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Lernet Holenia Alexander - Il venti di luglio | Il 20 luglio del 1944 fu il giorno del fallito attentato a Hitler. E nel clima torbido di quell'ora fatale dell'umanità" si dipana uno dei più audaci intrecci di Lernet Holenia. La scena è Vienna, degradata a periferia del Reich, dove una signora dell'alta società nasconde all'insaputa di tutti un'amica ebrea facendola ricoverare in ospedale sotto il proprio nome. Ma l'improvvisa morte di quest'ultima la getterà in una paradossale condizione di non esistenza: ufficialmente defunta, sarà dunque costretta a una fuga precipitosa, in un vortice di ambigui congiurati, ufficiali concupiscenti e agenti della Gestapo. Ancora a Vienna - quella del primo e secondo dopoguerra - ci troviamo negli altri due pannelli di questo superbo trittico. Un mondo di reduci e deraciné: come l'invalido di guerra che, in un rapporto perverso con il suo cane-guida, diventa una sorta di crudele "dio cieco"; o come l'ex ufficiale imperial-regio, nobile decaduto, che uccide per eccesso d'amore la bella giumenta che in passato era stata sua. E ancora una volta il lettore si lascerà irretire dall'incanto dell'arte narrativa di Lernet Holenia, che si offre qui nella sua forma più pura.
gianluca guidomei sidner@libero.it (07-09-2008) Il racconto "Il dio cieco" è un piccolo capolavoro.
"...perchè quel cane aveva perso la fiducia in un uomo che tuttavia non aveva potuto smettere di amare; e in quel lacerante conflitto, in quella sua disperazione, cominciava a ritrasformarsi in belva. Non era forse successa la stessa cosa anche a certi uomini e certi popoli che avevano perso la fiducia nei loro dei?"
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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