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Isherwood Christopher - Un uomo solo | Già negli anni Trenta, quando scrisse "Addio a Berlino", Christopher Isherwood sosteneva di voler trasformare il suo occhio di romanziere nell'obiettivo di una macchina fotografica. Ma per lungo tempo - attraverso libri molto diversi fra loro, e spesso segnati dai personaggi fittizi o reali che raccontavano l'intenzione rimase una di quelle fantasticherie stilistiche che spesso gli scrittori inseguono per tutta la vita senza realizzarle mai. E invece nel suo ultimo romanzo - questo - Isherwood trasforma una giornata nella vita di George, un professore inglese non più giovane che vive in California, in un'asciutta, e proprio per questo struggente, sequenza di scatti. Non è una giornata particolare per George: solo altre ventiquattr'ore senza Jim, il suo compagno morto in un incidente. Ventiquattr'ore fra il sospetto dei vicini, la consolante vicinanza di Charlotte, la rabbia contro i libri letti per una vita ma ormai inutili, e il desiderio di un corpo giovane appena intravisto ma che forse è già troppo tardi per toccare. Quanto basta per comporre un ritratto che non si può dimenticare, e che alla sua uscita sorprese tutti, suonando troppo vero per non essere scandaloso.
10 recensioni presenti. Media Voto: 5 / 5Alessandra Ferrari (11-04-2011) Scoperto per caso navigando tra le recensioni del sito, questo libro è stata un'autentica sorpresa anche per me, lettrice accanita da tanti anni. Asciutto, senza mielosità inutili, arriva diritto al cuore perchè nessuno può dire di non aver mai sperimentato, almeno in un'occasione, la solitudine di Geo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
jane (23-03-2011) Avevo visto il film che mi era piaciuto malgrado una certa patina troppo sofisticata; ho letto il libro, molto più duro e bello, senza sbavature melodrammatiche, con la sua forte ironia verso la società americana perbenista e ipocrita e il senso della morte che si insinua dappertutto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ru (16-03-2011) Delicato, poetico. Reale e ruvido. Bellissimo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
AGT (10-11-2010) Straordinario,essenziale,completo,un raro esempio di perfezione letteraria.Una giornata,una vita di un uomo solo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Falco (10-05-2010) Un autore che non conoscevo e che ora ascrivo a quelli che non si possono dimenticare. Un autore con una scrittura asciutta, intelligente e affilata. Un libro doloroso e coinvolgente. Non ho visto il film e non lo vedrò. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ladybrett (08-05-2010) è a buon titolo da inserire tra i classici e tra quelli da leggere più di una volta. un dipinto senza sbavature, asciutto ma poetico con momenti di empatia elevatissima e sino a dialoghi di una ruvidità che sarebbe piaciuta ad hemingway. questo autore è assolutamente da evidenziare, ingiustificabile la sua poca diffusione sino ad ora dalle nostre parti. da recuperare e completare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
camilla (07-03-2010) Alla morte di Isherwood (86?) vennero pubblicati molti dei suoi bellissimi romanzi (10). quell'estate di tanti anni fa , dopo aver letto "Il signor Norris se ne va" lessi tutti gli altri, "Addio a Berlino" (ne fu tratto il film Cabaret?), la violetta del prater e altri. Un modo di scrivere nuovissimo per noi italiani, uno sguardo impressionista sulla realtà, una tensione intellettuale e fisica degna di un grandissimo autore. E la California di allora, più tollerante dell'europa del dopoguerra ma ancora difficile e tuttavia nuova e calda, accogliente,adatta a vivere "nascosti". I romanzi ambientati in europa, con nazismo incombente sono magnifici. Diversi ma altrettanto straordinari quelli californiani. Un mondo, il mondo di Christopher, con i suoi amici, spesso grandi poeti, grandi artisti come Auden, Bacardi ecc. L'uomo solo ha pagine di inarrivabile perfezione. (La cena da Charlotte, l'ultima notte di George) Uno scrittore da conoscere bene, originale e grande. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
claudio (09-02-2010) Non ho visto il film, ma avevo letto delle buone recensioni, che confermo. Si tratta della giornata particolare di un professore universitario inglese, da anni residente a Los Angeles: gay, convivente fino a poco tempo prima con Jim, morto in un incidente stradale.
Solo, ha pochi rapporti con i colleghi e anche con i suoi studenti non fila un granchè, ad eccezione di uno. Ha poi una forte amicizia con una vicina di casa, assillata anche lei da mille problemi.
Molto ben scritto, triste se vogliamo.
Altra scoperta di Adelphi in quanto il libro ha più di quarant'anni Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mario maderonzi@vodafone.it (17-01-2010) Finalmente e grazie al bel film di Tom Ford, viene ripubblicato questo piccolo libro di C. Isherwood. Dolorosamente bello, intenso e senza tempo nei contenuti, poiché il senso di perdita per la persona amata, d'estraneità verso tutto ciò che ci circonda,compreso verso il proprio sè, non conosce sesso, tempo e luogo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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