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Némirovsky Irène - I doni della vita | Pierre Hardelot, erede delle omonime cartiere, ha una fidanzata rosea e grassoccia che la famiglia ha scelto per lui, ma è innamorato di un'altra: una che non gli consentiranno mai di sposare, perché appartiene alla piccola borghesia, e non ha dote. Eppure, alla vigilia del matrimonio, Pierre decide di infrangere quella invisibile ma solida barriera "fatta di buon sangue, di carni robuste e sane e di risparmi investiti in titoli di Stato, una barriera destinata a proteggere per sempre i giovani dalle insidie della sorte e dalle loro stesse passioni", e la legge non scritta per la quale di generazione in generazione accoppiamenti giudiziosi stringono sempre di più i legami tra le poche famiglie che contano della ricca borghesia di provincia - e sposa la donna che ama. Comincia così il romanzo di Irène Némirovsky: trenta capitoli in cui, attraverso la storia degli Hardelot, si percorrono trent'anni di storia francese, da quelli che precedettero la prima guerra mondiale a quelli che vedono (nel momento stesso in cui Irène racconta gli eventi mentre stanno accadendo) l'occupazione della Francia da parte dei tedeschi.
Recensioni 1 - 20 di 23 recensioni presenti. Media Voto: 4.78 / 5Cogitoetvolo (03-05-2012) Ci sono romanzi che conquistano per quanto rocambolesche sono le avventure che vi si raccontano. Altri che blandiscono con uno stile ricercato o un lessico originale. Altri ancora si distinguono per la specificità o la profondità degli argomenti che trattano. E poi ce ne sono alcuni, pochi, che hanno la qualità di parlare di tutto, della vita. Sono come delle sintesi e ti danno l'impressione che sì, quella storia parla del tale o del talaltro personaggio, ma in realtà sta parlando di te. Perché, benché la vicenda sia distante intermini temporali o spaziali, i sentimenti sono ceri, il dolore è il tuo, la gioia, moderata o smodata, è la stessa che cerchi tu. E ritrovare la vita varia e lunga da vivere tutta raccolta nelle poche pagine di un libro, poterla ripercorrere con un certo distacco e allo stesso tempo con passione, lo rende affascinante e ti fa dire è proprio così! anche io ho provato queste cose!
E' quello che si sperimenta leggendo I doni della vita di Irène Némirovsky.
Non voglio rivelare niente della trama, dove le vicende di tutti i personaggi si intrecciano con alti e bassi. Le pagine più belle riguardano la guerra. Arriva da lontano, ognuno la attende con sentimenti diversi, e poi la affronta con animo diverso. Non si raccontano le gesta degli eserciti, le grandi battaglie, ma le storie dei piccoli individui, piccoli atti di coraggio, animi nobili. La scrittura è quella classica dell'autrice, attenta ai moti dell'animo e ai gesti quotidiani. Alla fine del romanzo, quando tutto converge in un abbraccio appassionato non si può non commuoversi.
LA RECENSIONE COMPLETA SU cogitoetvolo.it Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maupes (11-02-2011) 'I doni della vita' è un romanzo che lascia stupiti per la concisione a confronto della qualità dei temi ed i contenuti che esprime. Ed ancora una volta l'autrice conquista per lo stile e la fluidità nella prosa: piacevolissima, chiarissima, elegante, che sposa magnificamente sintesi e profondità allo stesso tempo, con un linguaggio oltretutto che per nulla risente del tempo trascorso. Irène Némirovsky sembra infatti una scrittrice contemporanea, da come tratta temi anche scabrosi per la sua epoca, con mirabile sensibilità ed apertura mentale. Condensare in poco più di 200 pagine questo splendido racconto che attraversa, descrivendola con le vicende dei personaggi di fantasia che abbiamo conosciuto, la storia di Francia e, se vogliamo, dell'Europa di quegli anni, è un esercizio che sa di miracoloso che però, avendo già conosciuto l'abilità di Irène, non stupisce più di tanto. Quello che traspare chiaramente nei suoi racconti è l'equidistanza che riesce sempre a mantenere rispetto agli avvenimenti ed i personaggi che racconta. Se questi ultimi infatti sono il prodotto della sua inventiva, il contesto nel quale li colloca è reale e potrebbe dar luogo a legittime prese di posizione, che Irène Némirovsky invece evita con abilità, rendendo perciò i suoi racconti ancora più preziosi, credibili ed ammirevoli. I 'I doni della vita' attraversa due guerre e di entrambe conosciamo le cause e, se vogliamo, la distinzione fra buoni e cattivi, ammesso che si possa sempre arrivare ad una divisione così netta e chiara. Eppure nei suoi romanzi non c'è mai una condanna degli uni a favore degli altri, ma solo, si fa per dire, la storia dei suoi protagonisti e della gente intorno calata in quegli avvenimenti. E' il lettore poi che può e deve trarre le sue considerazioni. Se pensiamo a come s'è poi conclusa la sua vita, sembra ancora più incredibile questa sua coerente e perpetua sospensione di giudizio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cristina V. (09-01-2011) Questo è il primo libro che leggo della Némirovsky, ne leggerò sicuramente degli altri.
I doni della vita è un libro molto bello, la scrittura è pulita e scorrevole, la trama è appassionante. Vivamente consigliato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
elisabetta (30-06-2010) anche questo libro di irene nemirovsky merita il massimo dei voti....
studiato probabilmente in sintonia con l'altro suo capolavoro, suite francese, rispecchia i dolori e le gioie di due generazioni sullo sfondo della prima e seconda guerra mondiale.
da leggere!!!!!!!!!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giancarlo (05-01-2010) Bello e poi leggere la Némirovsky è sempre un grande piacere Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Luciano lucibonaccorso@hotmail.com (04-01-2010) Libro bello e scorrevole, che si legge tutto di un fiato e che ci fa' conoscere pagine vere della borghesia francese tra le due guerre. Con una particolare morale che spesso dimentichiamo: seguire l'amore è importante, ma nella consapevolezza che spesso con le rose arrivano anche le spine. E se, non ne siamo coscienti, le delusioni arrivano e possono far male. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
vivi (17-09-2009) L’anno scorso ho letto per curiosità Suite Francese e da allora è cominciata una passione viscerale per tutti i libri di Irène Némirovsky, tanto è vero che ho letto tutti i libri pubblicati in Italia dalla Adelphi. L’ultimo, I doni della vita, non smentisce le opere precedenti, anzi evidenzia in maniera ancora più evidente la grande capacità di raccontare con parole semplici e un linguaggio scorrevole (l’ho letto in due giorni) le vicende umane della borghesia francese dei primi decenni del Novecento. Quello che mi piace della scrittrice non è solo la capacità di raccontare dei mondi umani e i contrasti che li caratterizzano, ma è il suo riuscire a mostrare la complessità emotiva e psicologica che caratterizza tutti i personaggi. Pierre, Agnes, Guy, Colette, Simone e Rose sono sì personaggi del mondo letterario, ma allo stesso tempo sono profondamente umani perché, ci commuovono e ogni loro gesto o parole ci rende partecipi alle loro vicende umane. Consiglio a chi non lo avesse letto anche Suite Francese nel quale si troveranno elementi in comune (il conflitto mondiale, gli amori e le fughe per la salvezza) a I doni della vita, ma coinvolgenti sono anche tutte le altre opere della formidabile scrittrice perché raccontano universi umani e destini umani da lei ben conosciuti. Da leggere. Vivi Voto: 5 / 5 |  |  |  |
claudio (14-09-2009) Ancora un grazie all'Adelphi per averci fatto conoscere questa scrittrice straordinaria.
Il libro riporta la storia epica di una famiglia della provincia francese seguendola dall'inizi del '900 all'invasione tedesca del '40. La parte finale ricorda molto il libro che ci fatto conoscere la Nemirowsky, la quale, come noto, non ha mai conosciuto l'esito finale della guerra essendo morta ad Auschwitz.
Figura chiave è Pierre che riesce a disobbedire al nonno-padrone e sposare una ragazza di un rango economico inferiore, che diventerà coprotagonista del romanzo.
Si legge benissimo e si ha voglia di continuare, finendolo così in pochissmo tempo.
Da consigliare vivamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sarah saraconlh@libero.it (18-07-2009) iniziato e praticamente terminato, scorre velocemente, tra una guerra e l'altra, tra un sentimento e l'altro, giudizio assolutamente positivo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lorenzo (04-07-2009) I doni della vita è un magnifico romanzo "classico", nel senso che le vite dei personaggi si intrecciano con la grande storia della prima metà del Novecento.
Uno dei maggiori pregi è la alternanza di toni tra la osservazione disincantata dei pregi e difetti della provincia francese e la emozione con la quale si segue la vita dei due protagonisti.
Per coloro che non conoscessero ancora la autrice... cominciate con questo e avrete voglia di leggere tutti le altre opere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giorgio g (30-06-2009) Misteri dell’editoria del nostro Paese: esattamente sessantadue anni dopo la sua pubblicazione in Francia esce anche da noi quest’altro gioiello della Nemirovsky, un autrice, purtroppo rubataci dai lager nazisti, che non finisce di entusiasmarci e meravigliarci. Quì lei - profuga russa - ci descrive con straordinaria maestria la provincia francese nel periodo tra l’inizio del XX secolo e lo scoppio della seconda guerra mondiale: il romanzo si conclude infatti con l’occupazione tedesca nel 1940, argomento che riprende in “Suite Francese”, il libro che l’ha rivelata in Italia e che ha indotto Adelphi, meritoriamente, a pubblicare l’intera opera della scrittrice. Un libro da leggere, da gustare e da raccomandare agli amici. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Rubina (13-06-2009) Un libro che scalda il cuore !! Leggetelo ! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stella (09-06-2009) Scritto con maestrìa, si respirano e si vivono le due guerre mondiali. Un grande libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Biagio Mastrangelo wildesmoker@libero.it (20-05-2009) Un romanzo straordinario, che va letto e amato pagina dopo pagina. Pierre e Agnès sono tutto, inizio e fine di una storia ricca di emozioni e di paure, di tensioni e di sentimenti. Grazie Irène! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesca Manoni (03-05-2009) Come in altri romanzi, i difficili primi decenni del ‘ 900, costituiscono la dimensione temporale della narrazione e la provincia francese quella spaziale.
Con realismo sono raccontate vicende storiche e private e con molta finezza sono espressi i sentimenti e le passioni dei protagonisti, in parte simili ad eroi ed eroine dei romanzi ottocenteschi,
infatti è vicina all’amore-passione romantico, la dolce e intensa storia d’amore tra i due protagonisti.
L’autrice rappresenta con fedeltà l’esistenza borghese di quegli anni ma, nello stesso tempo, nell’indagare i moventi del comportamento umano, crea tipi universali perché lo slancio generoso e l’egoismo, l’idealismo e la bassezza morale sono di tutti i tempi.
La scrittura procede con toni pacati, senza essere lenta, con un’eleganza raffinata che non diventa mai eccessiva ricercatezza, rendendo interessante il racconto sia della dimensione privata che di quella collettiva.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
emanuela (25-04-2009) Forse un po'meno"sublime"dei precedenti, soprattutto per l'happy(si fa per dire)end: si salvano tutti i protagonisti..Pierre addirittura da due guerre!A parte questo,la storia è come sempre umanissima e dolente: tutti sono infelici, nei libri di Irène, di una infelicità che dipende soprattutto dalle convenzioni.E tutti si fanno carico della condizione umana,la portano con fatica, ma vanno avanti.L'orrore della guerra che dal fronte arriva nel quotidiano,il coraggio,la maternità,l'amore..come sempre la nostra Irène arriva al fondo del nostro cuore.Grazie,donna e scrittrice straordinaria. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
monica (22-04-2009) Ancora una volta una straordinaria lettura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Patrizia Biasizzo (22-04-2009) Più modesto nell'intreccio, rispetto a "Suite francese", dal ritmo incalzante, come incalzante è la vita. Ci ricorda quali sono le cose davvero importanti (l'amore, la famiglia) e quanto è bella la natura, il sole, il mare, il cielo, i bambini e la loro ingenuità (v. il bambino che mangia la mela mentre assiste divertito la smobilitazione), nonostante la pazzia e l'avidità dell'uomo.
Pierre ad un certo punto dice che si tratterrà "solo di una nottataccia" e che bisogna aspettare che passi...Pierre lo dice ma non ci crede, o meglio, sa che non è così, così come non ci crede la Nemirovsky. Ma il suo compito è dare speranza. L'importante è essere vivi, perchè la vita è bella. Le case, le cose, le esistenze, si ricostruiscono. Si deve pensare al "dopo", a quando sarà tutto finito e bisognerà rimboccarsi le maniche.
Se fosse sopravissuta al campo di concentramento, avrebbe continuato ad avere fiducia e speranza nell'essere umano, nella vita?
Ad un certo punto si perdono le tracce di Colette, tranne un breve cenno. Ma ad un romanzo stupendo come "I doni della vita", lo si perdona senz'altro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Norma Jean (14-04-2009) Davvero bello. Capitoli incalzanti dai quali non si riesce a staccarsi. Una storia toccante e vera. Un altro romanzo splendido all'altezza dei precedenti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marita (11-04-2009) anche questa volta Irène non delude, anzi ... Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 23
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