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Maugham W. Somerset - Ashenden o L'agente inglese | Benché a differenza di molti suoi colleghi non ne abbia mai fatto mistero, pochi sanno che W. Somerset Maugham è stato a lungo un agente segreto al servizio di sua Maestà Britannica, e non di secondo piano, se lo scopo del suo viaggio nella Russia del 1917 era, lo dice lui stesso, "impedire lo scoppio della rivoluzione bolscevica e mantenere il paese in guerra". Nella realtà, sempre un po' più brutale della sua rievocazione, Maugham era stato spedito a Lucerna sotto copertura, la copertura essendo un necessario periodo di isolamento da dedicare alla scrittura di una commedia. Nella Svizzera di quegli anni, assai più vivace rispetto alla sua iconografia corrente, il materiale narrativo certo non mancava: lo spettro del comunismo si aggirava per l'Europa, e i fantasmi degli imperi, estinti e sopravvissuti, continuavano con altri mezzi la guerra appena conclusa. Così, appena smessa l'uniforme virtuale, Maugham si inventò una delle sue controfigure più celebri: Ashenden appunto, scrittore come lui, come lui di stanza nella Confederazione, e come lui atterrito in parti uguali dagli intrighi internazionali, dagli agenti nemici, dalle perversioni burocratiche dei propri compatrioti, e dagli inquilini più imprevedibili del continente europeo: gli elvetici. Il che spiega come mai queste storie di spie, per quanto ritoccate e reinventate, abbiano un'altissimo tasso di verosimiglianza, e un altrettanto formidabile potenziale di commedia.
Media Voto: 4 / 5Trixter (22-11-2010) E' il primo romanzo di Maugham che leggo e, nel complesso, lo ritengo soddisfacente. Insomma, ben scritto, narartiva elegante, stile morbido, Maugham ha una penna avvolgente che abbraccia il lettore e lo lascia incunearsi tra le pagine, quasi che, alla fine della lettura, più che un libro si chiude un pezzo di vita realmente vissuta dal lettore. Il problema di Ashenden, tuttavia, è nella trama. Nessuno, ad onor del vero, si attendeva scene e frangenti alla James Bond, ma invero va riconosciuto che, a tratti, il libro appare un pò noioso se non addirittura inconcludente. Alcuni capitoli si chiudono lasciando l'amaro in bocca, molte pagine si susseguono, le descrizioni sono abili e minuzionse, i dialoghi frizzanti ed acuti ma, a dirla tutta, la vicenda è appannata e timida, quasi annoiata. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
La Recherche redazione@larecherche.it (24-02-2009) [...] In questo libro Maugham dimostra la sua grande capacità di analisi psicologica delle persone che lo circonda, e descrive con notevole acutezza come la situazione del pericolo dovuta alla guerra riesca a corrodere gli animi e a trasformarli in modo radicale. L’autore non tralascia mai di osservare come le caratteristiche più propriamente intime, come il carattere o le inclinazioni personali, non manchino mai di farsi leggere quasi in filigrana sull’aspetto fisico dei personaggi. Mirabile è la descrizione di un traditore che malgrado un aspetto franco e bonario, ha nello sguardo una luce sinistra che lascia presagire qualcosa di non perfettamente sincero.
Nonostante i racconti siano ambientati in tempi di guerra, e vi siano molte esecuzioni, il sangue non macchia mai le pagine del libro – tranne che nell’ultimo racconto – ma è sempre presagito, giunge come in un eco, lo si percepisce attraverso le espressioni dei personaggi.
Sebbene in questo libro Maugham non sfoggi la sua grande abilità a costruire trame deliziose e sorprendenti, infonde comunque tutto il suo grande talento di narratore, cesellando in modo esemplare e minuzioso i suoi personaggi e i luoghi in cui si muovono, dando la sensazione al lettore di aver vissuto in prima persona le avventure di Ashenden, anziché averle lette. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giorgio Chiarot (21-01-2009) Una serie di piccole storie tutte però concatenate tra loro con vari personaggi, tutti magistralmente delineati, e un unico protagonista: Ashenden, nel ruolo di un agente del controspionaggio britannico. Non aspettatevi azioni spettacolari alla James Bond ma piuttosto una fitta ragnatela di relazioni diplomatiche, di lavoro organizzativo, di manovre burocratiche ecc... Il magnifico equilibrio di Ashenden sempre controllato e padrone di se stesso, ancorchè umano, è descritto da Maugham con rara perizia, anche perchè il racconto è quasi autobiografico. Rispetto alle altre opere di W.S.M. qui il tono è duro, meno salottiero ed elegante; siamo in guerra in fin dei conti. Buon libro, forse leggermente inferiore ad altre sue opere, ma che conferma comunque la classe di un Autore che rimane tra i miei preferiti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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