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Delle molte leggende alla cui nascita Bolano stesso ha contribuito, l'ultima riguarda la forma che "2666" avrebbe dovuto assumere. Si dice infatti che l'autore desiderasse vedere i cinque romanzi che lo compongono pubblicati separatamente, e se possibile letti nell'ordine preferito da ciascuno. La disposizione, ammesso che sia autentica, era in realtà un avviso per la navigazione in questo romanzo-mondo, che contiene di tutto: un'idea di letteratura per la quale molti sono disposti a vivere e a morire, l'opera al nero di uno scrittore fantasma che sembra celare il segreto del Male, e il Male stesso, nell'infinita catena di omicidi che trasforma la terra di nessuno fra gli Stati Uniti e il Messico nell'universo della nostra desolazione. Tutte queste schegge, e infinite altre, si possono in effetti raccogliere entrando in "2666" da un ingresso qualsiasi; ma fin dall'inizio il libro era fatto per diventare quello che oggi il lettore italiano ha modo di conoscere: un immenso corpo romanzesco oscuro e abbacinante, da percorrere seguendo una sola, ipnotica illusione - quella di trovare il punto nascosto in cui finiscono, e cominciano, tutte le storie.
13 recensioni presenti. Media Voto: 4.38 / 5Giovanni Desideri giovannidesideri@gmail.com (26-04-2012) è un grandissimo libro, leggero e "totalizzante", costruito magistralmente, nel tempo e nello spazio: in mezzo occidente, nel presente e nel passato, in diversi "ambienti" letterari, con una scrittura sempre agile e molte bellissime pagine Voto: 5 / 5 |  |  |  |
axel m. (09-02-2012) Più che un giudizio (che si può dire di un libro del genere senza rischiare di essere banali o incomprensibili?!) vorrei dare un consiglio, che è quello di leggere questo libro dopo aver letto altre opere di Bolano, sia per prendere confidenza con la sua scrittura (dal punto di vista sia tematico che stilistico) e quindi capire se è di nostro gradimento, sia perché un gioiello del genere è bello farlo attendere un po' sul nostro comodino, cominciando ad assaporarlo prima ancora di cominciare a leggerlo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea Ferrari (16-12-2011) Bolano è lo scrittore più malato, nichilista e subdolamente perverso che mi sia capitato di leggere; più che un narratore è un demone, ingannatore e beffardo. Come ogni demone che si rispetti, il suo obiettivo primario, se non l'unico, è nascondere all'uomo la sua essenza trascendente per poi giungere a negarla, e si propone di attuarlo cancellando la percezione che la coscienza umana mantiene della sua anima. In 2666 tale operazione è messa in atto col presupposto fraudolento che l'uomo coincida unicamente con la sua mente, che viene utilizzata da Bolano come complice nel suo tentativo di divisione dell'essere umano, a cui fa seguito un ulteriore nascondimento/soffocamento dell'anima alla sua coscienza grazie alla "messa in scena" della mente soltanto attraverso le sue emozioni più vili, paura, disperazione, angoscia, qui spacciate come sue caratteristiche più proprie.
E' nascondendo che Bolano nega e dunque agisce come Διάβολος, "colui che divide". L'arma del suo nascondere/dividere è la paura; ingabbiando la mente nell'indistinta prigione della paura e dei suoi corollari, disperazione e morte, ne fa prima seguire una alienazione della coscienza dal suo sé più proprio, l'anima, quindi una identificazione della coscienza con la versione più malata possibile della mente, ed infine ne fa derivare la sua equivalenza col male assoluto, in quella che non esito a definire la più demoniaca delle sue perversioni, operando in tal modo una seconda divisione, negando l'unità del tutto e avvalorando l'illusione della dualità. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
pietro c (10-12-2011) Grandioso Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Pasquale blissett78@gmail.com (09-11-2011) Un libro incompiuto.
2666 di Roberto Bolano è sicuramente un libro che sovverte i canoni letterari, però mi domando:
E' possibile che dopo una girandola di eventi lunga quasi mille pagine, la storia finisca senza una risposta ai suoi mille quesiti, con un gelato Furst Puckler in un parco amburghese?
Forse il ciclo non è concluso e Benno von Arcimboldi si è smarrito nel deserto del Diavolo alla ricerca del suo CREATORE!
Per quanto riguarda la trama, l'autore si muove dalle disquisizioni letterarie di critici insoddisfatti alla lunga ed estenuante descrizione dei delitti di Santa Teresa, dalla crocifissione di un generale rumeno superdotato alle atrocità della guerra, per non parlare dei serpenti che richiamano il MALE.
La vita è come un sogno, e questo libro è come un incubo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
massimo r. (30-08-2011) Una fatica terribile (complice anche il caldo?), sei giorni della mia vita di lettore dietro un libro che si prometteva affascinante e si è rivelato a volte piacevole, a volte farraginoso. talvolta perfino irritante o addirittura una presa... in giro.Che dire, non è stato proprio tempo buttato, ma ci sono letture meno faticose e più piacevoli. O no? Voto: 2 / 5 |  |  |  |
cesare (27-08-2011) Non sono daccordo con chi ritiene che sia indifferente da quale romanzo iniziare la lettura, per me il libro va letto nell'ordine in cui è presentato: una specie di discesa gli inferi parziamente mitigata nell'ultimo romanzo dalla vicenda umana di Arcimboldi. Trovo che le metonimie o falsi indizi disseminati in tutto il libro, oltre a costituire un modulo stilistico, aprano la finestra su ulteriori storie che - putroppo - non potranno mai esserci.
Un libro straordinario. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sergio8755 (07-06-2011) Nel corso della navigazione tra le quasi mille pagine di "2666" almeno ad ogni tornante della vicenda ci si chiede perché. Perché diavolo 'sto Bolano racconta tutte queste cose, elenca continuamente nuovi fatti e relative diramazioni, divaga, evita di concentrarsi su una trama e affastella storie, personaggi, luoghi, disparati o solo marginalmente connessi tra di loro, come se il suo racconto fosse l'antro di un rigattiere? L'insistente interrogativo trova, forse, una classica ma insoddisfacente risposta: perché la storia che si racconta non ha un fine ma il suo unico senso è il percorso stesso.
Deve essere così poiché, infine, gli enigmi si scioglieranno solo parzialmente e al termine del libro, se eravamo ancora alla ricerca di una risposta ai punti oscuri delle storie che si rivelano essere l'ossatura del romanzo, allora la delusione è certa. Se, invece, abbiamo apprezzato - per dare un riferimento teatrale - il modo in cui Ascanio Celestini, in Scemo di guerra, ci conduce con la sua nenia ipnotica attraverso la galleria di personaggi e aneddoti del racconto per poi riportarvi a incrociare il punto di inizio allora, forse, potremo apprezzare le molte (troppe?) pagine di questo letteralmente gigantesco volume. Quindi, se vi sentite pronti salpate, altrimenti desistete. 2/5 Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Roberto Magazzini (02-04-2011) Il romanzo infinito, il romanzo con andamento circolare, si perchè una volta finito si sente il bisogno di ricominciare e in parte l'ho fatto andandomi a rileggere qua e la vari capitoli, ma è una rilettura completa quella che farò. Ha ragione Bolano, si può iniziare da qualsiasi dei cinque libri che lo compongono, aggiugerei si può iniziare a caso, da qualsiasi delle oltre novecento pagine. E non ci si dimentica più. E' uno dei pochi libri dove si sente lo scrittore lì, accanto a te mentre leggi e te lo immagini nei suoi ultimi giorni di vita, a guidarti in questo meraviglioso e tremendo viaggio fatto di mille vicende, mille personaggi e di mille sfaccettature: come un dipinto di Arcimboldo, appunto. Non è casuale il nome del protagonista che fra l'altro non si vede mai, ma incombe sempre. Il romanzo di questo fine e inizio secolo, incerto e tremendo, fine di ogni illusione e speranza. Capolavoro assoluto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mikele (26-01-2011) Immenso , sono perfettamente d'accordo solo con viaggio al termine della notte ho rivissuto un esperienza simile , ti cattura fin dalla prima pagina e non ti molla più. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
diego (18-04-2010) Davvero "immenso", sì, è l'aggettivo più giusto. Anch'io non riesco a separarmene: non riuscivo a sopportare l'idea di finirlo, che potesse finire... Il percorso "completo", le storie e gli intrecci in una visione che definirei "cosmica": è quasi impensabile che uno scrittore abbia potuto scrivere "tanto" senza usare mai un aggettivo, un nome che senti sbagliato o "in più". E senza creare un personaggio che non fosse sempre veramente credibile.
Capolavoro.
Leggendo Bolano si ha il sentimento vero del suo profondo valore di lettore; questo rende- a mio avviso- questo libro un'esperienza "altra".
Mi ha suscitato una profonda emozione: mentre leggevo avevo come l'impressione che stessi condividendo con lui il "piacere del lettore" che riconosce il capolavoro; come se... se lui fosse stato lì vicino a guardarmi leggere, avrebbe certamente condiviso quello con me più che godersi il suo lecito orgoglio di scrittore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea andreamingozzi74@gmail.com (09-04-2010) "La lettura è piacere e gioia di essere vivo o tristezza di essere vivo e soprattutto è conoscenza e domande"
"è necessario che ci siano molti libri, molti bei pini, per schermare agli sguardi torvi il libro che è davvero importante, la maledetta grotta della nostra disgrazia, il fiore magico dell'inverno!"
queste due frasi di pagina 849 descrivono nel miglior modo possibile questo capolavoro contemporaneo
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
riccardo (18-11-2009) immenso. Una delle cose piú incredibili che abbia mai letto. Posso dire solo questo: l'ho finito 3 giorni fa e continuo a portarlo con me, non riesco a lasciarlo sullo scaffale. Non mi sembra giusto. Questo libro mi é rimasto incollato addosso.
L'unica cosa che si può fare quando lo si finisce, e riniziare a leggerlo. Ed é quello che sto facendo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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