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Grossman Vasilij - Vita e destino | «Ho appena terminato un grande romanzo a cui ho lavorato per quasi dieci anni...» scriveva nel 1960 Vasilij Grossman, scrittore noto in patria sin dagli anni Trenta (e fra i primi corrispondenti di guerra a entrare, al seguito dell'Armata Rossa, nell'inferno di Treblinka). Non sapeva, Grossman, che in quel momento il manoscritto della sua immensa epopea (che aveva la dichiarata ambizione di essere il Guerra e pace del Novecento) era già all'esame del Comitato centrale. Tant'è che nel febbraio del 1961 due agenti del KGB confischeranno non solo il manoscritto, ma anche le carte carbone e le minute, e perfino i nastri della macchina per scrivere: del «grande romanzo» non deve rimanere traccia. Gli occhiuti burocrati sovietici hanno intuito subito quanto fosse temibile per il regime un libro come Vita e destino: forse più ancora del Dottor ivago. Quello che può sembrare solo un vasto, appassionante affresco storico si rivela infatti, ben presto, per ciò che è: una bruciante riflessione sul male. Del male (attraverso le vicende di un gran numero di personaggi in un modo o nell'altro collegati fra loro, e in mezzo ai quali incontriamo vittime e carnefici, eroi e traditori, idealisti e leccapiedi fino ai due massimi protagonisti storici, Hitler e Stalin) Vasilij Grossman svela con implacabile acutezza la natura, che è menzogna e cancellazione della verità mediante la mistificazione più abietta: quella di ammantarsi di bene, un bene astratto e universale nel cui nome si compie ogni atrocità e ogni bassezza, e che induce a piegare il capo davanti alle sue sublimi esigenze. «Libri come Vita e destino» ha scritto George Steiner «eclissano quasi tutti i romanzi che oggi, in Occidente, vengono presi sul serio».
Recensioni 1 - 20 di 35 recensioni presenti. Media Voto: 4.54 / 5Marianna (27-11-2011) Erano anni che non trovavo un libro così appassionante e in sintonia col mio cuore.
Grossman mi ha fatto sentire di nuovo l'ansia di ritagliarmi cinque minuti non appena possibile per leggere anche solo una pagina in più, e mi è dispiaciuto chiuderlo quando l'ho finito. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
renato nr1954@fastwebnet.it (26-10-2011) Avevo letto Vita e Destino nell'edizione degli anni 80 di Jaca Book e l'ho riletta nella nuova di Adelphi.
sono confermato nel fatto che si tratti di uno dei più bei libri scritti nel 900. Un libro da tenere in casa, come i Promessi Sposi e Guerra e Pace, e da andare a rileggere, magari solo un capitolo alla volta, ogni tanto.
Da fare leggere ai giovani, per le riflessioni sul totalitarismo, le ideologie, la libertà, la dignità dell'uomo, la passione e la guerra.
Rilevo solo un difetto nella nuova edizione: in quella della Jaca Book era presente anche una bellissima cartina storica che permetteva di seguire le fasi della battaglia di Stalingrado in modo agevole. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rotengraf (27-11-2010) grandioso! mi ha appassionato moltissimo. una bellissima analisi della società russa. uno stile molto bello con descrizioni e pause di approfondimento che mi sono piaciute moltissimo. anche seconde me il paragone con guerra e pace al di là che possa apparire banale è sicuramente calzante. consiglio vivamente la lettura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marco santella marco.santella@libero.it (17-10-2010) uno dei pochi libri nella mia vita che non sono riuscito a finire,comprato leggendo le molte recenzioni positive io l'ho trovato molto prolisso e non sono riuscito ad appassionarmi,sarà colpa mia Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Deabarbi (06-05-2010) Sono perplesso. Sinceramente non ho trovato il libro così straordinario. Mi sembra scontato e prevedibile in molte parti. I cattivi sono cattivi cattivi e stupidi, i buoni, buoni così buoni che arrivano perfino a perdonare il loro carnefice.
Poi ci sono alcuni personaggi effettivamente straordinari, che rivelano una umanità autentica, che forse bastavano per raccontare la storia.
Per rimanere in tema, io trovo molto più bello Kaputt di Malaparte. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Eutizio (01-05-2010) Libro intenso, commovente, didascalico,coinvolgente; ci sono pagine di rara bellezza, personaggi che danno speranza e che insegnano il mestiere di uomini, si potrebbe definir il teatro dell'animo umano; per poterlo ancor meglio apprezzare bisognerebbe leggerlo almeno due volte. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
enrico.s (29-04-2010) Romanzo meraviglioso! Il paragone con Guerra e Pace, forse banale, non è improprio; rispetto al capolavoro di Tolstoj si percepisce palpabile la sofferenza personale di Grossman, protagonitsa e insieme vittima delle vicende storiche raccontate.
Alcune - molte - pagine sono di una bellezza emozionante che raramente si trova anche in capolavori più celebrati e certo non nei libretti usa e getta, specie di autori italiani, che vengono pubblicati oggi. Meglio lasciar perdere le insulse novità editoriali e dedicare il proprio tempo libero a libri come questo. Massimo dei voti e non può essere diversamente. Leggetelo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Emiliano em.giaco@libero.it (02-04-2010) L'ho appena finito. A parte qualche pagina ispirata, trattasi di mattone bello e buono. L'ho comprato perchè Guidolin, l'attuale allenatore della squadra di calcio Parma, lo ha definito il libro della sua vita. Mah... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
giunio bruto crippa gbcrippa@inwind.it (12-03-2010) Eccezionale, potetnte e mastoso come il paesaggio russo, tremendo e terribile come le tragedie del totalitarismo.... assolutamente da leggere ! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cora (22-02-2010) ATTENZIONE: contiene alcune anticipazioni sulla trama.
Ho appena finito di leggerlo, un romanzo poderoso, ambizioso e in molti punti grandioso. Non me la sento di dare il voto più alto, perché in molti passaggi l'autore si premura di spiegare più del necessario, di rafforzare dei sentimenti eccezionali, suscitati da una scrittura più che pregevole, con dell'inutile retorica. Grossman riesce a delineare una moltitudine spropositata di personaggi in modo complesso e raffinato, ogni eroe è profondamente umano con tutte le sue contraddizioni, come per esempio Krymov e Strum. Il libro ci catapulta nell'inferno di Stalingrado, nei sinistri corridoi degli uffici sovietici, ci fa dubitare di amici e interlocutori, ci fa sentire la triste gioia della vittoria sulla città devastata. Ci fa sentire tutta la tensione e il dubbio di cittadini che credono nella rivoluzione e da essa vengono schiacciati. La scena dell'arresto di Krymov è straordinaria, la delazione di Getmanov su Novikov subito dopo la vittoria, raggelante. Il dialogo tra Liss e Mostovskoj ricorda gli infiniti dibattiti dostoevskijani, anche se qui la tensione deriva soprattutto dal fatto che i due interlocutori non potranno mai sapere quanto di vero e sincero ci sia nelle parole dell'altro. Peccato che Grossman, forse nel tentativo di eguagliare Tolstoj, si metta spesso a fare la predica, rovinando il meraviglioso equilibrio raggiunto quasi sempre nella narrazione degli eventi. I brani in cui disquisisce della libertà umana sono belli ed emozionanti, ma anche molto retorici e insistenti. Certo, ammiro a prescindere la condanna irrevocabile del male, ma a mio avviso poteva risparmiarsi 100 pagine di retorica pedante: sarebbe stato un romanzo perfetto.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
lettore (15-02-2010) Grande libro senza dubbio. Sarebbe di aiuto un indice analitico per i personaggi oppure una loro lista perche' sono troppi ed all'inizio ho fatto fatica a individuarli. Un titolo ad ogni capito mi avrebbe inoltre aiutato a capire immediatamente il soggetto del capitolo stesso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo (30-01-2010) Manca di linearità, troppe volte didascalico e in certi punti noioso, soprattutto considerando il numero di pagine. Un vero peccato, dal momento che nei momenti ispirati è veramente trascinante. Putroppo però sono solo una parte di questo romanzo troppo ambizioso. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Maxxam66 (04-01-2010) Un capolavoro che si ramifica in intrecci a volte difficili da dipanare. Un romanzo di non facile lettura e nel quale ci si puo' perdere. Un'opera scritta con mano sapiente e sapientemente umana.Uno sguardo profondo , potente e spietato.
Questo libro e' tutte queste cose ma soprattutto e' il palcoscenico in cui sembra sia andare in scena l'umanita'intera. L'ultima pagina non e' il termine della lettura ma un prisma attraverso guardare in modo nuovo la realta'. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alex alexswall@yahoo.it (19-11-2009) Il grigio ed il nero sono gli unici colori che attraversano tutto il romanzo fino all'ultima pagina fino alla potente luce del disgelo e della primavera.
Che dire l'angoscia la paura la rabbia si mescolano e il sottile ma fermo senzo di impotenza e inquietudine non ti abbandonano mai.
Quanta tristezza, quanta miseria, quanta poesia, quanta bellezza e quanta wodka...
Leggete leggete. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Matteo (15-11-2009) Uno straordinario affresco storico, politico e soprattutto morale, romanzo che sconfina nel reportage ma sa anche atterrire e commuovere: la narrazione che conduce fin dentro le camere a gas non è più neanche letteratura, è un discorso all'intimo del lettore. Certamente ostico, a cominciare dalla mole, meriterebbe più lettori di quelli che avrà. Sta a noi cercare di diffonderlo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
isabella (20-10-2009) Ho finito il libro e l'ho ricominciato di nuovo ... Sono una vecchia "consumata" appassionata di romanzo russo e certo non mi ha spaventato l'incontro con tanti personaggi e i loro patronimici. Ma il punto non è qui. E' un romanzo che non ti permette disattenzione, del quale non puoi lasciare e riprendere le fila quando meglio credi. Perdi tutto il suo senso. Per questo lo sto rileggendo perchè non mi basta la sensazione forte, di impatto e di riflessione che nasce dalla prima lettura. Un sentimento comunque mi ha dominata dall'inizio alla fine, più del pathos e dell'insuperabile coinvolgimento con cui l'autore ti schianta letteralmente nel lagher, nell'assedio, nella camera a gas ... E' la reiterata violenza sull'uomo che sistemi/ideologie terrificanti privano del suo bene più alto: la libertà, quindi la sua dignità di individuo. E' su questo che bisogna lavorare e non abbassare mai la guardia qualunque sia il prezzo. E cominciare a chiamare "male assoluto", senza sconti e differenze, tutto ciò che eticamente la minaccia. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
AleP (16-10-2009) Siamo arrivati ad ottobre e ho letto molto da allora....Vita e Destino - anche se l'anno non è ancora terminato - lo considero il libro del mio anno.
Splendido. Lo rileggerò presto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Donatella (05-10-2009) Indimenticabile. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 35
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