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Némirovsky Irène - I cani e i lupi |
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Titolo | I cani e i lupi |
| Autore | Némirovsky Irène | Prezzo Sconto 15%
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€ 15,72
(Prezzo di copertina € 18,50 Risparmio € 2,78)
|  | | Dati | 2008, 234 p., brossura | | Traduttore | Di Leo M. |
| Editore | Adelphi
(collana Biblioteca Adelphi) |
| | Disponibile anche usato a € 9,25 su Libraccio.it | | | Disponibile anche in eBook a € 6,99 | Nella promozione Adelphi fino al 9 luglio |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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Le basta vederlo una volta sola, quel bambino ricco, ben vestito, dai riccioli bruni, dai grandi occhi splendenti, che abita nella meravigliosa villa sulla collina e di cui dicono sia un suo lontano cugino, per essere certa che lo amerà per sempre, di un amore assoluto e immedicabile. A Kiev, la famiglia di Ada abita nella città bassa, quella degli ebrei poveri, e suo padre appartiene alla congrega dei maklers, gli intermediari, quegli umili e tenaci individui che si guadagnano da vivere comprando e vendendo di tutto, la seta come il carbone, il tè come le barbabietole. Fra le due città sembra non esserci nessun rapporto, se non il disprezzo degli uni e l'invidia degli altri. Eppure, quando il ragazzine Harry si troverà di fronte la bambina Ada, ne sarà al tempo stesso inorridito e attratto: "come un cagnolino ben nutrito e curato che senta nella foresta l'ululato famelico dei lupi, i suoi fratelli selvaggi". Molti anni dopo il destino li farà rincontrare a Parigi: e Harry cederà a quella misteriosa attrazione del sangue che Ada esercita su di lui. Agli occhi di Ada, una bambinetta di cinque anni, infagottata in un cappotto sformato e in una gonna démodé, il mondo che la circonda è troppo grande e troppo distante per essere compreso. Un padre sempre affaccendato a concludere i suoi affari, un nonno intento a scrivere un libro epico e misterioso e una madre, morta qualche anno prima, che la osserva da una fotografia. Kiev è una città sordida e sporca. In alto le ville dei ricchi, in basso, lungo il fiume, le misere stamberghe degli ebrei e in mezzo una zona franca, dove cadono le famiglie impoverite e da cui transitano gli ebrei in ascesa. Il freddo penetra attraverso gli spifferi della sua grande casa vuota, mentre una zia arcigna e arrivista con i suoi bambini si trasferisce suo malgrado in quella parte di mondo, tra gente inferiore al suo rango e alle sue ambizioni. Invade gli spazi di Ada, con la sua insoddisfazione e la sua voglia di rivalsa, così la bimba ascolta le conversazioni degli adulti: "Come vivere senza soldi? Come pagare i favori sottobanco? Come far entrare i figli a scuola quando la percentuale di ammissioni consentita era già stata raggiunta? Come ottenere l'autorizzazione ad andare in un posto o in un altro, per vendere questo o quello? Come sfuggire al servizio militare? Ah, Dio mio, impossibile vivere senza soldi!". Ma Ada non comprende il livore di sua zia e neanche la falsa umiltà con cui suo padre tenta di vendere la sua merce ai ricchi, non li comprende fino a quando non vede con i suoi occhi la bellezza ovattata dell'altra parte del mondo: la grande villa dei Sinner sulla collina di Kiev, e un bambino, Harry, dai tratti uguali ai suoi ma dal portamento altezzoso nei suoi abiti lustri. Una storia che seguirà le vicende dei protagonisti fino agli anni della giovinezza a Parigi e che vedrà montare una passione che si nutre di ambizioni e di miserie, del manto fulvo dei lupi selvaggi e del pelo morbido dei cani addomesticati. Una metafora della vita, dell'amore e della guerra che incombe nell'Europa degli anni Trenta. La riscoperta di un'autrice morta in un campo di concentramento a soli 39 anni, non prima di aver lasciato al mondo le sue perle agghiaccianti, i suoi ritratti aspri, il suo sguardo disincantato sull'incomprensibile realtà del tempo.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788845922541
I cani e i lupi
Le basta vederlo una volta sola, quel bambino ricco, ben vestito, dai riccioli bruni, dai grandi occhi splendenti, che abita nella meravigliosa villa sulla collina e di cui dicono sia un suo lontano cugino, per essere certa che lo amerà per sempre, di un amore assoluto e immedicabile. A Kiev, la famiglia di Ada abita nella città bassa, quella degli ebrei poveri, e suo padre appartiene alla congrega dei maklers, gli intermediari, quegli umili e tenaci individui che si guadagnano da vivere comprando e vendendo di tutto, la seta come il carbone, il tè come le barbabietole. Fra le due città sembra non esserci nessun rapporto, se non il disprezzo degli uni e l'invidia degli altri. Eppure, quando il ragazzine Harry si troverà di fronte la bambina Ada, ne sarà al tempo stesso inorridito e attratto: "come un cagnolino ben nutrito e curato che senta nella foresta l'ululato famelico dei lupi, i suoi fratelli selvaggi". Molti anni dopo il destino li farà rincontrare a Parigi: e Harry cederà a quella misteriosa attrazione del sangue che Ada esercita su di lui.
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Recensioni 1 - 20 di 40 recensioni presenti. Media Voto: 4.67 / 5betty (14-02-2013) Mi sembrano molto esagerati i commenti ultra positivi che danno 5 a questo libro... sicuramente un buon libro ma non abbastanza coinvolgente e appassionante da meritare un voto alto...un 3 per la scittura sempre molto forbita ed elegante della Nemirovsky...(meglio Jezabel!!!)! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Romolo Ricapito romolo.ricapito@gmail.com (13-12-2012) Con I Cani e i Lupi, Irène Némirovsky scrive il suo ultimo romanzo prima della deportazione, molto influenzato (probabilmente) dagli avvenimenti bellici che determinano nel'opera un pessimismo senza speranza. La descrizione del ghetto ebreo all'inizio è cupa e, a differenza dell'abituale narrativa della scrittrice, priva di qualsivoglia (seppur timida) ironia.
L'arrivo dai sobborghi infimi alla casa dei ricchi parenti (alla lontana) di Ada e Ben ricorda per certi versi la costruzione di Cime Tempestose di Emily Bronte. L'imprinting vissuto al cospetto del cugino Harry costituisce l'ossessione "alla Emily Bronte" della protagonista, destinata a coronare a metà il suo sogno d'amore. Sogno che ha la consistenza amara di un'incompiutezza determinata da una maledizione che accompagnerebbe gli ebrei. Qui descritti nei loro difetti che l'iconografia classica ha reso celebri: avidità, trascorsi poveri e squallidi a dispetto di una vita agiata, attaccamento al denaro e alle tradizioni, una certa ottusità che impedisce di essere felici. A differenza dei romanzi precedenti, questo manca di un quid, ma è egualmente godibile e ben costruito. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
lucia (11-07-2012) avevo letto suite francese e mi era piciuto molto. subito dopo ho comprato i cani e i lupi. non è brutto, ma dopo averlo letto mi è rimasto ben poco. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Maggie (30-06-2012) Opera 'tormentata' da cui non ci si può staccare. Emozionante e struggente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cristina (07-06-2012) Cosa dire di questo libro? A me e' piaciuto moltissimo come tutti i libri di Irène. Sono libri bellissimi, pieni di vita, di sentimento. Di questa scrittrice io ho gia' letto, oltre a questo, Suite francese, Il calore del sangue, Il vino della solitudine. A mio parere sono tutti romanzi eccezionali. La Némirovsky doveva essere una donna davvero speciale. Per cercare di capirla meglio ho anche letto il libro di sua figlia Denise Epstein "Vivere e sopravvivere" e la biografia di Irène scritta da Philipponnat e Lienhardt. Peccato davvero che la sua giovane vita sia stata interrotta cosi' precocemente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
anna nibba (13-12-2011) Per ora il libro di questa scrittrice che mi e' piaciuto di piu'. Elegante nello stile come al solito e con una capacita' rara di cogliere le sfaccettature psicologiche dei personaggi. Bellissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lady Libro (17-11-2011) E'il mio secondo libro della Nemirovsky, e ancora non riesco a darle un voto superiore al tre. Se devo essere sincera, questo libro mi è piaciuto un po'meno di "Due".
La prima parte del romanzo, che parla dell'infanzia di Ada in un ghetto ucraino nei primi anni del Novecento, è scritta benissimo soprattutto quando l'autrice descrive i pogrom e i vari ceti ebrei con i loro vizi, mestieri e virtù, che popolano la storia, ma il romanzo mi ha delusa nella seconda parte, ovvero quando Ada si trasferisce a Parigi: la narrazione diventa molto affrettata, poco dettagliata anche se molto riflessiva. La storia d'amore che nasce tra Ada e Harry è poco più che accennata, e si limita a qualche pagina, senza nessuna azione di corteggiamento o particolari manifestazioni dei sentimenti reciproci, per poi passare subito ad un finale significativo ma terribilmente rapido.
Probabilmente se il romanzo avesse avuto qualche pagina o dettaglio in più, lo avrei apprezzato maggiormente. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
fabien arkelios2006@yahoo.it (13-09-2011) io ho letto il romanzo sia nella traduzione italiana quanto in lingua francese.
Poco ho da aggiungere agli stupendi e dovuti commenti che mi hanno preceduto.
La Némirosky si supera in ogni sua opera. Sovente incanta, a volte seduce, quasi sempre ci lascia con il...'dispiacere' che il suo romanzo sia terminato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maria (04-09-2011) un romanzo da comodino in tutti i sensi. Cioe' che rimane li', distante, non ti prende. Retorico e con personaggi stereotipati. Noioso e inconsistente. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Cassandra (20-05-2011) Ho conosciuto da poco questa autrice, ma ne sono sempre più innamorata. Questo romanzo è stupendo: ha la stessa profondità dei grandi autori russi ma anche la leggiadria e la delicatezza tipiche di un animo femminile...La trama di questo libro, rispetto a "Il vino della solitudine" (che comunque mi era piaciuto molto), è più movimentata e coinvolgente. Alcune scene (come quella del pogrom) sono davvero dei piccoli capolavori...Leggetelo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mixy (18-03-2011) semplicemente meraviglioso. uno dei suoi libri migliori... lo consiglio vivamente! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Serena (12-03-2010) Uno stile impeccabile, splendido approfondimento della psicologia dei personaggi, grande sensibilità nel cogliere i tratti salienti dei luoghi e dei periodi nei qual si svolge la storia. Non do il massimo perchè la conclusione mi pare un po' affrettata... che fine fa Harry? La moglie lo perdona? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Guia (26-02-2010) un'emozione dall'inizio alla fine, non credo di saperla descrivere. Bellissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
anna maria neri (20-01-2010) nulla di diverso da poter aggiungere agli altri commenti: ho letto tutta l'opera di Irène con grande emozione e con la rabbia che la follia nazista abbia tra gli altri, privato il mondo di una scrittrice così grande Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefano (14-11-2009) complimenti come sempre ad Adelphi Voto: 5 / 5 |  |  |  |
M.T. (12-11-2009) E' raro incontrare una scrittrice così brava nel descrivere la natura delle cose, dei paesaggi e degli stati dell'animo umano. Ogni suo romanzo è una piccola "perla" con personaggi indimenticabili. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Falco (26-10-2009) Grande scrittrice!! E così moderno il linguaggio della Nemirovsky: non una crepa, un cedimento. Questo è un libro di emozioni e passioni forti: il destino ineluttabile di una razza, il richiamo del sangue, il sacrificio, il paese straniero, la salvezza.... Ma neanche per un momento ho sentito che per i protagonisti ci sarebbe stato un futuro... << Madame Mimi la guardò poi prese una coperta e gliela adagiò sul corpo e si rimise a sedere. Aveva quell’apparente impassibilità della vecchiaia che sembra disumana e che consola anche quando non viene pronunciata una parola o versata una lacrima: era la prova vivente dell’oblio e della fine di tutte le cose. >>. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandra O. (08-07-2009) Come volevasi dimostrare anche questo libro della Nemirovsky é una vera e propria perla. Ho letto quasi tutti i suoi libri che sono stati pubblicati in Italia ed ognuno di questi fino ad ora è stato una vera e propria rivelazione della grandezza di questa scrittrice. Pensare che l'ho scoperta per caso!??! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
patrizia orsucci porsucci@libero.it (05-05-2009) Ormai è una certezza; ogni libro della Nemirowsky mi appassiona e mi regala una lettura appagante. Con il suo stile essenziale, e mai superficiale o banale, riesce a delineare personaggi, storie ed emozioni, trasversali all'esistenza umana e alla società. Sebbene ambientati ai primi del secolo trovo i suoi romanzi di un'attualità sconcertante per la descrizione delle dinamiche delle vicende umane che, quando non sono risolte, si ripropongono in maniera incessante in ogni tempo. Ne "I cani e i lupi", ambientato un po' in Russia e un po' in Francia, è il tema del pregiudizio fra le persone di diversa etnia, e quindi di diversa appartenenza, a fare da perno alla narrazione. La storia dell'amore di Ada per il cugino Hanry, incontrato nell'infanzia, in un momento difficilissimo per la propria sopravvivenza, mette in luce come ogni situazione di confine, e di difficile identità, comporti sempre sofferenza ed umiliazione. L'atteggiamento dei "cani" di mancanza si solidarietà fra simili e dei "lupi" che essendosi arricchiti con avidità mantengono le distanze nel terrore di poter perdere quanto conquistato e tornare alle ristrettezze del passato, sono un ritratto che, seppur in maniera più larvata, ben si addice anche alla popolazione dei nostri giorni. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40
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