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Dai Sijie - Una notte in cui la luna non è sorta | All'inizio c'è un manoscritto. Anzi, un frammento di manoscritto: "una reliquia mutilata, un pezzettino di testo sacro scritto in una lingua ignota su un rotolo di seta" risalente al II o al III secolo d.C. Quel rotolo misterioso, un imperatore dell'XI secolo ha invano cercato di decifrarlo, e per esserci (forse) riuscito il suo poeta di corte è stato assassinato. Quasi mille anni dopo, l'ultimo imperatore della Ghia, Puyi, ne è stato ossessionato al punto da uscire di senno, e durante il volo che lo portava in Giappone ha lacerato con i denti e ne ha gettato una parte dall'aereo. Il frammento disperso è finito, per vie misteriose, nelle mani di Zai Lan, il legittimo erede al trono esiliato in Manciuria dalla crudele imperatrice Gixi. Ma questo, appunto, è solo l'inizio: perché la nipote di Zai Lan sposerà un sinologo francese, che finirà in un campo di lavoro, e il figlio del sinologo francese studierà la lingua del rotolo, e si innamorerà a sua volta di una giovane sinologa francese, la quale rimarrà anche lei impiglita nel groviglio di vicende che hanno al centro l'enigmatico frammento.
Max65 (27-10-2008) Ho letto molto bendisposto, sulla scorta dell'ottima impressione fattami da "Balzac e la piccola sarta cinese" il nuovo romanzo di Dai Sijie. Tuttavia, questa nuova prova dell'autore non mi ha catturato. Nonostante l'originalità della trama, che ruota intorno alle vicende legate ad un antico manoscritto, a mio modesto parere il romanzo non decolla; solo a tratti conquista l'attenzione del lettore ed infine mi è sembrato spesso inutilmente pesante nella narrazione. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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