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Susskind Leonard - La guerra dei buchi neri |
Stringhe, brane, dimensioni nascoste, universi multipli... La fantasia della fisica del ventunesimo secolo sembra senza limiti. Uno dei suoi interpreti è il fisico di Stanford Leonard Susskind. Nel suo "Il Paesaggio cosmico" descriveva la prospettiva vertiginosa di una moltitudine di differenti universi, nicchie di un inimmaginabile multiverso, o "paesaggio", ciascuna governata da specifiche leggi fisiche: per caso, una era adatta a ospitarci. In questo nuovo libro il cosmo di Susskind diventa ancora più bizzarro. Con la loro capacità di fagocitare qualunque cosa, i buchi neri erano già abbastanza angoscianti, ma per qualche tempo ai fisici si è prospettata addirittura la possibilità che questi vortici cosmici, ricavati dalle equazioni di Einstein, fossero divoratori di ordine e di informazione, oltre che di materia. Negli anni Settanta, Stephen Hawking ha mostrato che i buchi neri "evaporano", emettono cioè radiazione termica, e rimpiccioliscono nel corso del processo sino a scomparire. Ne discendeva una domanda cruciale: l'informazione inghiottita dal buco nero riemerge oppure no quando il buco nero scompare? Hawking non aveva dubbi: "L'informazione viene cancellata per sempre". A Susskind quell'affermazione è apparsa come una dichiarazione di guerra. Se Hawking aveva ragione, infatti, sarebbe stata la fine del determinismo quantistico, la violazione del fondamentale principio secondo il quale anche nell'informazione nulla si crea e nulla si distrugge.
Media Voto: 3 / 5Federico R (08-02-2010) Molto interessante. Lo consiglio però solamente a chi è già addentrato nel mondo della fisica! Voto: 5 / 5 |
Gianni F (24-01-2010) In questo libro si parla di brutta fisica, quella ideologica, quella del gusto personale dove non si accettano le prove a sostegno delle ipotesi ma dove una ipotesi (quella di Hawking) verrebbe sconfessata da un'altra ipotesi (quella che l'informazione che entra un buco nero non viene persa per sempre). Il tutto, senza una sola prova. Il libro abbonda di narcisismo e di battute pessime che invece di far ridere, come al solito, provocano molto fastidio. Non so perché i fisici si credono spiritosi, e soprattutto perché devono mettere in ogni loro libro la storia di Alice nel paese delle meraviglie, trovata letteraria abusata nella fisica e molto irritante, nonché banale.
A livello pedagogico, questo libro è pessimo. Innanzitutto, nessuna spiegazione organica dell'origine dei buchi neri. Inoltre, ci sono continue digressioni su fenomeni fisici spiegati davvero male (ad es. pag 132, una perla di confusione in un mare di caos “letterario”), e persino il tema principale del libro, l'informazione, è trattato così male che nel complesso non si apprende ma si prova confusione. Ma la cosa che sconcerta è quel tono drammatico, come se l'enunciato di Hawking sulla perdita di informazione potesse davvero far crollare la fisica. Ma suvvia, non esageriamo. Il peggio però è quando l'autore porta alcune "prove" a favore della sua tesi grazie alla teoria delle stringhe, che nonostante mi affascini molto, non ha mai avuto il benché minimo straccio di prova. Ecco cosa intendo per cattiva fisica.
Insomma, un libro molto confuso, scritto male, per niente profondo anzi superficiale, supponente e che trasuda arroganza.
Sconsiglio fortemente questo libro, e vi invito se lo trovate I buchi neri di John Taylor, libro degli anni '70 o Il collasso dell'universo di Asimov. Libri datatissimi, ma almeno dove potrete imparare cos'è un buco nero e lasciare stare tutte le balle che scrive l'autore. Voto: 1 / 5 |
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