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Niffoi Salvatore - Paraìnas. Detti e parole di Barbagia | Il mondo eccessivo, feroce e comico dei modi di dire barbaricini.
Katia Debora Melis (02-06-2009) L'immagine di copertina è una ceramica raku, opera dello stesso Niffoi, rappresentante Su bundu, il diavolo, maschera tipica di Orani, paese di orgine dell'autore.
Come afferma Codignola nella sua nota "c'é un limite a quanto si può annuire senza passare per ebeti".
Di fronte a un fiume in piena, anche linguisticamente parlando, qual é Niffoi, abdicare alla necessità di una diretta conoscenza delle espressioni di cui si sostanzia il suo universo letterario non è pensabile.
Salvatore Niffoi, che considera, nello scritto come nel parlato, la sua lingua, la nostra lingua (parlo da Sarda, orgogliosa di esserlo) come quella più naturale del mondo, tanto da non chiosarla a ogni pié sospinto, ma da lasciarla fluire spontanea, verace, diretta, convinto della sua intrinseca forza comunicativa, ha offerto ai lettori tutti, sardofoni e no, questo agile, interessante strumento. Un opuscolo, una breve ma ricchissima raccolta di espressioni attestate a Orani e nell'area barbaricina, alcune delle quali giunte a diffusione regionale, nelle diverse varianti diatopiche. Tale contributo si configura perciò come utile testimonianza linguistica, come strumento che agevola la comprensione tra italofoni e sardofoni e, chiaramente, come passepartout per assaporare tutto il gusto dell'italiano regionale di Sardegna presente nelle opere di Salvatore Niffoi.
Katia Debora Melis
Cagliari, 02-06-2009 Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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