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Nafisi Azar - Le cose che non ho detto | Innamorarsi a Teheran, guardare i Fratelli Marx a Teheran, leggere Lolita a Teheran... Così iniziava una lista di cose segrete che Azar Nafisi aveva stilato nel suo diario e che si rimproverava di aver taciuto a tutti. Molte delle altre, a tanti anni di distanza, ha deciso di raccontarle in questo libro. Che è un ritratto del padre, sindaco di Teheran all'epoca dello scià, e della madre, fra le prime donne entrate al Parlamento iraniano. È la storia dei tradimenti di lui, del mondo fantastico in cui lei a poco a poco trasforma la realtà insopportabile che la circonda, e della forzata, dolorosa connivenza dell'autrice con il padre. Ma anche e soprattutto la rivelazione di come a volte le dittature sembrino riprodurre i silenzi, i ricatti, le doppie verità su cui si regge il primo, e più perfetto, sistema totalitario: la famiglia. Chi conosce Nafisi sa già cosa troverà, qui, in ogni pagina: l'emozione di leggere sempre qualcosa di autentico e temerario. Qualcosa che arriva dalle strade e dai giardini di Teheran come dalle pagine di Firdusi o dei grandi cantastorie persiani. E ci riguarda molto da vicino.
Media Voto: 4 / 5Maria Tassoni (20-01-2011) Questa testimonianza non sarebbe così appassioante senza la documentazione fotografica che la correda. A volte si perde il filo delle vicende politiche iraniane ma la storia famigliare resta comunque un buon motivo per proseguire la lettura. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Manuela di Trieste (23-03-2010) Questo libro non aggiunge nulla alla nostra conoscenza della società iraniana, ma si legge volentieri perchè ha la freschezza e l'autenticità della vita vissuta:ci fa capire come anche in contesti culturali diversi dal nostro le dinamiche famigliari -spesso fatte di menzogne, silenzi e mezze verità - siano tutto sommato le stesse.Tutto il mondo è paese. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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