|
|  |
Dennis Patrick - Zia Mame |
Immaginate di essere un ragazzino di undici anni nell'America degli anni Venti. Immaginate che vostro padre vi dica che, in caso di sua morte, vi capiterà la peggiore delle disgrazie possibili, essere affidati a una zia che non conoscete. Immaginate che vostro padre - quel ricco, freddo bacchettone poco dopo effettivamente muoia, nella sauna del suo club. Immaginate di venire spediti a New York, di suonare all'indirizzo che la vostra balia ha con sé, e di trovarvi di fronte una gran dama leggermente equivoca, e soprattutto giapponese. Ancora, immaginate che la gran dama vi dica "Ma Patrick, caro, sono tua zia Mame!", e di scoprire così che il vostro tutore è una donna che cambia scene e costumi della sua vita a seconda delle mode, che regolarmente anticipa. A quel punto avete solo due scelte, o fuggire in cerca di tutori più accettabili, o affidarvi al personaggio più eccentrico, vitale e indimenticabile che uno scrittore moderno abbia concepito, e attraversare insieme a lei l'America dei tre decenni successivi in un foxtrot ilare e turbinoso di feste, amori, avventure, colpi di fortuna, cadute in disgrazia che non dà respiro - o dà solo il tempo, alla fine di ogni capitolo, di saltare virtualmente al collo di zia Mame e ringraziarla per il divertimento. A distanza di più di cinquant’anni l’editoria italiana riscopre un grande capolavoro dimenticato, un romanzo che alla sua uscita negli Stati Uniti, nel 1955, balzò subito in vetta alle classifiche di vendita. Mai come in questo caso, però, l’etichetta di “best seller” è meno appropriata. Qui non si tratta del solito polpettone hollywoodiano in cui si susseguono colpi di scena e misteri insondabili; non si tratta nemmeno della classica saga familiare, né della parabola ascendente del sogno americano, né di quella discendente della beat generation. Si tratta di un concentrato di comicità e cultura, in cui i grandi movimenti centrifughi che hanno colpito gli Stati Uniti negli anni Venti, dalla crisi del ‘29 alle avanguardie artistiche, vengono dipinti attraverso le avventure di un personaggio indimenticabile.
Zia Mame, ora geisha giapponese, ora ballerina di fila, romantica moglie sudista e amazzone intrepida al tempo stesso, ogni mese della sua vita inaugura una nuova impresa epica, coinvolgendo di volta in volta il suo maggiordomo giapponese, la bambinaia irlandese, la dattilografa, il poeta, l’editore, l’agente letterario. Conduce una vita salottiera e ciarliera, in cui l’ostentazione della ricchezza, i cocktail in terrazza e le commedie sperimentali di Broadway si susseguono tra bollicine di champagne e letti di seta. La crisi finanziaria che travolge mezzo mondo nulla può contro questa donna dalle mille risorse. Zia Mame cade, si rialza e intrepida ricomincia da capo, conservando sempre l’ingenuità, o forse l’orgoglio, di chi non oserebbe mai riversare sugli altri la colpa delle proprie miserie.
Come possa aver fatto una donna tanto avventata, imprudente, generosa e folle, a tirar su un ragazzino di dieci anni è un mistero. Per fortuna il defunto signor Dannis prima di morire aveva affidato tutto il cospicuo patrimonio del piccolo Patrick allo Studio Knickerbocker, che avrebbe provveduto direttamente alla sua educazione - tassativamente tradizionale - mentre l’eccentrica zia avrebbe seguito il bambino solo durante le vacanze. Ma quando si ha a che fare con una forza della natura come Zia Mame, le vacanze estive sono un periodo più che sufficiente per cambiarti la vita, soprattutto se si ha la mente brillante e recettiva di Patrick: un bambino che guarda il mondo con l’occhio distaccato del baro e lo descrive con l’ironia del ciarlatano. Come se niente potesse toccarlo direttamente, l’autore-protagonista conosce i tempi comici e la natura umana, cita Bauhaus e i magazzini Macy’s, descrive ogni caffé di New York attribuendogli l’atmosfera magica dei bistrot parigini, guarda al di là della sfavillante apparenza dei rutilanti anni Venti, per coglierne tutta la grottesca miseria. Un romanzo divertente, ricco di citazioni colte ma capace di coinvolgere anche il lettore occasionale, una sorprendente sferzata di buonumore assolutamente da non perdere.
Ascolta la lettura delle prime pagine del libro su RadioAlt.
Recensioni 1 - 20 di 62 recensioni presenti. Media Voto: 3.64 / 5lorella (19-11-2009) ho trovato questo libro divertentissimo, Zia Mame mi ha conquistato per la sua stravaganza e per la sua modernità, alcuni episodi sono esilaranti, cosa dire un bel libro che sicuramente rileggerò Voto: 5 / 5 |
emilia (16-11-2009) L’”indimenticabile” zia Mame ci conduce nell’America degli anni 20-40 ; l’America dei salotti , dei telefoni bianchi, del whisky, delle sete e voile, ed anche degli “strani”ambienti tipicamente orientali. Del mondo affascinante e bizzarro di zia Mame ne rimane attratto il giovane nipote Patrick ,che,affidato alla sua tutela , trascorre le vacanze in rocambolesche e folli avventure , conservando sempre il suo buon senso e mantenendo la sua profonda riconoscenza, nei riguardi della zia. Le vicende descritte elegantemente e sobriamente, rendono il romanzo piacevole e leggero , senza tormenti ed introspezioni; esso scorre in maniera fluida ed i tratti scurrili non guastano il corso della narrazione, anzi sottolineano, con originalità, i rari momenti di asperità e drammaticità. Voto: 4 / 5 |
Federica (12-11-2009) Che spasso!!! proprio un bel libro, divertente, ironico. Zia Mame mi ha proprio conquistato!!!
E' un libro leggero che fa svagare e sorridere!
Lo consiglio per passare qualche ora in allegria. Voto: 5 / 5 |
l'indiscreto (11-11-2009) un libro esilarante , eccentrico scritto bene anche se - per questo manca il quinto pallino del voto - forse un po' incollato . pero' il materiale e' di prim'ordine in una ripubblicazione meritevole di applauso Voto: 4 / 5 |
Roberta (11-11-2009) Zia Mame e' un mix di divertimento, originalita' e fantasia. Un racconto che mette allegria e non vorresti che finisse, per continuare, con Patrick, a vivere in un turbinio di feste e avventure. Mi ricorda molto " In viaggio con la zia" di Greene, con la zia Augusta simile alla Mame del racconto. Voto: 4 / 5 |
Alipio (09-11-2009) 1L'organizzazione dell'impianto narrativo:l'ho trovata poco genuina;come qualcuno ha già detto si tratta di racconti incollati alla bell'e meglio e marchiati con il termine romanzo.il punto è che questa è la reale genesi dell'opera, come si premura di comunicare il curatore.il fatto è che l'espediente dello scrittore che osanna in un intervista questa fantomatica vecchierella è singolare all'inizio,ma moltiplicato per tutti i capitoli dell'opera risulta se non altro grottesco.e scontato, banale prevedibile. dunque i punti di raccordo dei vari racconti fanno fiasco in maniera clamorosa e non mi stupisco nel sapere che l'autore li abbia introdotti quali "deus ex machina" dopo il rifiuto del manoscritto da parte di una ventina di editori.Quindi, mancanza di unità. punto 2:i contenuti;come insegna Wilde,l'arte non è vincolata all'effusione di un messaggio morale o di elevato spessore contenutistico.quindi se il punto 1 riguarda una caratteristica oggettiva dell'opera,così non è per il modo in cui ognuno può interpretare il messaggio che ne trapela:per quel che mi riguarda penso che sia il tipico libro di massa dei nostri tempi,che parla in fin dei conti di niente,o meglio della Parvenza, del carattere effimero delle cose,immerso in un'atmosfera luccicante e autocompiaciuta non purificata da alcuna catarsi.Con zia mame si ride bene nella Caverna platonica, si è immersi(diceva Warhol)nella "schiuma delle cose",e questa schiuma è letale per lo spirito.Ho trovato una celebrazione senza se e senza ma del Fugace,e l'ho trovata preoccupante.perchè non è un genuino carpe diem,manca la consapevolezza del tragico.Nessun allarmismo,semplicemente è un messaggio che sa a quali orecchie rivolgersi.per chi riconosce la tragicità come componente essenziale di ogni atto umano(in quanto ne è lo sfondo),questo sarà un libro simpatico e punto. Una nota di merito è tutta per il traduttore: la traduzione è fresca viva eclettica,funambolica. Voto: 3 / 5 |
giulia martelligiulia@hotmail.com (09-11-2009) Devo dire che, lette le critiche entusiastiche,sinceramente mi aspettavo qualcosa di più...il libro non mi ha strappato quelle "grasse" risate di cui tutti han parlato, anzi, a volte l'eccentricità forzata della protagonista, quasi mi infastidiva.
Consiglio a chi vuol leggere veramente un bel libro, ambientato e scritto negli anni '30, "Un giorno di gloria per Miss Pettigrew"...lì si che ci si diverte davvero. Voto: 3 / 5 |
henry (02-11-2009) grandi aspettative, per un libro non all'altezza...senz'altro bello il personaggio di zia mame, ma cos'altro cè intorno? personaggi un pò sfuocati, e un insieme di racconti in forma di libro: alcuni carini, altri strascicati.da un'idea così, forse poteva nascere di più. Voto: 2 / 5 |
sara (29-10-2009) libro allegro,ironico....a chi non piacerebbe conoscerla questa zia,che insegna a viver la vita con il sorriso e mettendoci il cuore in quello che si fa.libro bellissimo. Voto: 5 / 5 |
alex (29-10-2009) Ho iniziato a leggerlo con molte aspettative rimaste in parte deluse. libro nel complesso non eccezionale, a tratti molto molto divertente, ma con alcuni capitoli fuori contesto e lentissimi che hanno rovinato un impianto promettente . una lettura serale rilassante e certamente non impegnativa. Voto: 3 / 5 |
pasqua linda (28-10-2009) Non sono proprio riuscita a finirlo. Ma è così noioso in molti tratti e capitoli slegati tra di loro.Troppo rumore per nulla. Voto: 1 / 5 |
due Esse (27-10-2009) Libro favoloso, come non se ne trovano più molti in circolazione. Un respiro di freschezza e di allegria, accompagnato da uno stile scorrevole e colloquiale, ma mai banale, che coinvolge totalmente il lettore nelle vicende di Zia Mame. Personaggio assolutamente sopra le righe, un po' bizzarro e un po' eccentrico, gode di una capacità unica di sapersi arrangiare e reinventare, in ogni situazione. Tutti dovremmo avere una zia Mame cui ispirarci: ci renderebbe meno ottusi e ci offrirebbe una insolita quanto interessante prospettiva della vita, meno incline a pregiudizi e convenzioni.
Anche se scritto negli anni 50', trovo che sia un libro estremamente moderno: insomma, quand'è che non c'è una crisi o non c'è una guerra? Voto: 5 / 5 |
Andrea82 (21-10-2009) Zia Mame, più che un romanzo, è una girandola di episodi indipendenti, incollati tra loro grazie all'eccentrico personaggio della protagonista. Il libro stenta inizialmente a decollare, inizia a carburare al capitolo 4, tocca il vertice nei piacevoli capitoli 5 e 6, tonfa bruscamente ,per i miei gusti, al capitolo 7 e si trascina un po' stancamente, sebbene con alcuni sprazzi piacevoli, per gli ultimi quattro. Sebbene sia innegabile che più che un personaggio sia una macchietta (e che in quanto tale non rimanga nel cuore), Zia Mame è indubbiamente simpatica e coinvolgente nel suo improbabile essere sopra le righe. Purtroppo a partire dal fatidico capitolo 7 il baricentro della narrazione si sposta sempre più sulla figura del nipote Patrick, lui invece progressivamente sempre più sgradevole, sempre per i miei gusti, nella sua evoluzione verso gli standard di valori del tipico borghese americano. Il romanzo si è lasciato leggere abbastanza piacevolmente ma non mi ha mai strappato una risata di gusto: si avverte troppo una preoccupazione forzata di fondo di risultare divertenti a ogni costo, raramente con esito genuinamente positivo. "Zia Mame" intrattiene piacevolmente e scorre via piuttosto bene, ma non è un capolavoro, né della letteratura in generale, né di quella comica in particolare. Voto: 3 / 5 |
federica (21-10-2009) Per essere un libro scritto negli anni '50, il linguaggio utilizzato è decisamente fuori luogo. Un grossolano errore forse, del traduttore, il voler tradurre con il linguaggio giovanile di oggi, esclamazioni e modi di dire americani degli anni '30??
Storia leggera ma decisamente mal tradotta. Non lo consiglio. Voto: 1 / 5 |
luna (16-10-2009) a divertire nn mi ha divertita granchè... sinceramente è più comico il fu mattia pascal!
poi certe situazioni le ho trovate pesanti ed esagerate.
ok che è un libro leggero, che nn deve lasciare un messaggio particolare, ma mi aspettavo di più.
non lo rileggerei. Voto: 2 / 5 |
Tony Polimeno (15-10-2009) Storia piacevole, per quanto non indimenticabile: esilarante a tratti, noiso in altri frangenti. L'incipit mi è stato arduo da superare. Non ho avvertito l'attualità del racconto ravvisata da altri lettori. Ho apprezzato il capitolo del confronto con la famiglia borghese e benestante, spesso covo di pregiudizi antipatici, financo cattivi. Giudizio, infine, positivo per una gradevole lettura da metropolitana. Voto: 3 / 5 |
gianpaolo (14-10-2009) Indomabile ed indimenticabile zia Mame.
Una forza contro tutte le avversità che le capitano,mai doma appunto e sempre pronta ad intraprendere nuove esperienze...povero e paziente nipote!
Divertente,frizzante,scorrevole.
Un buon modo per ritrovare il sorriso Voto: 5 / 5 |
rebecca (12-10-2009) Uno di quei libri che non si possono scordare! scritto con un linguaggio fluido e impeccabile, regala personaggi e situazioni indelebili, per me all'altezza dei grandi classici; è incredibile poi pensare che sia stato scritto così tanto tempo fa, non si sente la distanza temporale e molte cose, atteggiamenti e pensieri, sono tremendamente attuali. Voto: 5 / 5 |
Claudio (11-10-2009) Primo in classifica per settimane, mi aspettavo un libro imperdibile... Invece, a parte alcune vicende esilaranti (la battuta di caccia) e il personaggio di Zia Mame veramente incantevole, ho trovato il libro piuttosto sconnesso, e a tratti prevedibile. Inoltre, a volte Zia Mame non era poi così simpatica, ma viziata.. Libro da leggere, ma non da rileggere... Voto: 3 / 5 |
irene (11-10-2009) Una lettura piacevole, divertente e scorrevole.
Impossibile non affezionarsi al personaggio di Zia Mame... sopra le righe, imprevedibile, piena di vita... insomma fantastica!!!!! Voto: 5 / 5 |
Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 62
|
 | Chi compra questo libro legge anche |
|
|