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Márai Sándor - Il sangue di san Gennaro |
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Titolo | Il sangue di san Gennaro |
| Autore | Márai Sándor | Prezzo Sconto 15%
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€ 16,15
(Prezzo di copertina € 19,00 Risparmio € 2,85)
|  | | Dati | 2010, 346 p., brossura | | Curatore | Sciacovelli A. D. |
| Editore | Adelphi
(collana Biblioteca Adelphi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| "A Pasqualino, perché aveva sei anni e ogni mattina portava giù l'immondizia, al pescatore monco, perché ammansiva il mare, a santo Strato, perché proteggeva il palazzo e i malati": a loro Màrai dedica il suo "romanzo napoletano", ambientato nella città dove visse dal '48 al '52, prima di partire per gli Stati Uniti. A formare il vasto coro, lacero e sgargiante, che commenta la vicenda intorno a cui è costruito il libro sono gli uomini, le donne e i bambini della città, con la loro miseria, il loro lerciume, la loro fatica di vivere e il loro orgoglio ancestrale di aristocratici; e le interminabili chiacchiere, le liti che scoppiano furibonde, teatrali, ritualizzate, da una finestra all'altra, i lutti non meno teatrali e urlati, i santi arcigni e polverosi dentro le teche di vetro - con la loro umanità piagata e ghignante. Un intero popolo che, fra tutte le possibilità, crede che "la più verosimile" sia il miracolo. Un giorno, dalle parti di Capo Posillipo, vanno ad abitare due stranieri, un uomo e una donna (inglesi? polacchi?): displaced persons, così li definiscono le autorità, profughi. Anche loro, almeno per un po', crederanno che lì possa avvenire il miracolo. Ma durante una violenta tromba d'aria si verificherà un evento che avrà il senso di una delusione assoluta, di una sconfitta inappellabile, poiché sancirà l'impossibilità di credere che ci sia un futuro per chi, in quanto esule, ha perso la propria identità.
Media Voto: 4.6 / 5Sandy (25-10-2011) Delicato e struggente. Di fascino e bellezza, a parere di chi scrive, più che superiore all'acclamato "Le Braci" (stesso editore). Le descrizioni su Napoli ed i suoi abitanti sono autentiche pennellate di realismo lirico. I contenuti della storia - la disperata ricerca da parte di un esule della propria identità che poi non è mai tanto diversa da quella di tutti gli altri abitanti del mondo - trasportano e coinvolgono il lettore in un ventaglio di considerazioni intimamente profonde; e facilmente condivisibili. La scrittura s'impone in una meravigliosa cascata di parole che pur nella sofisticatezza del linguaggio resta sempre di facile fruizione. Un grande, strepitoso Márai Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luciano lucibonaccorso@hotmail.com (16-03-2011) Libro complicato, di difficile lettera ma che col passare delle pagine ti prende e ti entra dentro. Al di là della scrittura, sempre sontuosa e mirabile, di questo scrittore, al di là dei luoghi e dei paesaggi che evoca e della grande umanità del popolo napoletano che traspare da ogni pagina, colpisce la profonda riflessione sulla vita e sull'individuo.
Siamo cittadini del mondo, ma spesso ci sentiamo stranieri, non perchè immigrati o di passaggio, ma perchè abbiamo perso il senso dello stare insieme, il senso del nostro vivere e niente ci salverà, neanche il sogno di trovare qualche eden nascosto o paese ospitale dove concludere la nostra vita. Neanche l'impossibile miracolo che potrebbe salvarci, in quanto è gà un iracolo vivere al mondo d'oggi Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Andrea Godone (17-01-2011) Sole e vento. Una Napoli dove gli uomini trattano in ogni momento con la natura, con Dio e son i Suoi Santi per sopravvivere.
Due stranieri, un uomo ed una donna, che il tempo ha progressivamente spogliato di tutto, anche dell'identità.
Una missione: la redenzione.
Una redenzione che l'uomo sa di poter realizzare soltanto attraverso il sacrificio di tutto ciò che possiede: sentimenti, umanità, sino alla perdita della sua stessa vita.
Purchè - in qualche modo - la Sua memoria perduri, si liquefaccia, come il sangue del Santo.
Imperdibile dipinto di un sentimento religioso che aderisce ai muri delle case, un misto di tradizione, superstizione e memoria, come uno strato di pittura qua e la' corroso dal tempo, ma sempre riconoscibile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
silvia (12-01-2011) Sofisticato questo libro,come tutti i romanzi di Marai. Insolito e profondo, indaga sentimenti e situazioni in modo spietato ma (o "e"?) umano. la prima parte è un affresco affascinante, dai colori e dai profumi reali, dipinto con ironia sprsso amara. La seconda parte consta di tanti monologhi che cercano di descrivere il protagonista, che sfugge, però, a qualunqe definizione. La verità, si sa, non è mai una sola. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
patrizia (25-11-2010) Una folla variopinta di personaggi autentici, poveri e affamati, ma orgogliosi e fieri. Una terra immersa nella miseria e nella sporcizia, ma nobile e saggia, forte del suo passato glorioso, plasmata da antiche civiltà e illustri domini, che l'hanno resa generosa, solidale, tollerante verso i tanti profughi ed esuli che in essa hanno trovato non solo un rifugio ma una nuova patria. E poi i profumi , i colori ed il mare che con il suo sciabordio lento e pacifico, mai minaccioso, accarezza le rive e gli animi.
La povertà, la malattia, la fame non sono mai disperazione, perchè esiste sempre la speranza del "miracolo". Il "miracolo" che non ha nè connotati precisi, nè certi ed individuabili esecutori. E non importa se esso avverrà per opera di uno dei mille santi che giacciono addormentati nelle teche polverose o grazie ad un nuovo sistema che promette giustizia sociale, o che arrivi da un continente lontano o, addirittura, tramite una "redenzione" prima individuale e poi collettiva, l'importante è crederci e sperare. Così Marai,con il linguaggio che gli è proprio, ci racconta Napoli, città in cui ha vissuto dal 1948 al '52
Seguono poi monologhi serrati ed incalzanti che, in crescendo, affrontano tematiche e questioni care allo scrittore. La sua profonda avversione verso tutti i regimi totalitari, verso tutto ciò che porta alla massificazione e alla omologazione, alla perdita inevitabile della coscienza individuale. La figura dell'intellettuale, dell'esule, che pur di non scendere a patti con un sistema politico che lo vuole succube ed allineato e che trasforma il destino individuale in fatalismo, preferisce allontanarsi da tutto ciiò che gli è più caro, spogliandosi di ogni identità , che sia anche quella ultima di un accento su un cognome. Un libro di ampio respiro, carico di contenuti, denso di emozioni. Da non perdere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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