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Niffoi Salvatore - Il lago dei sogni |
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Titolo | Il lago dei sogni |
| Autore | Niffoi Salvatore | Prezzo Sconto 15%
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€ 15,30
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 2,70)
|  | | Dati | 2011, 155 p., brossura |
| Editore | Adelphi
(collana Fabula) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| "La volta che Itria Panedda Nilis riprese a sognare era un pomeriggio di fine estate, con un sole che rosolava le carni e spaccava le pietre". A Melagravida i sogni se n'erano andati dopo una scossa di terremoto, "inseguiti dall'alito caldo della terra che si apriva come una melagrana". Ma quel giorno Itria Nilis - "conosciuta col nomignolo di Panedda per via delle sue carni morbide e bianche come il latte appena quagliato", e da un anno vedova inconsolabile - si era sentita come accesa da un fuoco, ed era corsa verso l'ovile del capraio Martine. Lui, quel fuoco che Itria aveva addosso, gliel'aveva spento volentieri - ma l'aveva pagata cara. E questo accadeva sulle rive del lago di Locorio - dove da allora hanno cominciato a verificarsi fatti assai strani. Il parroco ha un bel sostenere che non c'è nessun mistero, che è solo opera del Maligno: tutti lo sanno, anche se pochi hanno visto Itria Panedda "che si spoglia, canta e vola sopra le acque del lago". Così comincia questo romanzo di Salvatore Niffoi, che ancora una volta, sin dalle prime pagine, immerge il lettore in un'atmosfera magica e insieme concretissima, in cui la vita quotidiana di un paesino della Barbagia (fatta di fatica e di dolore, di miseria e di ferocia) si illumina di visioni in cui compaiono il diavolo e i morti ammazzati, ma anche madonne "con le tette grosse e dure, labbra alabastrine e capelli di seta" - e, sull'altare maggiore di un santuario abbandonato, finanche un dipinto raffigurante un grosso ragno.
6 recensioni presenti. Media Voto: 2.66 / 5patrizia balit p.balit@tiscali.it (18-05-2012) Perfetta la copertina della Adelphi, un quadro di Munch che raffigura una donna dai lunghi capelli rossi colta di spalle come la Itria Panedda.
La narrazione scorre in puro stile Niffoi, ormai diventato un linguaggio a sè. A differenza delle altre opere, non è facile "entrare" in questa storia, anzi, il lettore suo malgrado rimane incastrato nel ruolo freddo di osservatore. La storia vive di contatto cui subentra un contrasto, dove un sentimento d'amore, un odio forte. Su tutto, campeggia la solitudine di ciascuno, sia voluta, sia indotta e subìta, ma nera ed inquietante. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
fabien (13-10-2011) Il racconto ha troppo dell'onirico e tende, soprattutto nella seconda parte, a diventare noioso. Quasi il Niffoi si sia forzato per dare un finale apprezzabile e positivo alla sua opera.
Certo che Panedda è personaggio che per nulla somiglia alla tragica Mintonia: non ne ha la caratura.
La morte dei responsabili dell'assassinio del capraro, si appalesa grottesca e quasi comica.
Voto basso: 1/2 Voto: 2 / 5 |  |  |  |
chiara (03-10-2011) Sono perfettamente d'accordo con Diego. Per un buon tratto il libro è all'altezza dell'Autore. Ci sono le sue atmosfere che ricordano il realismo magico sudamericano, i suoi affreschi di vita contadina che pure riflettono una cultura e una civiltà millenarie. Poi tutto si sfilaccia, in un finale di una banalità inattesa. Peccato, andava tutto così bene! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Diego (27-07-2011) Per i primi 3/4 il libro è piacevole, a tratti affascinante, i personaggi hanno piglio feroce e sanguigno, tipico di un paese isolato e isolano. Poi però la trama diventa incredibile, grottesca in maniera forzata. Come in un brutto film horror quando, per tenere alta la tensione, il sangue comincia a scaturire a fiumi tutti si accorgono che è salsa di pomodoro... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
marcello marcello.bezzi@uniroma1.it (03-04-2011) Diversamente da Onorio questa breve elegia fantastica nella quale il sogno sopravvive alla durezza primitiva barbaricina mi ha affascinato. Il mondo di Niffoi è questo, può piacere,può apparire ripetitivo e può stufare ma il messaggio arriva sempre condito di durezze primordiali, ma anche da aneliti moderni. Dipende dall'accoglienza d'animo del lettore e dalla pazienza che si ha ad... assaporare. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
onorio (09-03-2011) Niffoi è andato una volta da giovane a Macondo e non è più tornato a casa. Ogni tanto riesce a essere quasi sudamericano. Ciò che dà fastidio è che Niffoi per primo e tanti lettori e non pochi critici lo ritengano sardo genuino in ogni sillaba del suo scrivere. Il suo primo libro si gode. Il secondo incomincia a subirsi. Il terzo stanca. Ciò spiega anche che trovi sempre qualcuno che rimane colpito. Al mondo ci sono colpe peggiori. E anche libri peggiori di questo suo ultimo, per il quale speravo ancora in qualche miracolo delle sue metafore. Non so se sarò tenace quanto lui, l'Adelphi e il mercato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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