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Simenon Georges - La finestra dei Rouet | Un lento, soffocante pomeriggio estivo. In un modesto appartamento di Faubourg Saint-Honoré, una donna sta ricucendo un vecchio vestito. Al di là della sottile parete che divide la sua stanza da quella attigua, due corpi giovani si stiracchiano voluttuosamente dopo aver fatto l'amore. La donna sente tutto, immagina ogni gesto, come se li vedesse. Poi, come fa sempre, si avvicina alla finestra. Dall'altra parte della strada vive la ricca famiglia dei Rouet, proprietari non solo del palazzo in cui abitano, ma di buona parte dei palazzi intorno. Per ore e ore, da dietro le persiane accostate, la donna spia la loro esistenza: quella dei vecchi, al piano di sopra, e quella del giovane Hubert e della sua bella, irrequieta moglie Antoinette, al piano di sotto. Sarà lei, in questo pomeriggio di luglio, l'unica testimone di qualcosa che potrebbe anche essere un omicidio. E da ora in poi la donna comincerà a vivere per procura la vita di Antoinette: una vita "fervida, invadente, in tutta la sua spaventosa ferocia", una vita "proibita", che a poco a poco diventerà la sua. Con "La finestra dei Rouet", storia di una torbida ossessione, Simenon ha scritto uno dei suoi romanzi più sottilmente perversi. Il nuovo romanzo di Simenon è ambientato in un interno parigino, in quella rue du Faubourg-Saint-Honoré dove lo scrittore belga trascorse i primi anni della sua vita di coppia. Al centro della storia troviamo Dominique Salés, una quarantenne orfana di padre che affitta una stanza del suo appartamento a una giovane coppia, Albert e Lina Caille. La donna viene continuamente distratta dai rumori provenienti dalla stanza dei due amanti e, mentre passa le ore a cucire, si ritrova ad ascoltare la loro vita. Esce di rado, e da casa sua guarda le finestre del palazzo di fronte. Dall'altra parte della strada vivono i coniugi Rouet, Antoinette e Hubert. Al piano sopra di loro abitano i signori Rouet, genitori di Hubert, con la domestica Cécile. Un giorno, per un apparente attacco respiratorio, il marito di Antoinette muore nel letto matrimoniale, proprio nella stanza di fronte alla finestra di Dominique. Una serie di particolari misteriosi e inquietanti, come i liquidi riversati in fretta e furia nei vasi delle piante o come l'assenza di soccorso nei confronti di Hubert, gettano una luce sinistra che d'ora in avanti avvolgerà la figura della vedova agli occhi di Dominique. Dopo la morte di Hubert per Antoinette inizia una nuova vita, divisa tra l'immagine di vedova triste che pranza e cena ogni giorno con i suoi suoceri e una dirompente vitalità che la rende, invece, protagonista di incontri clandestini con diversi amanti incontrati di nascosto. Nulla sfugge però a Dominique che, come se fosse la sua ombra, vive anche quell'altra vita dissoluta e tormentata ma così tanto agognata e desiderata. Lei la segue, la spia, la invidia, vivendo da dietro una finestra o attraverso la vetrina di un locale le emozioni proibite dell'altra. La storia si complica: come in una commedia carnale si moltiplicano gli incontri e le uscite furtive, le scappatelle e gli sguardi dal buco della serratura fino a una conclusione drammatica e coinvolgente. Con questo romanzo, scritto nel luglio del '42, Georges Simenon ci regala la storia di una perversione molto borghese, forse datata, ma descritta con la precisione e la lucidità che sono proprie a questo grande giallista e tratteggiata nelle sue sfumature più voluttuose e voyeuristiche. è il quadro a tinte fosche del mondo della borghesia parigina degli anni Cinquanta, ipocrita nel celarsi e difendersi dietro ai suoi falsi riti, ritratta attraverso la storia di due anime femminili così lontane, ma al tempo stesso così vicine nelle loro esistenze contrapposte.
Ascolta la lettura delle prime pagine del libro su RadioAlt.
15 recensioni presenti. Media Voto: 3.6 / 5massano (24-08-2011) Appassionato di Simenon devo dire che questo è il primo che mi delude, ho fatto fatica ha terminarlo. Noioso. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Elisabetta V. (05-07-2011) Eccellente descrizione di una desolante solitudine femminile.
E di quanto i confronti con gli gli altri (se pur guardati da una finestra) e che, in apparenza, sembrano inizialmente offrire una forma di curiosità, di svago o sollievo, alla fine possano diventare completamente rovinosi.
Chi ha scritto che a loro questo libro è piaciuto poco deve compiacersi e ritenersi fortunati di non averlo compreso, perchè questo vuol dire che non hanno neanche la più pallida idea di cosa significhi vivere nell'assoluta solitudine e mancanza di affetti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
roberta (03-06-2010) Triste la vita di dominique; così triste e solitaria da fare male.
E così le vicende spiate nell'appartamento d fronte diventano le sue, portandola a vivere in un crescente delirio, per uscire dal quale il finale (un po'scontato), risulta essere l'unica soluzione possibile.
Simenon non sbaglia nemmeno questa volta! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
secken (26-04-2010) un libro stupendo, molto particolare e intrigante, per alcuni versi anche un po triste Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sordello (26-04-2010) di tutti ilibri di Simenon che ho letto (una decina) questo è quello che mi è piaciuto meno; la storia non mi ha "preso", non decolla. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
purpleliuba (02-02-2010) Bel libro, ben scritto e belle descrizioni... peccato per la fine un po scontata... scelta troppo facile la rinuncia!!! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
silvia (02-02-2010) Altro capolavoro di simenon, che scrive in modo sublime. Accurato, preciso, gentile, eppure sconvolgente, evocativo come pochi riescono ad essere. LA solitudine della protagonista inavde il lettore e lo soffoca piano piano. Il finale, tremendo, lo si vive assieme a Domenique...una gran paura, ma anche un certo solievo...così non si poteva continuare.
Magico, ma doloroso. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
massimo (30-01-2010) Per me è un capolavoro e raramente Simenon non ne scrive... lo adoro e, probabilmente, sono di parte ma questo ultimo evoca in me talmente tanti ricordi che non si può che ringraziare lo Scrittore per essere esistito e la casa editrice italiana che sta proponendo l'intera opera omnia dei Suoi romanzi... bellissima descrizione di donna sola che vive la vita guardandola da dietro una finestra... straziante il finale e magica l'atmosfera che avvolge tutto il libro.. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
biogius (18-12-2009) Simenon ci regala il ritratto di una solitudine al femminile con uno stile che riesce ad essere, come sempre, straordinariamente evocativo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
gianni (17-10-2009) un buon libro di Simenon, con i soliti pregi ma anche qualche difetto, anche in questo caso si nota la natura di Simenon nei confronti delle donne. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giacomo Pontillo (27-09-2009) Ho letto tutto di Simenon, tutto meno Maigret. E' giusto dire che sono un apppassionato di questo grande scrittore. Non è questo uno dei romanzi che ho preferito, anche se è riconoscibilissimo come simenoniano. La lettura della realtà e della vicenda è sempre improntata ad osservazioni intime, profonde , di taglio, direi, in quanto sempre in grado di descrivere aspetti della vita che sfuggirebbero ad un osservatore non così attento. Malinconia, decadenza , solitudine , sospetti, ossessioni, intrighi e perversioni, caratterizzano anche questo romanzo, con una narrazione che solo a tratti è avvincente come sempre negli altri romanzi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
l'indiscreto (28-08-2009) non mi e' piaciuto . accidenti vedo che gli altri commenti sono di diverso tenore. non sono riuscito a finirlo. non lo consiglio. amen Voto: 1 / 5 |  |  |  |
ALESSANDRO SPAZIANI (25-08-2009) Ogni prezioso nuovo libro che Adelphi - per fortuna - pubblica ci fa rimanere basiti dinanzi alla amestria di questo grandissimo scrittore e ci fa vergognare sempre maggiormente di averlo conosciuto (e forse neanche apprezzato tanto) per Maigret e gli sceneggiati tv tratti da quelle storie. Signori queto è un libro sublime, uno scavo meticoloso, chirurgico, profondissimo nelle pieghe non "dell'animo umano" ma "di un animo umano" senza l'ombra di un giudizio in totale condivisione, in perfetta incredibile simbiosi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
emanuela (02-08-2009) Terribile e stupendo. Pervaso della tristezza virile (benchè la protagonista sia una donna) di Simenon; nel suo stile asciutto, che ha l'essenzialità della vita, si svelano i meccanismi della solitudine, del non senso del vivere. Dominique prova a vivere la vita degli altri, ma il gioco non funziona mai. Siamo condannati a noi stessi. Un capolavoro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianluca guidomei sidner@libero.it (28-06-2009) Un Simenon voyeur. L' autore ha conosciuto molto bene le donne nella sua vita. Lo dimostra sempre, in ogni sua opera: riesce a dipingere particolarmente bene un certo tipo di donna, quella combattuta tra l' essere un po' angelo e un po' puttana. Simenon era malato di sesso, si dice che ebbe più di diecimila donne, la maggior parte prostitute ed in questo libro si possono riconoscere i vicoli bui in cui le ragazze si offrivano ai clienti, vicoli che sicuramente frequentò. Ma era anche affascinato dai personaggi femminili solitari. Dominique, la protagonista, lascia al lettore quell' amaro in bocca che si prova quando si sente la sofferenza di un' altra persona, la sua incapacità di esprimersi nella vita, la sua terrificante solitudine. Una donna che non ha conosciuto il sesso, ossessionata dai coinquilini passionali e da una vicina, dirimpettaia, che spia in ogni momento della giornata: Antoinette, che rappresenta per lei tutto ciò che non ha vissuto, con il suo ardore, la sua sensualità, il suo tormento e le sue estasi. E con Dominique si soffre.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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