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Racconti di pochi istanti, trame incongrue e persecutorie, irrisioni sistematiche: questo è il terreno della sua prosa. La sua singolarità è tale da non tollerare inquadramenti. Charms rimane soprattutto uno stupefacente narratore di "casi", tanto gratuiti quanto ineluttabili. Rispetto alla gelida purezza dei suoi esperimenti di parodia sistematica, le versioni occidentali dell'assurdo appaiono timide.
Media Voto: 3.5 / 5Daniela C. (11-05-2012) « C'era un uomo con i capelli rossi, che non aveva né occhi né orecchie. Non aveva neppure i capelli, per cui dicevano che aveva i capelli rossi tanto per dire. Non poteva parlare, perché non aveva la bocca. Non aveva neanche il naso. Non aveva addirittura né braccia né gambe. Non aveva neanche la pancia, non aveva la schiena, non aveva la spina dorsale, non aveva le interiora. Non aveva niente! Per cui non si capisce di chi si stia parlando. Meglio allora non parlarne più. ».
Che dire, se non altro, che si tratta di uno scrittore geniale e assurdo! Consiglio questo libro vivamente. Infatti ho regalato questo testo a moltissimi amici, ma attenzione può essere letto solo da coloro che hanno una grande apertura mentale e dotati di grande pazienza! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
enrico (22-06-2011) "Tutto ciò che denota benessere mi ha sempre ispirato diffidenza". Charms.
La nota al testo di Rosanna Giacquinta è, secondo me, fatta molto bene. Andrebbe magari letta, qua e là e laddove possibile ,PRIMA di acquistare il volume. La nota chiarisce anche ai più duri di comprendonio che leggere il buon vecchio Charms non sarà come fare una salutare passeggiata. "Amici, state a sentire! Davvero non mi si può venerare in questo modo. IO sono come tutti voi, solo migliore." Charms Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabio Napodano (23-06-2009) l'ho acquistato affascinato dalle due citazioni al libro presenti nella raccolta "Anche le formiche, nel loro piccolo, s'incazzano". Mi si scuserà la bassezza del modo in cui sono giunto a questo libro che, sorprendentemente, contiene come primi due scritti proprio le due piccole "storie" presenti ne "Le Formiche".
Il resto, ahimé, è quasi del tutto di una inutilità irritante; sinceramente, lèggere le lettere che Charms mandava ai suoi amici, oppure cercare di star dietro ai suoi delirii del tutto privi di significato con i quali vorrebbe dileggiare la logica (che, mi si permetterà, al contrario suo ha creato qualcosa di concreto), non è di alcun interesse per quanto mi riguarda.
Evitabile anche l'interminabile analisi finale della sua biografia e della sua opera, a cura, credo, della traduttrice.
A meno che non siate felici di lèggere qualcosa del quale non comprendete per nulla il significato (qualora davvero ce ne sia alcuno), e per quanto ne so è perfettamente possibile che possano essere in tanti a volerlo, evitate questo libro. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
andrea cigada (19-02-2009) Fatico a dare un giudizio. Un libro assurdo, a volte irritante, a volte comico. Sembra il delirio di un folle, e in certi tratti ricorda Bulgakov, con vicende che sembrano orchestrate da una mano crudele. Spesso inquietante, a volte divertente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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