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Bernhard Thomas - I miei premi | Supremamente ottuso è per Bernhard il mondo dei premi letterari, di cui traccia un ritratto insieme crudele e divertentissimo, senza risparmiare frecciate a nessuno, neanche a se stesso: "Tutto era repellente, ma più repellente di tutto trovavo me stesso" dice a proposito del premio Franz Theodor Csokor. Al grottesco balletto prendono parte stolidi largitori e beneficati vanesi; ministre che russano durante i panegirici per poi risvegliarsi di botto sbraitando imperiose: "Ma dove si è cacciato il nostro scrittorello?"; conferitori di attestati e di prebende che, scambiando il sesso dei poeti laureandi, parlano con disinvoltura della "signora Bernhard"; politici opportunisti e di abissale ignoranza preoccupati solo di fare passerella; giurie letterarie insipienti ma ben liete di trasferirsi, spesate di tutto, nei migliori alberghi e ristoranti; finanziatori che con un esborso spudoratamente basso si assicurano pubblicità a buon mercato e una fama di generosi mecenati; e grossolani esponenti dell'industria che presentandolo parlano diffusamente dello "straniero nato in Olanda", il quale però "già da qualche tempo vive tra noi", e al quale attribuiscono senza fare una piega un fantomatico romanzo ambientato in un'isola del Sud. "Se qualcuno offre del denaro vuol dire che ne ha ed è giusto alleggerirlo" pensa tuttavia Bernhard, e non nega affatto di averlo speso volentieri, soprattutto se gli ha dato l'occasione per comprarsi finalmente una Triumph Herald.
Media Voto: 5 / 5Alessandro Corradi feschka@yahoo.com (17-11-2009) Un lapsus credo: "Gelo" è stato tradotto per Einaudi decenni fa, ed è stato riedito nel 2008 - sempre da Einaudi.
Il più importante titolo in prosa rimasto da tradurre è "Gehen". Ma direi che ci sono poche speranze. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ernesto sgarano esgara@libero.it (03-11-2009) I pochi autentici affezionati ed appassionati lettori di Bernhard ancora aspettano la traduzione di Gelo e magari le ri-edizioni (anche non da Einaudi) di Correzione e La Fornace. Invece esce con una traduzione che non nasconde qualche lieve pecca (forse la furia di andare in libreria) questo pamphlet sui Premi Letterari. La solita feroce invettiva di TB che non troverà impreparato il lettore fedele dell'immenso scrittore austriaco. Già in alcune pagine del Nipote di Wittgenstein si percorre passo passo ciò che si rilegge, volentieri, qui. E stavolta "la persona della sua vita" (Hedwig Stavianicek) assume le sembianze inaspettate della "zia". Spero solo sia l'ennesimo divertissment bernhardiano sul celare ed esporre piccoli e grandi particolari della usa vita, e non una imprevedibile libertà di traduzione di questa Ciancia (il cognome, in effetti, non promette un granché, se mi si passa un sarcasmo simile a quello del "nostro") la quale in altra pagina traduce dal tedesco Baumgartnerhohe in Baumgartnerhohe, cosa francamente non difficile, laddove la stessa definizione era quella giusta sempre nel Nipote di Wittgenstein, fin dall'inizio del libro, con Altura Baumgartner, visto che Hohe in tedesco significa Altura o Collinetta. Un Bernhard più facile da leggere, questo di Premi Letterari. Arriverà il giorno della riscossa per uno dei più grandi scrittori europei di sempre. Magari con la stessa fortuna che toccò a un Mahler che non "decollò" mai fino a quella colonna sonora dell'Adagietto dalla Quinta Sinfonia infilata nella Morte a Venezia di Visconti. "Non se ne può più di questo Mahler, anche Mahler è tutto una messinscena" scrive Bernhard in Antichi Maestri, deridendo Mahler e amandolo, nel suo stile inconfondibile del vilipendio e dell'amore sotto la cenere. Mahler che riposa nel cimitero di Grinzing, a Vienna, a circa venti metri dalla tomba promiscua dove, insieme alla "zia" Hedwig Stavianicek, riposa, come si suol dire, TB. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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