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Inoue Yasushi - Ricordi di mia madre | "Mia madre dava l'impressione di essere un meccanismo rotto. Non era malata, ma una parte di lei aveva ceduto... Le parti integre e quelle compromesse si mischiavano di continuo ed era arduo distinguerle. Nonostante fosse afflitta da una notevole mancanza di memoria, vi erano particolari che ricordava perfettamente". Così leggiamo in questi "Ricordi di mia madre", in cui Inoue cela, con pudore, il suo lato più intimo e dolente. E non possiamo non ascoltare partecipi quella voce che ci spiega come la donna "avesse incominciato a cancellare a ritroso, con una gomma, la lunga linea della sua vita", del tutto inconsapevolmente, "perché a tenere in mano la gomma era quell'evento ineluttabile che è la vecchiaia". Vecchiaia su cui Inoue ci offre, con quest'opera in tre tempi, pagine fra le più intense che abbia mai scritto, dove riesce a trovare la misura perfetta, con una delicatezza di tratto che nulla concede all'effusione sentimentale, per raccontare un lento congedo, raffigurare angosce primordiali ed evocare immagini che si incidono nella memoria. Come quella dell'anziana donna che - con una lampadina tascabile in mano - vaga di notte nella casa del figlio, senza che sia possibile sapere se ora, nella sua mente, lei è la madre alla disperata ricerca del bambino perduto o la bambina smarrita in cerca della mamma.
Media Voto: 4.33 / 5jane (11-11-2011) Straziante viaggio di un figlio nell'estrema vecchiaia della madre, còlta nelle sue quotidiane stranezze di vecchia che perde progressivamente la memoria. Sono note private, che partono da un'osservazione realistica, ma piena di tenerezza filiale e di umana pietà. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Umberto Mottola (13-06-2010) Un bel libro. Scritto molto bene. La capacità dello scrittore sta nel parlare di argomenti quotidiani senza annoiare minimamente il lettore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
AGT (03-04-2010) L'opera era già stata pubblicata nel 1985 da Spirali Edizioni di Milano;mantenendo la medesima traduzione,l'Adelphi ripropone i tre racconti di Ionue,ma l'edizione precedente comprendeva un altro racconto(staccato dal tema della madre)dal titolo Il cimitero e la frutta di stagione,un ampio commento di Mitsuo Nakamura e le note sulla vita e le opere di Yasushi Inoue.La pietà filiale emerge in questa splendida opera,assolutamente autobiografica,priva di ogni elemento superfluo e di inutili sentimentalismi,cercando di rispondere alle infinite domande che ci si pone di fronte all'incalzare della vecchiaia e all'ineluttabile crollo di una donna ,di una madre agli occhi dei figli. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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