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Grossman Vasilij - Tutto scorre... | Vasilij Grossman scrisse questo libro, che è il suo testamento, fra il 1955 e il 1963. Come nel grandioso "Vita e destino", non cambiò molto dello stile scabro e aspro che lo aveva reso celebre fra gli scrittori del realismo socialista. Ma vi infuse l'inconfondibile tono della verità. Con lucidità e fermezza, prima di ogni altro parlò qui di argomenti intoccabili: la perenne tortura della vita nei campi, ma anche l'altra tortura, più sottile, di chi ne ritorna e riconosce la bassezza e il terrore negli occhi imbarazzati di parenti e conoscenti; lo sterminio sistematico dei kulaki; la delazione come fondamento della società; il vero ruolo di Lenin e del suo "spregio della libertà" nella costruzione del mondo sovietico.
claudio (07-02-2011) Ho finito da poco il capolavoro di Grossman (Vita e destino)e così ho deciso di leggere anche questo libro, scritto dopo l'altro e pubblicato in Occidente solo dopo la morte dell'autore. E' un grande libro, che ci dà una versione aggiornata dal di dentro di quello che è stato il periodo dl Terrore in Russia, sotto Stalin. Sui libri di storia si parla di quel periodo in poche righe; qui sembra di entrare nelle case dei kulaki, fatti letteralmente morire di fame. Sembra di essere sempre in attesa dell'arrivo della macchina della polizia per un interrogatorio. Ci sono pagine di intenso ottimismo, nonostante tutto: la libertà deve vincere, anche se in questo momento sembra neanche più esistere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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