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Jackson Shirley - Abbiamo sempre vissuto nel castello |
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Titolo | Abbiamo sempre vissuto nel castello |
| Autore | Jackson Shirley | Prezzo Sconto 15%
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€ 15,30
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 2,70)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2009, 182 p., brossura | | Traduttore | Pareschi M. |
| Editore | Adelphi
(collana Fabula) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| "A Shirley Jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce"; con questa dedica si apre "L'incendiaria" di Stephen King. È infatti con toni sommessi e deliziosamente sardonici che la diciottenne Mary Katherine ci racconta della grande casa avita dove vive reclusa, in uno stato di idilliaca felicità, con la bellissima sorella Constance e uno zio invalido. Non ci sarebbe nulla di strano nella loro passione per i minuti riti quotidiani, la buona cucina e il giardinaggio, se non fosse che tutti gli altri membri della famiglia Blackwood sono morti avvelenati sei anni prima, seduti a tavola, proprio lì in sala da pranzo. E quando in tanta armonia irrompe l'Estraneo (nella persona del cugino Charles), si snoda sotto i nostri occhi, con piccoli tocchi stregoneschi, una storia sottilmente perturbante che ha le ingannevoli caratteristiche formali di una commedia. Ma il malessere che ci invade via via, disorientandoci, ricorda molto da vicino i "brividi silenziosi e cumulativi" che - per usare le parole di un'ammiratrice, Dorothy Parker abbiamo provato leggendo "La lotteria". Perché anche in queste pagine Shirley Jackson si dimostra somma maestra del Male - un Male tanto più allarmante in quanto non circoscritto ai 'cattivi', ma come sotteso alla vita stessa, e riscattato solo da piccoli miracoli di follia.
12 recensioni presenti. Media Voto: 4.25 / 5Emiliano (13-12-2011) E' un libro sottile e scritto con maestria. Ti costringe a prendere un punto di vista disturbato sulle cose. Ti fa oscillare nei giudizi tra la compassione per le due protagoniste e la realizzazione della loro colpa, che però dura lo spazio di una riga. Il tutto sotto i pesi di una casa imponente e un sinistro passato che è sempre ricordato - questione di accenni fugaci. A contorno degli eventi, le persone perbene del paese, viste con gli occhi della piccola Marycat, a loro volta, in qualche modo, malvagie. Il male, la colpa, le ossessioni e le fantasie distorte delle protagoniste aleggiano per tutto il racconto. Non serve che ci siano strazi o urla, è tutto sommessamente lì dove è incredibile che sia, fra conserve di frutta e cantilene "innocenti" di bambine. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Marilu (27-06-2011) Ancora un grande libro di questa scrittrice. Totalmente sottovalutata. Siamo di fronte ad un orrore di un'attualità sconcertante. Paura, ma non capirete di che tipo se non lo leggete. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Morris (10-05-2011) Davvero inquietante. Chi si aspetta orrori roboanti lasci perdere. Qui scorre l'angoscia.
Leggete tutto quel che trovate di S. Jackson, è un consiglio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
roman (08-05-2011) Terrificante, senza neanche un grido. S. King c'entra poco. E' molto di più. Leggetelo senza pregiudizi è di una modernità incombente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Hit_Man (06-10-2010) Romanzo abbastanza ben delineato della Jackson, con ambientazione monocorde ancorchè esaurientemente rappresentata, funzionale alla narrazione e “parte in causa” in tutto il cammino della storia.
L’autrice sa ben gestire il livello di tensione, restando però forse un tempo eccessivo “sottotraccia”, infarcendo perciò di pagine vacue e un po’ insulse il decorso narrativo, che non se ne giova.
Inoltre, la capacità di tenere viva l’aspettativa del lettore, non trova compimento nella soluzione scelta per coronare il racconto, rimanendo in un terreno d’insipienza, e lasciando francamente un po’ perplessi, come fosse un’opportunità che non è stata sfruttata nelle sue potenzialità.
Forse è una precisa scelta dell’autrice, quella del lasciare il romanzo quasi senza un vero finale, ma diversamente da altre occasioni non la ritengo un’opzione “vincente”.
Risultano molto coinvolgenti, invece, altri momenti del romanzo, particolarmente nelle parti in cui trova sfogo la crescente, ribollente agitazione progressivamente instauratasi tra il villaggio e gli occupanti del castello.
Tenendo conto che questo romanzo è del 1962, posso collocarlo comunque nel novero degli accettabili, mantenendo la Jackson tra le autrici da rileggere. Il voto giusto per me è 2,5. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Jetov (05-07-2010) Splendido. Un libro ironico, eppure terrificante. Un modo di scrivere sottile, vacuo, particolarissimo. Consigliato a chi cerca una lettura inquietante ma al tempo stesso scorrevole e mai scontata. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
max (24-04-2010) ovvero come scrivere un horror senza una goccia di sangue. e che le sorelle blackwood siano "i cattivi" è tutto da dimostrare.
Stupisce (o forse no?) che quest'opera di fortissima tensione emotiva sia stata scritta quasi cinquant'anni fa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Bibo (20-07-2009) Sicuramente uno dei libri più coinvolgenti ed interessanti letti negli ultimi tempi. La Jackson riesce a trasmettere con forza le emozioni ed i sentimenti dei personaggi. La descrizione del luogo e delle protagoniste è vivida e coinvolgente. Una scrittrice che riesce nell'intento di sondare i sentimenti e di descriverli magistralmente. Consiglio anche "L'incubo di Hill House". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sara (03-06-2009) Un romanzo sicuramente tra i pù meritevoli che mi è capitato di leggere negli ultimi mesi.
Scritture sublime,che cattura il lettore e scongiura la noia.
Basta chiudere gli occhi per ritrovarsi nei luoghi descritti così minuziosamente dall'autrice.
Questa è la capacità di raccontare semplicemente una storia che semplice non lo è affatto.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marvy (23-05-2009) Metto 1/5 come voto perchè non si può dare 0: un racconto improbabile e noioso che non arriva a concludere nulla. Veramente dei soldi spesi male acquistando questo libro!Oltretutto a pag 101 c'è anche un forte errore grammaticale: ma questi libri vengono rivisti prima di essere mandati in pubblicazione? Voto: 1 / 5 |  |  |  |
camilla camilla.pacher@gmail.com (08-05-2009) darei 10 punti se ci fossero. Ecco l'intelligenza, la bravura, il sottile sarcasmo, la finezza il tocco d'arte: tutto quanto manca, troppo spesso, a scrittorelli che si prendono troppo sul serio. Il risultato è che il lettore di impoverisce sui piccoli pensierini che va leggendo in giro e non è più in grado di accorgersi della propria miopia. Un libro stupendo, cercherò altro di questa grande scrittrice. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Simone (17-04-2009) È davvero un libro "maledetto": quando lo leggi passi da un sentimento di odio profondo verso le protagoniste, ad un desiderio di protezione. Personalmente, ha prevalso la difficoltà di sopportare due protagoniste così irritanti e morbose. Avevo altre aspettative, quando ho acquistato il libro, e temo che la delusione mi impedisca di apprezzare questo racconto lungo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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