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Simenon Georges - Il ladro di Maigret | Il tempo passa per tutti, ma non per Maigret. Lavora alla Polizia giudiziaria da trent'anni, la pensione non è lontana, e la signora Maigret sta persino prendendo lezioni di guida in modo che durante il fine settimana possano raggiungere più facilmente Meung-sur-Loire e la loro casa di campagna. Eppure il commissario non ha affatto perso la sua miracolosa capacità di prendersi a cuore ogni inchiesta come fosse la prima, di assorbire come una spugna l'atmosfera degli ambienti in cui indaga, e soprattutto di mettersi nella pelle degli altri. Persino del giovane pallido, dall'aria stanca e ansiosa, che prima lo alleggerisce del portafogli sull'autobus, poi gli rispedisce il maltolto, distintivo compreso, al Quai, e infine lo convince a seguirlo nel surreale appartamento in cui vive per mostrargli il cadavere della moglie Sophie, freddata la notte prima con un colpo di rivoltella alla testa. Fragile, tormentato, geniale, aspirante romanziere o forse sceneggiatore, François Ricain detto Francis si aggrappa a Maigret come a una zattera e lo trascina in un milieu di giovani intellettuali ambiziosi, squattrinati e ribelli, che si accompagnano a ragazze dai capelli cotonati e l'espressione imbronciata, passano le loro notti tra fumo e alcol e sembrano fregarsene di tutto e di tutti. Di rado qualcuno ha incuriosito Maigret quanto Francis. Con lui si mostra stranamente comprensivo, quasi indulgente. E c'è una ragione segreta: che avrebbe fatto lui se avesse avuto un figlio come Francis?
Media Voto: 3 / 5wehrkelt relvo@hotmail.it (25-03-2010) Simenon non scende mai sotto livelli accettabili di qualità, ma questo è uno dei Maigret più banali. Vero, a chi ama il Commissario non importa poi molto chi sia l'assassino, ma anche la descrizione di personaggi e ambienti, cavallo di battaglia dell'Autore, questa volta è tirata via alla men peggio. La parte migliore del romanzo è forse costituita da alcuni scorci di Parigi in primavera. A condizione di amare Parigi. Ma si può amare Simenon senza amare Parigi? Voto: 3 / 5 |  |  |  |
wehrkelt relvo@hotmail.it (01-02-2010) Un Maigret di routine, non tra i migliori ma pur sempre godibile. I personaggi, anche minori, sono tratteggiati come sempre con straordinaria bravura. La soluzione del "giallo" è alquanto ovvia, ma all'appassionato di Simenon non importa "chi" sia l'assassino, ma come farà Maigret a scoprirlo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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