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Márai Sándor - Liberazione | Dicembre 1944. L'armata rossa sta per completare l'accerchiamento di Budapest. L'antivigilia di Natale una ragazza di venticinque anni, Erzsébet, che già da mesi vive braccata, sotto falsa identità, riesce a trovare un nascondiglio per il padre: il vecchio, un celebre scienziato a cui gli squadroni fascisti delle croci frecciate danno la caccia, verrà murato, insieme ad altre cinque persone, in una cantina grande quanto una dispensa. Erzsébet, invece, scenderà nello scantinato del palazzo dove vive, insieme a tutti gli abitanti di quello e di altri palazzi dei dintorni. Ci rimarranno per quattro settimane, quanto durerà il terribile assedio, mentre sopra le loro teste infuriano i combattimenti. In quel mondo sotterraneo maleodorante e caotico, in una "promiscuità da porcile", mentre fra la gente ammassata sui materassi si scatenano tensioni sempre più acute, Erzsébet aspetta "qualcosa". Qualcosa che si riassume in una parola: liberazione. Tra poco i russi saranno qui, pensa, e tutto cambierà. Finalmente, nella notte fra il 18 e il 19 gennaio, vedrà la sagoma del primo russo stagliarsi sotto la porta: ma quell'incontro sarà ben diverso da come se l'era immaginato. Scritto in meno di tre mesi nell'estate del 1945 e rimasto inedito fino al 2001, il romanzo è una testimonianza bruciante dell'orrore che un'intera città ha vissuto nei mesi dell'assedio dei sovietici, dei bombardamenti degli Alleati, sottoposta ai rabbiosi rastrellamenti degli sconfitti.
11 recensioni presenti. Media Voto: 4.81 / 5Anto (09-03-2011) Márai descrive le terribili settimane dell'assedio di Budapest fino alla liberazione da parte delle truppe sovietiche. L'orrore della sua città assediata, i rabbiosi rastrellamenti dei nazisti e dei fascisti sconfitti. Grande spessore narrativo e capacità, come sempre rara, di raccontare trasmettendo l'emozione privata. Da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
claudio (01-09-2010) Era da un po' di tempo che non leggevo libri di Marai, forse dai primi due pubblicati in Italia.
Questo è un piccolo capolavoro: gli ultimi 20 giorni prima della "liberazione" di Budapest, visti con gli occhi di questa ragazza, figlia di un famoso scienziato, murato in una casa vicina per sfuggire agli aguzzini nazisti.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
silvia (26-11-2009) Terribile! questo romanzo è narra l'orrore in un modo diverso, con domande e pensieri, tramite la protagonista, che sono lontani dai luoghi comuni. Per questo risulta ancora più vero, più cattivo e agghiaccinate.
La prosa è precisa e lucida. Cadenzata in un ritmo che fa crescere dentro il lettore tutti i sentimenti che la protagonista prova.
Terribile. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
barbara (23-11-2009) Sarà che mi sono affezionata alla lettura di questo Autore, ma anche questo scritto l'ho letto con piacere, senza mai annoiarmi. Sandor Marai non mi ha mai deluso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandra O. (15-06-2009) Mi dispiace che posso dare solo 5/5 come votazione, avrei data senza dubbio 10 se fosse stato possibile! Gran bel libro, davvero un capolavoro. Di questo scrittore avevo già letto "Le Braci" ed ero rimasta davvero impressionata dal suo modo di scrivere ma oggi lo sono ancora di più! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Deb (12-02-2009) Il libro racconta l'assedio di Budapest, descrivendo un'immobilità quasi irreale con uno stile molto misurato e qualche riflessione sulla condizione umana e sulle guerre, sulla paura assoluta che paralizza ogni movimento. Poi il ritmo accelera, quando si avvicina la liberazione. QUando compare il russo...e con lui si intuisce il dopoguerra, che Marai quasi anticipa (il libro è stato scritto nel 1945). E la fragile protagonista che alla fine si accorge di essere diventata forte... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Silvia (13-12-2008) Che dire di questo libro? Che forse non c'era modo migliore per accostarmi a questo grande autore che conoscevo solo di fama e di nome. Semplicemente bellissimo, un modo originale per scoprire come si è svolta la liberazione di Budapest e per gustare una prosa divina. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
diablo (02-10-2008) magnifico, un libro profondo, una scrittura tersa e piena di sofferenza, un esempio che molti scrittori italiani dovrebbero seguire, anche quelli che magari vincono premi letterari inutili con libri inutili.
Questa è un'opera che non ha vinto nulla ma vale mezzo secolo di numeri primi Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giorgio g (19-09-2008) Un episodio poco conosciuto dell’ultima guerra mondiale: l’assedio di Budapest da parte dell’Armata Rossa. Viene vissuto attraverso Erzsebet, una giovane che deve mettere in salvo il padre ricercato dai tedeschi. Come gli altri assediati attende la Liberazione che invece non sarà che l’inizio di un giogo destinato a durare oltre quarant’anni. Un particolare: Sandor Marai ha scritto il libro tra luglio e settembre 1945. Già allora aveva il presentimento di ciò che sarebbe accaduto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paola (02-09-2008) Toccante ! Decisamente introspettivo e profondo , capace di porre domande "diverse" dai soliti "perchè" e "per come" certi orrori siano accaduti. Autentico .
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Krisz (12-07-2008) Che prosa, che lucidità narrativa! Meglio tardi che mai per l'Italia che legge e un plauso alla Adelphi che tributa all'autore Sàndor Màrai i meritati onori, anche se con mezzo secolo di scarto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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