con fatica deporre l'inchiostro giallo. Almeno questa fatica trasuda a chiare lettere nelle pagine scarne, sciatte,incolori, de "La Chambre Bleu". A parte la struttura del "libricino", che ha una vocazione irriducibile al "giallo", è proprio la cifra stilistica a tradire il vizio giallista di Simenon. Oh!, certo! lo si legge in un giorno, oh!, certo, l'occhio scorre veloce, senza intoppi, senza inciampare nel dubbio luminoso che attraversa la mente quando s'avventura per i sentieri tortuosi di una pagina più oscura magari, pure più intrisa di significati, di vita. S'è detto altrove che il libro, questo libro, ha il pregio di descrivere per pennellate veloci, per colpi di pennello insomma, senza insistere sui dettagli, sulle pieghe. Interpretazione bonaria, gentile, o forse miope, se non cieca. Non c'è solo velocità di tocco, scioltezza di linee, di tratto, di colori. C'è, ancor peggio, tutto l'abbozzo dell'approssimazione. Da lettrice paziente ed esigente, ovvio che abbia in animo di concedermi e concedere al Simenon un'altra possibilità. Ho qui per le mani dello stesso autore "Il treno", e sulla fronte la speranza tutta infantile di potermi ricredere.
Voto: 1 / 5 |
Davide Pescara davy@alma.it (07-05-2009) Mi piace da matti lo stile Simenon, racconta una tragedia, ma non lo dice mai chiaramente, il personaggio di Tony è quasi assurdo, stralunato, sembra non si renda conto di quel che è accaduto, sembra solo, però... Voto: 5 / 5 |
mario (09-04-2009) Simenon, il più grande scrittore francese, ci conosceva bene. Che figura bieca Tony Falcone. Il classico uomo italico medio. Moglie carina ma amorfa, amante appassionata. Da buon italiano vigliacco che non si assume le sue responsabilità. E poi ci lamentiamo della nostra classe politica. La scelta del cognome del protagonista è azzeccata e non lascia dubbi sul luogo di provenienza della famiglia. Ma Simenon forse per pietà o per sfottò, fa nascere il padre in Piemonte, come per dire tutti gli italiani sono uguali da nord a sud...uguali in senso negativo . Voto: 5 / 5 |
Francesca (24-09-2008) Molto bello e coinvolgente, da non riuscire a smettere di leggerlo..
Una sola domanda: ma lui, ci fa o ci è?
Dobbiamo rassegnarci a credere che tutti gli uomini alla fine sono uguali? Coinvolti sì, ma solo fino ad un cero punto e vi lascio immaginare quale.... :-) Voto: 5 / 5 |
Demi80 (31-08-2008) Una scrittura davvero piacevole; una descrizione dei luoghi, dei personaggi, delle sensazioni molto attenta ai dettagli, tanto da dare l’impressione di essere realmente presenti nelle scene. Molto bello nella fase iniziale, poi rallenta un po’ i ritmi, trasformandosi in un vero e proprio "interrogatorio”, forse, un po’ ripetitivo. Alla fine ti lascia il dubbio sul nocciolo della questione… Voto: 3 / 5 |
FRANCESCA83 (20-07-2008) Bello, da leggere assolutamente! Il finale molto poco fiabesco lo rende reale! Talmente bello e dettagliato da inquietarti. Leggetelo leggetelo leggetelo! Voto: 5 / 5 |
STEFANO (26-06-2008) son daccordo con gli altri.
sarebbe un film perfetto,ma il libro è bellissimo.
Un Simenon grandioso Voto: 5 / 5 |
Tiziana giovannilucascopsi@aliceposta.it (30-04-2008) Servono solo poche parole per definirlo:superbo!!Il libro coinvolge dall'inizio alla fine; ottima la caratterizzazione dei personaggi, scene da film!!! Da leggere in poche ore Voto: 5 / 5 |
Michele (24-04-2008) Non mi pare proprio che "da noi" Simenon sia "sottovalutato in maniera incredibile", considerato che da più di 20 anni i suoi romanzi sono pubblicati dalla prestigiosa e colta Adelphi. Mi domando, al contrario, se questi suoi romanzi a volte piacevoli, ma troppo spesso monotoni e ripetitivi meritino tanto onore. Sarà forse Simenon, al contrario, "uno scrittore sopravvalutato in maniera incredibile"? Voto: 2 / 5 |
fabioluca luca.guido@alice.it (15-04-2008) Quante volte hai sognato una camera,azzurra o bianca che sia,un intreccio di passioni che annullano la mente,che con forza spingono verso l'inevitabile,verso il vuoto o pieno di sentimenti senza sbocco...la camera azzurra è quella parte della nostra mente che vorresti non esistesse perchè più volte hai tentato di entrarci e non ci sei riuscito.Simenon ti accompagna volentieri verso l'abisso del sentimento che diventa incubo.
Per intenderci,un ca po la vo ro!
Voto: 5 / 5 |
Benedetta benedetta.colella@tiscali.it (30-03-2008) Impareggiabile descrittore di atmosfere, Simenon sa preludere al dramma pur nell’apparente inazione. La tensione dei personaggi, l’erotismo che si risveglia, la paura, l’autolesionismo erompono dalle righe con effetti letterariamente magistrali Voto: 5 / 5 |
valentina (20-03-2008) le pagine scorrono velocemente. sembra quasi di vedere un film da tanto bene sono descritti luoghi, persone e atmosfere. Voto: 4 / 5 |
alessandro (19-02-2008) L'ho letto e riletto. E' difficile spiegare quanto sia bello questo romanzo che lascia mille interrogativi nella testa del lettore. Il miglior modo per descriverlo è riportare banalmente quanto c'e' scritto nella quarta di copertina.: fastidioso per quanto è bello. Voto: 5 / 5 |
Ardid79 (11-02-2008) Prima premessa. Simenon è un grande scrittore da noi sottovalutato in modo incredibile: conosciuto principalmente come giallista è in realtà uno scrittore completo e affascinante capace di creare in poche pagine meccanismi letterari perfetti: romanzi che uniscono in modo completo approfondimento psicologico, tensione del giallo, dialoghi precisi e taglienti, descrizione di ambienti precisa e vivida. So che ci sono già alcune estimatrici nel forum (swann, Armadillo). Il mio invito è soprattutto per le altre: un invito a scoprirlo, nei suoi innumerevoli romanzi, uno più bello dellaltro.
La camera azzurra è appena uscito in edizione tascabile Adelphi, e credo sia anche uno dei romanzi più tragici e appassionati. La camera azzurra del titolo, cha appare così leggiadro e romantico, è la camera dove si svolgono gli incontri clandestini di due amanti, entrambi sposati. Siamo in un sonnolento paesino francese, vite ordinarie e monotone, e quella che nasce tra Toni e Andrée è una grande passione dei sensi. Toni vive il suo adulterio senza grandi sensi di colpa, con indifferenza e con un po di compiacimento, fino a che Andrée non pronuncia una frase pericolosa e ambigua: Se io fossi libera, faresti in modo di renderti libero anche tu?. La storia si dipana a poco a poco ma con ritmo vertiginoso, impossibile smettere di leggere questo racconto sugli equivoci e sulle loro conseguenza, sul potere delle parole e delle promesse, sulla debolezza degli uomini, sulle conseguenze delle passionidavvero straconsigliato e si legge in poche ore!
Voto: 5 / 5 |
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