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Hillman James - Il codice dell'anima. Carattere, vocazione, destino |
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Titolo | Il codice dell'anima. Carattere, vocazione, destino |
| Autore | Hillman James | Prezzo Sconto 20%
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€ 10,40
(Prezzo di copertina € 13,00 Risparmio € 2,60)
|  | | Dati | 2009, 409 p., brossura | | Traduttore | Bottini A. |
| Editore | Adelphi
(collana Gli Adelphi) |
| | Disponibile anche usato a € 6,50 su Libraccio.it |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 2 giorni lavorativi | | 
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"Per decifrare il codice dell'anima e capire il carattere, la vocazione, il destino, nel suo best seller Hillman si ispira al mito platonico di Er: l'anima di ciascuno di noi sceglie un "compagno segreto" (daimon lo chiamavano i greci, genius i latini, angelo custode i cristiani). Sarà lui a guidarci nel cammino terreno. Eminenti modelli sfilano sotto l'occhio stregonesco di Hillman ... Il suo set è affollatissimo. Judy Garland, Joséphine Baker, Woody Allen, Quentin Tarantino, Hannah Arendt, Manuel Manolete, Henry Kissinger, Richard Nixon, Truman Capote, Gandhi, Yehudi Menuhin, Elias Canetti e tanti altri, con le loro storie d'infanzia e maturità abilmente sezionate dal bisturi analitico, testimoniano apoteosi e disastri. Ma nell'età della psicopatia il ruolo del protagonista spetta a Hitler: il suo demone gli ha cucito addosso la divisa di un prototipo, il criminale dei tempi moderni. Forse di tutti i tempi." (Enzo Golino)
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788845923630
Il codice dell'anima. Carattere, vocazione, destino
"Per decifrare il codice dell'anima e capire il carattere, la vocazione, il destino, nel suo best seller Hillman si ispira al mito platonico di Er: l'anima di ciascuno di noi sceglie un "compagno segreto" (daimon lo chiamavano i greci, genius i latini, angelo custode i cristiani). Sarà lui a guidarci nel cammino terreno. Eminenti modelli sfilano sotto l'occhio stregonesco di Hillman ... Il suo set è affollatissimo. Judy Garland, Joséphine Baker, Woody Allen, Quentin Tarantino, Hannah Arendt, Manuel Manolete, Henry Kissinger, Richard Nixon, Truman Capote, Gandhi, Yehudi Menuhin, Elias Canetti e tanti altri, con le loro storie d'infanzia e maturità abilmente sezionate dal bisturi analitico, testimoniano apoteosi e disastri. Ma nell'età della psicopatia il ruolo del protagonista spetta a Hitler: il suo demone gli ha cucito addosso la divisa di un prototipo, il criminale dei tempi moderni. Forse di tutti i tempi." (Enzo Golino)
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Media Voto: 4.2 / 5Tilde (15-05-2013) Una lettura interessante, che affascina con il mito del daimon, guida che ci aiutaerebbe nel nostro percorso di vita e nella scoperta della vocazione personale. Il contenuto del libro tende a mettere in discussione, o dare un'altra chiave di lettura, ad alcune abitudini mentali e ci invita alla riflessione sulla nostra vita, famiglia, ambiente circostante. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Antonio Santoro (30-04-2013) La tesi del libro, ridotta a una pillola, è la seguente: ognuno di noi nasce con una vocazione. Ciascuno di noi ha un daimon (ricordate Socrate?) che segna il suo destino individuale. Il destino è iscritto nella ghianda. Perché veniamo al mondo con una controfigura magica o ultraterrena.
Secondo la teoria della ghianda la parte invisibile del mondo ha un'importanza cruciale nelle nostre vite e perciò dobbiamo imparare a riconoscerla e coltivarla. Il mondo - secondo Hillman - non è riducibile alle certezze razionali ma ha un lato invisibile che può essere riconosciuto solo attraverso l'intuizione e può essere osservato soltanto da chi è attento e ben disposto a cogliere il lato nascosto delle cose.
La grandezza del libro sta tutta nella capacità dell'autore di rivalutare ciascuna esistenza umana in nome di un'unicità che i calcoli statistici e la classificazione diagnostica tendono a cancellare. Da qui il desiderio di riabilitare la mente poetica e la capacità immaginativa delle persone, "perché - come scrive Hillman - c'è bisogno di uno sguardo nuovo per ripristinare il senso e l'importanza della propria vita". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Am (15-11-2012) Libro ridicolo. Tesi senza fondamento, a volte semplicemente abbozzate. L'autore finge di risolvere le grandi questioni dell'anima, ma i risultati sono un guazzabuglio, una cascata di parole affascinanti ma prive di concretezza. Quando parla di filosofia, in particolar modo il rapporto fra Platone e la democrazia, dimostra addirittura stoltezza.In particolar modo, poi, l'autore si perde parlando del male, della morte. Evita in realtà il problema della morte priva di senso. Interessanti, inveci, considerazioni sul mito e sulla intuizione. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Alberto Silvestri (20-06-2012) Un testo illuminante! Una nuova chiave di lettura per interpretare il nostro Codice Interiore: il "Linguaggio dell'Anima"! Quella Vocina, come la chiamo io, che ci accompagna per tutta la Vita e che tutti abbiamo dentro, capace di determinare la nostra Unicità ma che pochi, ahimé, sanno ascoltare. Una voce che ci parla sin da piccoli, con modi e tempi adeguati, che ci indica la Via, che ci sugggerisce la Verità -anche quella più scomoda-. Una voce che guarda al Bello, che NON si sofferma sul "sintomo" di un problema ma ne propone una positiva soluzione. Ecco, questo libro pone l'accento sul Bello, sulle Soluzioni, sul Buono in Noi; un libro che non accetta la visione "patologica" della vita e delle sue sfaccettature. Un libro che esalta l'Unicità di ogni Uomo, e cerca di analizzarla affinché ognuno possa tirare fuori il meglio dal proprio "Codice dell'Anima". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Davide Gorga (28-10-2010) Riedizione economica di un libro senza tempo... riporto la mia precedente recensione.
Un libro stupendo che parte dall'uomo (e non dalla teoria) per "la redenzione della psicologia", come scrive l'Autore stesso, invitando a scorgere in ciascuno un Disegno, una via personale ed unica che merita di essere percorsa: «perché è questo che in tante vite è andato smarrito e va recuperato: il senso della propria vocazione, ovvero che c'è una ragione per cui si è vivi». Rigettando l'impostazione onnipervadente della psicologia, secondo cui ogni essere umano sarebbe il risultato del «gioco reciproco tra genetica e ambiente», ponendo al centro «quella particolarità che dentro di noi chiamiamo "me"», Hillman ripercorre le vite di uomini e donne famosi - dall'esploratore Stefansson a Gandhi - dimostrando quanto l'Infanzia abbia precorso la loro vita. Vita che assume significato nella misura in cui realizza la meraviglia cui è chiamata. Stupefacente e appassionante.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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