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Malaparte Curzio - La pelle |
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Titolo | La pelle |
| Autore | Malaparte Curzio | Prezzo Sconto 15%
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€ 17,00
(Prezzo di copertina € 20,00 Risparmio € 3,00)
|  | | Dati | 2010, 379 p., brossura | | Curatore | Guagni C.; Pinotti G. |
| Editore | Adelphi
(collana Fabula) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Una terribile peste dilaga a Napoli dal giorno in cui, nell'ottobre del 1943, gli eserciti alleati vi sono entrati come liberatori: una peste che corrompe non il corpo ma l'anima. Trasformata in un inferno di abiezione, la città offre visioni di un osceno, straziante orrore: la ragazza che in un tugurio, aprendo "lentamente la rosea e nera tenaglia delle gambe", lascia che i soldati, per un dollaro, verifichino la sua verginità; le "parrucche" bionde o ruggine o tizianesche di cui donne con i capelli ossigenati e la pelle bianca di cipria si coprono il pube, perché "Negroes like blondes"; i bambini seminudi e pieni di terrore che megere dal viso incrostato di belletto vendono ai soldati marocchini, dimentiche del fatto che a Napoli i bambini sono la sola cosa sacra. La peste è nella mano pietosa e fraterna dei liberatori, nella loro incapacità di scorgere le forze misteriose e oscure che a Napoli governano gli uomini e i fatti della vita, nella loro convinzione che un popolo vinto non possa che essere un popolo di colpevoli. Null'altro rimane allora se non la lotta per salvare la pelle: non l'anima, come un tempo, o l'onore, la libertà, la giustizia, ma la "schifosa pelle". E, forse, la pietà: quella che in uno dei capitoli di questo romanzo spinge Consuelo Caracciolo a denudarsi per rivestire del suo abito di raso, delle calze, degli scarpini di seta la giovane del Pallonetto morta in un bombardamento, trasformandola in Principessa delle Fate o in una statua della Madonna.
marco pierucci (29-09-2011) Al di là dell'esperienza "viscerale" che ha dato luogo alla scrittura de "La Pelle" e che ci viene restituita come tale (non può lasciare, infatti, indifferenti la sua lettura ed essa sollecita il pensiero ed i visceri in un corto circuito emozionale) ciò che rappresenta il cuore del libro è la constatazione attualissima e profetica della fine della dignità di un popolo a causa della perdita di valore dell'anima. Malaparte afferma in modo incredibilmente lucido e profetico per i giorni nostri che quando un essere umano o un intero popolo si riducono a lottare solo per la sopravvivenza della loro pelle (quella fisicamante distesa sul nostro corpo) perdendo di vista il valore dell'anima allora tutto può accadere, anche che le madri vendano i loro figli prostituendoli ai soldati di un popolo liberatore per un pacchetto di sigarette o tre chili di pane. Tutto questo perchè l'unica cosa rimasta da salvare non è più l'anima, per la quale si è pronti a rinunciare a tutto fino al sacrificio di se stessi e dei propri figli, ma la propria vita materiale pur se ridotta ad un esserci senza più alcuna dignità. Solo il desiderio di salvare l'anima può salvare la dignità e la guerra, o quello che ne segue che può essere anche peggio, non è altro che una forte "occasione" per mettere alla prova e a nudo i valori che ancora tengono in piedi una civiltà.
E la domanda che sorge è: come reagiremmo noi oggi ad una prova così forte? Malaparte non ha dubbi ed afferma che un giorno i nostri figli saranno venduti per molto meno che per la salvezza della pelle (forse per la salvezza dei nostri "vizi" di società degradata?). Da brivido. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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