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Ceronetti Guido - In un amore felice |
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Titolo | In un amore felice |
| Autore | Ceronetti Guido | Prezzo Sconto 15%
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€ 16,15
(Prezzo di copertina € 19,00 Risparmio € 2,85)
|  | | Dati | 2011, 312 p., brossura |
| Editore | Adelphi
(collana Fabula) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| In quella partitura frammentaria per pianola meccanica che si può considerare l'opera di Guido Ceronetti, la parola amore era stata fin qui accostata a ogni genere di condizione della mente e del corpo, tranne forse al più improbabile di tutti: la felicità. E finalmente cominciamo a intuire perché. Se infatti le filosofie, le religioni e ogni altra forma di sapienza si affannano a smentire anche solo la possibilità statistica di una congiunzione del genere, nell'universo del romanzo qualcosa come un amore felice, sostiene Ceronetti, può invece esistere. Anche se ha come quinta il contesto meno propizio, una città notturna e sinistra. Anche se i suoi due protagonisti - un vecchio fotografo di guerra piegato dagli anni e dai dolori, Aris, e una donna molto più giovane ma altrettanto segnata, Ada - non sembrano adatti per la parte. E anche se contro il loro pericolante nirvana, per ragioni che sarebbe inopportuno svelare, cospira addirittura una razza di insetti alieni, che minaccia i cieli di tutte le città del mondo. Fin qui, nessun lettore era in grado di prevedere con esattezza in quali abissi del pensiero un aforisma di Ceronetti, anche il più innocente, lo avrebbe condotto. Ora, invece, nessun lettore riuscirebbe a immaginare dove lo condurrà il racconto dell'unica felicità che alla nostra specie sia dato toccare.
Media Voto: 4.66 / 5Francesco Pullia (18-07-2011) Il quasi ottantaquattrenne Ceronetti non tradisce l'attesa, scrivendo un'opera, come suo solito, geniale, spiazzante, completamente fuori dagli schemi. La vicenda in cui, come in una spirale, siamo risucchiati, scorre su un duplice binario, storico e fantascientifico, facendo perno sull'amore tra Aris (Aristide Bonovici), settantacinquenne fotoreporter claudicante "tambureggiato dai mazzuoli della vita", e la giovanissima Ada-Nanda-Nada, veggente tormentata da un infanticidio commesso in Inghilterra. Siamo alla fine degli anni Cinquanta, nel pieno della guerra fredda. In questo contesto si calano presenze "aliene", insetti mostruosi composti di antimateria cellulare, enormi farfalle capaci di materializzarsi e smaterializzarsi, di apparire e sparire "secondo codici di segnali di provenienza ignota", oggetti volanti non identificati, biblici carri di fuoco, entità appartenenti ad altri mondi che minacciano il pianeta e si fanno artefici di rapimenti e violenze (abduction) a sfondo sessuale. E' il male che incombe assumendo parvenze desuete, un male che fa leva sul dolore insito nella natura umana e può essere, temporaneamente, placato. Ci si trova immersi in una trama in cui realtà ed irrealtà, verità storica e improbabile, si mescolano con foga allucinatoria. E' una girandola in cui s'intrecciano visionari, angeli biblici decaduti posseduti dall'angoscia di non potere "trasmettere forme", politici, artisti, pontefici, presidenti statunitensi, scrittori come Céline, poetesse come Ingeborg Bachmann, scienziati anomali come Nikola Tesla (1856-1943), il fisico e inventore che studiò l'elettromagnetismo e un'arma ad energia diretta chiamata "raggio della pace" o "raggio della morte". In questo libro, Ceronetti ha interpretato il mondo in modo tale da ferirne "la conformità", dissacrando i luoghi comuni per restituire l'arcano e l'imponderabile alla vita. L'amore, in fondo, come l'autore ci suggerisce, per essere felice deve pagare il suo debito alla tenebra. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alessandro festa (25-05-2011) Un incanto questo, ultimo regalo del grande Ceronetti, che rivisita con originalità e sapienza il mito degli Iperborei. Certo, c'è sorpresa all'inizio come, un romanzo da uno che ha sempre praticato terre impervie e accidentate, pietraie dell'aforisma e del verso arso dal sole o dalla notte. Poi lo leggi, e ti accorgi che c'è tutto ciò che ti aspetti, e anche di più. C'è di più un senso di tenerezza e di innocenza per il quale durante la traversata del deserto non c'è forse molto posto, ma che diventa naturale per un'anima che può ora voltarsi a misurare con lo sguardo il cammino percorso. Alcune ingenuità formali e lessicali non fanno che confermare questa impressione, dando inoltre un'impronta molto personale alla narrazione. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Huysmans dirigatur@gmail.com (09-05-2011) Forse il più bel libro di Guido... Ma siamo siamo sicuri che sia un libro, un semplice libro? Forse la "mappa di un tesoro trovabilissimo"... forse "un messaggio chiarissimo da affidare ad un pennuto viaggiatore"... forse una "preghiera notturna, potentissima e solitaria". Chissà cosa avrebbe pensato di queste pagine Elémire Zolla... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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