|
|  |
Sciascia Leonardo - Il Consiglio d'Egitto | Abdallah Mohamed ben Olman, ambasciatore del Marocco, si trova a Palermo nel dicembre 1782 per via di una tempesta che ha fatto naufragare la sua nave sulle coste siciliane. È questo il caso che fa nascere, nella mente dell'abate Velia, maltese e incaricato di mostrare all'ambasciatore le bellezze di Palermo, un disegno audacissimo: far passare il manoscritto arabo di una qualsiasi vita del profeta, conservato nell'isola, per uno sconvolgente testo politico, Il Consiglio d'Egitto, che permetterebbe l'abolizione di tutti i privilegi feudali e potrebbe perciò valere da scintilla per un complotto rivoluzionario. Apparso nel 1963, Il Consiglio d'Egitto è in certo modo l'archetipo, e il più celebrato, dei romanzi-apologhi di Sciascia, dove lo sfondo storico della vicenda si anima fino a diventare una scena allegorica, che in questo caso accenna alla storia tutta della Sicilia.
Media Voto: 5 / 5Renzo Montagnoli renzo.montagnoli@gmail.com (08-09-2010) Il Consiglio d’Egitto è il primo romanzo storico di Leonardo Sciascia, scritto nel 1963, ricorrendo a una tecnica che sarà presente anche nelle opere successive, vale a dire con l’ambientazione in un tempo passato della vicenda, ma con il preciso scopo di criticare il presente. Così, con l’ironia e il sarcasmo che sono propri dell’autore siciliano, si narra dell’episodio dell’abate Vella, che sul finire del XVIII secolo ebbe la bella pensata di buggerare gli intellettuali siciliani e anche parte di quelli europei falsificando la traduzione di un codice arabo e poi costruendone uno completamente nuovo, grande esercizio di impostura svolto unicamente per trarne propri benefici.
Ma la storia della Sicilia di quel tempo finisce con il diventare la base di quella attuale, in un quadro di rara e coimvolgente struttura narrativa.
Sciascia è semplicemente imperdibile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
enrico faldi enrico.fld@hotmail.it (10-06-2010) Ambientato nella Sicilia del 700, che sembra tanto la nostra Italia d'oggi, tra lotte di bottega di potentini locali, governanti illuminati fatti fuori in nome degli antichi privilegi, Scascia, con maestria incomparabile, racconta l'imbroglio di Don Vella; far passare per autentico codice che tratta di fatti di governo della Sicilia all'alba della conquista Araba, un volume, in arabo, che invece null'altro è che una vita di Maometto.
E da qui tutte le paure dei potentini locali timorosi che nel codice qualcosa si dica (e si dice perdinci) sui loro possedimenti, chissà, che magari non spettino loro, che i loro antenati se ne siano impossessati con l'inganno ... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Sciascia Leonardo |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|