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Simenon Georges - Le campane di Bicêtre |
Quando comincia a riprendere conoscenza in una delle uniche due camere singole dell'ospedale di Bicétre, Rene Maugras, direttore del principale quotidiano parigino, di quanto è avvenuto la sera precedente ricorda poco o nulla: sa che era a cena, come ogni primo martedì del mese, nella saletta privata del Grand Véfour (uno dei più antichi ristoranti della capitale, e anche uno dei più esclusivi) con un gruppo di amici i quali, come lui, possono considerarsi a giusto titolo, ciascuno nel proprio campo, dei personaggi molto, molto importanti - degli uomini arrivati, come si dice. A un certo punto era andato alla toilette, e lì (come scoprirà più tardi) lo avevano trovato, privo di sensi, un quarto d'ora dopo. Sa quindi di essere vivo, e dai luminari convocati al suo capezzale si sente dire che guarirà, che ricomincerà a muovere il braccio destro, che potrà di nuovo parlare. Ma Rene Maugras sa anche un'altra cosa: che non gli importa. A poco a poco, attraverso il groviglio di pensieri gli affollano la mente, si fa strada una domanda: "A che scopo?". A che scopo essere diventato un personaggio importante, a che scopo essersi dato tanto da fare - a che scopo vivere, in definitiva? Mentre tutti si chiedono che cosa gli passi per la testa, Maugras, con la lucidità di una solitudine interiore spogliata da ogni maschera, fa un bilancio impietoso della propria esistenza, interrogandosi sul senso di quanto hanno fatto lui e quelli come lui per per diventare ciò che sono.
10 recensioni presenti. Media Voto: 4.9 / 5Umberto (26-10-2009) Quando in libreria si è in difficoltà, scegliere Simenon non è mai un errore.
Credo che questo romanzo sia uno dei punti più alti di quest'autore. Voto: 5 / 5 |
Maxxam66 (10-09-2009) In questo romanzo Simenon ha il tocco felice delle opere migliori.
Pagine di lucida , impietosa , analisi introspettiva ; pagine velate dall'aria densa della malattia a cui fanno da contrasto immagini e frasi nette e nitide come lame.
Il dubbio che rimane dopo la lettura e' quale momento della vita del protagonista ( e forse non solo della sua) sia effettivamente quello di maggiore sofferenza , il vissuto in un letto d'ospedale o il flusso di un'esistenza di cui si e' perso il significato piu' profondo ?
In fondo uno scrittore come Simenon ha quasi il dovere di far emergere le domande che si nascondono in noi.
La sua risposta non e'ricercare solo nelle ultime pagine del libro Voto: 5 / 5 |
luciano (21-05-2009) splendido Simenon, negli ultimi 2 anni ne ho letto una dozzina di libri tra Maigret ed altro, mai una delusione, ma questo mi sembra il più profondo, in fondo molte delle sensazioni del protagonista appartengono a chiunque di noi.
Per fortuna Adelphi con la ristampa completa dello scrittore, mi rifornirà a lungo di simili piaceri. Voto: 5 / 5 |
ALESSANDRO SPAZIANI (03-05-2009) "Eppure sono vivi". Basterebbe questa frase e tutte le considrazioni che essa scatena nel protagonista per convincerci che questo - forse - è il libro più profondo e meditato di Simenon. E l'incipit, fulminante, cinque righe che ti inchiodano all'arte del narrare, andrebbe citato come esempio al pari, anzi di più di quelli di Hemingway. Voto: 5 / 5 |
Toni raulino73@yahoo.it (07-04-2009) Non ho mai letto nulla di Simenon. Il mio "battesimo" non poteva essere migliore. Un testo ricco di vita nonostante l'immobilità del protagonista. Il mio viaggio tra le pagine è cominciato con una certa diffidenza ma poi... il turbine scaturito da questo corpo immobile mi ha totalmente catturata. Ero ansiosa di ricominciare a muovermi insieme a lui e ogni suo piccolo progresso mi rendeva felice e infelice allo stesso tempo. Un gran bel libro, una corsa vorticosa nella vita che si rinnova attraverso la morte.
Voto: 5 / 5 |
La Recherche redazione@larecherche.it (24-03-2009) [...] Simenon, come sempre insuperabile narratore, riesce a trasmettere al lettore il senso di una vita in bilico, nelle prime pagine del libro, in cui nella mente del protagonista si confonde il suono delle campane della sua infanzia con quelle che sente risuonare nell’aria, e le vede come anelli concentrici sonori che si espandono nell’azzurro del cielo. Poi nel corso della narrazione l’autore cambia registro, portando il lettore nei recessi della mente del protagonista che via via si schiarisce, diventa più cosciente di sé. Con leggere pennellate di colore Simenon ci fa vedere il desiderio del protagonista per l’infermiera di notte, o rivive nella sua mente una nuotata nel Mediterraneo sotto un sole implacabile. Simenon mette a nudo le paure e le incertezze di un personaggio importante, che altro non sono che le paure di ciascuno di noi. Voto: 5 / 5 |
Eli74 (28-02-2009) Leggo Simenon da quando avevo 13 anni. L'ho conosciuto attraverso Maigret e mi sono così affezionata al personaggio che mi accorgo di aver cercato nel corso degli anni, a scuola e poi nel lavoro, professori,capi o persone di riferimento che avessero la sua umanità e le sue debolezze.Per contro i romanzi senza Maigret li ho considerati sempre un gradino sotto.Forse perchè sono venati di misoginia e intolleranza o forse perchè manca la bonomia e l'atmosfera familiare che Maigret ispirava.Invece questo romanzo l'ho letto d'un fiato e ha portato un sacco di doni alla mia coscienza. L'immagine iniziale del megadirettore colpito dall'ictus nel bagno degli uomini, che si preoccupa soprattutto di aver la patta sbottonata è davvero magistrale e descrive bene la vanità del mondo frequentato dal protagonista. Da lì in poi inizia il suo viaggio nella malattia, che livella tutto e tutti rendendoci nudi e deboli davanti al destino. Un libro pervaso dalla pìetas, scritto da un uomo con mille difetti ma con il pregio di conoscere bene le emozioni e di saperle trasmettere. Voto: 5 / 5 |
Guerino Paolini (04-02-2009) Capita spesso alle persone di non avere mai il tempo di riflettere sulla propria esistenza e sui rapporti che si stabiliscono con gli altri, tanto è veloce il ritmo con il quale portano avanti la loro vita. Ed è appunto nel momento della malattia, in una situazione difficile da affrontare e fonte di inquietudine per chi la subisce, che l’affermato protagonista dell’ultimo romanzo di Simenon si interroga sul suo passato e trova la forza di giudicare se stesso e le persone che a lui sono legate. Quelle giornate che dovrebbero esprimere il dolore e l’incertezza tipici della condizione di malato finiscono per diventare essenziali, restituendo al personaggio della vicenda un’inattesa umanità. Simenon ci regala un romanzo in cui l’aspetto introspettivo viene scandagliato con raffinata precisione, in un’atmosfera in cui sembra di percepire i suoni e respirare l’aria rarefatta delle corsie d’ospedale, così come accade nelle sue trame ambientate nei mari del Nord o nei canali del Belgio, nelle quali, mentre le leggi, il freddo e l’umidità ti penetrano nelle ossa, anche se si è in piena estate. Grazie alle pubblicazioni postume che l’Adelphi ci regala, il talento di Simenon continua a vivere e, visto il livello qualitativo di quest’ultimo romanzo, c’è da aspettarsi che il suo filone letterario debba essere inestinguibile e ancora ricco di gemme preziose. Voto: 5 / 5 |
Simone (30-01-2009) Ho letto questo romanzo in francese, visto che in Italia era stato colpevolmente trascurato dagli editori. E' un romanzo sulla malattia e il senso di vivere, molto affascinante e piacevole. Per inciso, dovrebbe essere questa traduzione a comparire nel secondo volume di Romanzi, promesso per il Natale 2009 sempre da Adelphi. Voto: 4 / 5 |
gianluca guidomei sidner@libero.it (25-01-2009) Grande prova di abilità di Simenon. Questo è un romanzo insolito, diverso, è come se l' autore abbia voluto dimostrare la sua straordinaria capacità introspettiva. Il protagonista, noto direttore di giornale, René Maugras, si ritrova in un letto d' ospedale, paralizzato, afasico e...qui scatta il colpo di genio:
"Non è la propria salute quel che interessa a Maugras per il momento. Sono gli altri, di cui sente il bisogno di raschiar via la superficie, convinto, se ci riesce, di arrivare a vedere più chiaro in se stesso. Ma è possibile?"
Una delle migliori opere di Simenon, mai abbastanza apprezzato dalla critica.
Voto: 5 / 5 |
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