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Dopo quarantun anni, due uomini, che da giovani sono stati inseparabili, tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l'altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null'altro contava per loro. Perché? Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare: "una forza che brucia il tessuto della vita come una radiazione maligna, ma al tempo stesso dà calore alla vita e la mantiene in tensione". Tutto converge verso un "duello senza spade" ma ben più crudele. Tra loro, nell'ombra il fantasma di una donna.
13 recensioni presenti. Media Voto: 4.53 / 5Sara (10-10-2009) semplicemente bellissimo!! Voto: 5 / 5 |
salvatore (28-07-2009) assolutamente grandioso. libro coinvolgente e travolgente, ispirato ad un concetto di amicizia fuori dal comune. Toccante. Voto: 5 / 5 |
ladybrett al.caneel@gmail.com (29-04-2009) quei libri splendidi che portano in giro il lettore, e non viceversa.
un viaggio esistenziale. il distacco, la solitudine, l'incontro. tutto quello che cova dentro l'uomo nel senso più ancestrale del termine, dai bassi istinti alla raffinata recitazione della vita. volti, inganni, sentimenti, implicazioni. vasto. non ultimo, ben scritto. Voto: 5 / 5 |
stefano algenor@libero.it (11-01-2009) il romanzo è straordinario per la composizione, più che per il contenuto. 'autore, di fatto trascina il lettore (a volte in modo un po’ prolisso) per tutto il romanzo verso la soluzione della storia. Abilissimo con la sua prosa delicata e intensa, Marai crea un straordinaria aspettativa fondata quasi su nulla.come a posteriori disse l'autore: un pò troppo romantico.
Voto: 4 / 5 |
Alessandra O. (11-12-2008) Lasciare un commento su questo libro, da parte mia, è un'impresa alquanto ardua. L'ho letto con due giorni scarsi e l'ho trovato meraviglioso, prodofondo, toccante. Il suo concetto di amicizia è ammirevole! Voto: 5 / 5 |
umberto73 umbertoparri@yahoo.it (05-10-2008) Un romanzo costruito tutto intorno all'attesa dell'ultimo incontro fra 2 amici?,un attesa durata oltre 40 anni.C'e tutto e il contrario di tutto, dall'amore all'odio,però il finale è un po ambiguo. Voto: 3 / 5 |
Leo Perutz (29-09-2008) Difficile non riconoscere nell' opera di Marai i tratti dell'assoluto capolavoro letterario. La scrittura diviene incredibilmente raffinata, le poetiche si mescolano complesse con efficaci elementi narrativi. Grandi visioni ideologiche, dettagli sentimentali minuti, cure estreme della lingua, il tutto racchiuso nello spazio cristallizzato di una sola notte. Un grande romanzo di un autore che merita di essere annoverato tra i grandi della cultura mitteleuropea del novecento. Voto: 5 / 5 |
Tommaso (01-09-2008) E'il primo libro che leggo dell'ungherese Marai e devo dire che l'ho trovato fantastico, bella questa storia di questi due uomini e altrettanto bella è questa attesa che tiene il lettore col fiato sospeso, correte in libreria per chi non l'avesse già fatto!! Voto: 4 / 5 |
Eliana Morello (30-08-2008) Una versione elegante ed nitida dell'eterno triangolo. La prosa raffinata fa scivolare il lettore verso la fine del racconto, e mentre verità e realtà si fondono e confondono in una ricerca ossessiva dei "perchè" e "come" di un tradimento, ci si rende conto come l'ermeneutica di una domanda contiene in sè qualsiasi risposta desiderata. Voto: 4 / 5 |
stefano algenor@libero.it (15-06-2008) il romanzo è straordinario per la composizione, più che per il contenuto. L'autore, di fatto trascina il lettore (a volte in modo un po’ prolisso) per tutto il romanzo verso la solzione della storia. Abilissimo con la sua prosa delicata e intensa, Marai crea un straordinaria aspettativa fondata quasi su nulla.
Come disse a posteriori l'autore stesso... un filo troppo romantico.
Voto: 4 / 5 |
Gian Paolo Grattarola giampaolo.grattarola@fastwebnet.it (26-05-2008) L’aristocratico ufficiale in pensione consuma la propria esistenza in un clima pietrificato di dolorosa attesa e di desolato rimpianto, nell’ interminabile attesa di Konrad. Nella speranza che quest’artista, simbolo di un’emergente borghesia cinica e rancorosa, gli riveli le ragioni ultime di un comportamento che, aprendo uno squarcio irreversibile nell’apparente tranquillità del suo menage familiare, ha spento la funzione vitale di Kristina ed ha confinato la sua in un’atmosfera di gravosa sospensione. Con l’attenta scrupolosità di un fuochista egli alimenta ostinatamente la vampa del ricordo, rinvigorendola giorno dopo giorno con l’aggiunta di nuovi ceppi, affinché si mantenga accesa fino al momento in cui scoccherà l’agognato rintocco della verità. La storia si conchiuderà infine là dove era principiata, nello spazio di un equivoco insanato, di un’amicizia incapace di resistere al richiamo dell’artificio e dell’inganno. Ricorrendo come sempre ad una prosa dallo stile fluido ed elegante, l’autore rivela di possedere il raro pregio di sedurre il lettore coinvolgendolo emotivamente in un racconto spoglio di dialoghi, che si dipana nell’angusto spazio di sole due stanze e nei luoghi sempre persi e ritrovati della memoria. La padronanza assoluta del linguaggio, che fa di Marai uno dei più grandi scrittori del Novecento, si rivela nel lungo monologo del protagonista, che induce il lettore ad un cimento non facile, ma di indubbio interesse. Al centro della riflessione dell’autore non ci sono temi universalmente noti come l’amore ed il tradimento, ma l’impossibilità di accettare la deriva di una civiltà, e nello stesso tempo la febbrile necessità di identificare il punto esatto in cui si spalanca il baratro di un nuovo mondo a cui avvertiva con disagio di non poter appartenere Voto: 5 / 5 |
Roberta (21-05-2008) Dopo un lungo inverno di libri mediocri , le braci ha superato l'esame.grandissssimo libro. da leggere assolutamente Voto: 5 / 5 |
Fabio Scarnati fabioscarnati@yahoo.it (03-04-2008) Fra tutti i libri con cui ho diviso il mio tempo e la mia vita, “Le braci” dell’ungherese Sandor Marai resta, per me, il migliore. In questo libro c’è tutto e il contrario di tutto:c’è amore e c’è odio, ferocia e dolcezza, c’è vendetta e perdono e c’è soprattutto amicizia(sfaccettata,sezionata e trasformata nel suo esatto contrario).Ognuno di noi, come i protagonisti del romanzo, cerca di trovare un senso alla propria vita(ammesso che ne abbia uno),soprattutto quando si ha la sensazione di aver passato un’intera esistenza in un’inutile attesa, nella ricerca di risposte a domande che forse non era neanche giusto porsi. A volte è nelle cose più semplici(come un diario)che si trova la verità e dunque il senso di un’intera esistenza(perché non è forse la verità quello che noi tutti cerchiamo?).Ma l’uomo rifugge le cose semplici proprio in virtù del suo spirito complesso e in ciò risiede la ragione ultima della sua infelicità e sconfitta. Quel diario di donna, su cui ruota tutto il romanzo e in cui è celata la risposta a tutte le domande(Krisztina sapeva?), quell’oggetto custodito e mai aperto per quarantuno anni, non ha dopo tutto molta importanza, perché è nell’ineluttabilità degli eventi la vera ragione delle cose; le quali accadono e basta e nessuno può farci niente. Non ci sono vincitori dunque, ma solo sconfitti. Il romanzo si chiude con una scena che ricorda un celeberrimo racconto di Poe: ”La maschera della morte rossa”. Forse l’unico vincitore è colui che alla fine si rivela essere il vero protagonista della storia, colui che da sempre non conosce sconfitta: il Tempo. Alla luce del tempo, una luce grigia e polverosa come i capelli dei personaggi del libro,tutto assume un colore diverso. Il tempo è dunque la migliore risposta a molte domande, anche a quella che vale una vita intera. Ed è nelle ultime parole del libro che si coglie, come un eco lontano, il senso ultimo delle cose: ”Puoi mettere il quadro di nuovo al suo posto, ormai non ha più importanza..." Voto: 5 / 5 |
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