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Simenon Georges - L' assassino |
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Titolo | L' assassino |
| Autore | Simenon Georges | Prezzo Sconto 15%
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€ 13,60
(Prezzo di copertina € 16,00 Risparmio € 2,40)
|  | | Dati | 2011, 153 p., brossura | | Traduttore | Fontana R. |
| Editore | Adelphi
(collana Biblioteca Adelphi) |
| | Disponibile anche in ebook a € 10,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Il primo martedì di gennaio il dottor Hans Kuperus lascia Sneek, il paesino della Frisia in cui vive, e si reca ad Amsterdam, come tutti i primi martedì del mese. Questa volta, però, non partecipa alla riunione dell'Associazione di Biologia, né va a pranzo dalla cognata. Compra una rivoltella, se la mette in tasca, riprende il treno, poi il traghetto che attraversa lo Zuydersee, poi un altro treno. Solo che, prima di arrivare a Sneek, il convoglio rallenta e si ferma. Allora il dottor Kuperus agisce quasi senza riflettere: scende e si avvia, camminando nella neve, verso il bungalow in riva al lago dove (come ha appreso da una lettera anonima) troverà la moglie in compagnia del suo amante. Tutto avviene molto rapidamente: quando i due escono, Kuperus li uccide e getta i corpi nel lago. Dopodiché, come ogni sera, raggiunge al caffè i membri dell'Accademia di Biliardo. Di quella istituzione, che accoglie tutti i notabili del luogo, Kuperus sogna da tempo di essere eletto presidente: ma forse ora potrà riuscirci, perché il presidente in carica (il conte Shutter, l'uomo più ricco del paese, quello che ha la casa più bella, la barca più bella, le donne più belle, anche sposate) giace in fondo al lago, decisamente morto. A casa, dopo, Hans Kuperus farà una cosa che aveva a lungo desiderato: si porterà a letto Neel, la florida domestica. Così comincia questo romanzo, in cui Simenon segue la discesa nell'abisso di uno dei suoi eroi più tipici: uno di quelli che osano "passare la linea" - e ne pagano il prezzo.
12 recensioni presenti. Media Voto: 4.58 / 5Luciano (05-03-2012) E' finora il più bel romanzo di Simenon che ho letto: asciutto, stringato, povero di aggettivi. Però secondo me la fine lascia un po' insoddisfatti perché la situazione resta nel vago, nell'indeterminato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maurizio (04-01-2012) una piccola parentesi, ma chi trova un romanzo bellissimo e vota 3/5 non lo comprendo. Detto ciò dal mio osservatorio questo libro è un capolavoro, quindi 5/5 Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lorenzo_pallacorda (03-01-2012) Simenon conosceva molto bene la società del suo tempo, e conosceva ancora meglio gli uomini! Ennesima riprova ne è questo romanzo intenso, dalle atmosfere avvolgenti e dense. Simenon riesce a farmi raggiungere una quasi totale astrazione dalla realtà e in certi momenti sembra di essere veramente lungo le strade del paesino olandese. Dio benedica l'Adelphi che ci regala questi capolavori! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco Giorgetti (02-01-2012) Davvero ben costruito e sviluppato nella sua brevità, questo libro mi ha colpito per la totale mancanza di pietas nei confronti di Hans Kuperus da parte dei suoi concittadini.
Malgrado l'atto commesso dal primo, gli spietati risultano questi ultimi.
Sapiente anche la descrizione del (patologico) processo mentale che si sviluppa nell'intimo del protagonista e molto credibile l'autoanalisi che giunge a fare di se stesso.
Buone le descrizioni degli ambienti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gianni (24-11-2011) Lo ammetto: non sono un gran conoscitore di Simenon. Questo racconto, però, è bellissimo. La vicenda criminale è puramente marginale ma la descrizione del bigottismo e dell'ipocrisia della campagna frisona è strepitosa. Un racconto fosco in un clima fosco tra persone chiuse e false, tutte. Un uomo che passa il segno del tran tran di una vita "felice" ma modesta sotto il profilo degli stimoli sociale e culturali. Questo segno non è solo rappresentato dal delitto (non svelo nulla visto che tutto succede nelle prime pagine) ma da una serie di gesti di rottura con la sua classe sociale e le consuetudine perbeniste. Nessuna assoluzione per l'assassino ma una condanna senza pietà per l'ambiente della provincia olandese. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
fabien arkelios2006@yahoo.it (19-11-2011) il migliore Simenon si esprime, a mio avviso,nei romanzi che non hanno la presenza di Maigret.Ed anche qui,come in altri tipo "tre camere Manhattan,lo scrittore belga ci fa conoscere,in maniera potente ed espressiva,il suo assassino:un medico tradito da una moglie(peraltro non avvenente)
La storia potrebbe avvenire od essere accaduta in qualsiasi epoca,in qualunque paese.
Pregevole la traduzione italiana ma,in lingua originale il romanzo ha un fascino aggiuntivo.
fabien Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo F. (17-10-2011) Una delle chicche cui ormai ci hanno abituato Simenon (e l'Adelphi con le sue riproposizioni). Un delitto, le debolezze e la coscienza di chi lo commette, la reazione omertosa, ipocrita e crudele della società. Stile asciutto: gelido come il tema che affronta. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
marco (05-10-2011) Non amo accodarmi alla massa, ma non posso disconoscere la bontà di questro libro che evidenzia ancora una volta(laddove ce ne fosse bisogno) la maestria d Simenon ne descrivere personaggi senza confini cronologici. L'ambientazione olandese, peraltro splendida, può forse essere collocata cronologicamente ma i sentimenti del protagonista è possibile ritrvarli anche in un personaggio di oggi con le sue angosce e i suoi drammi introspettivi. Un "noir" nel senso più classico del termine, un vero capolavoro!!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
emanuela (03-10-2011) Un altro bellissimo Simenon, grazie Adelphi. Ancora una volta la narrazione abilissima di un vuoto, di un nulla. In fondo il dottor Kuperus deve chiarire prima di tutto a se stesso il perchè del suo essere assassino e questa discesa negli abissi del sè è magistrale nella scrittura sobria e tagliente di Simenon. Tutto è niente, tutto è solo vanità, nient'altro che vanità e convenzione e nulla ha davvero senso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Aster (25-08-2011) "L'assassino" e' un noir intrigante e sensuale, ennesima riconferma di quanto sia attuale la scrittura di Simenon, sia nel linguaggio, diretto e senza falsi pudori, che nei contenuti narrativi. E cosi', al di la' della cornice storica datata, ritroviamo il protagonista, un uomo come tanti - allora come oggi - fragile e insicuro, che vive riparato dietro un paravento di convenzioni e regole sociali. Una realta' fittizia che tentera' di ripudiare con il rabbioso disprezzo di chi si sente tradito, dando libero sfogo alle pulsioni represse, ma al di fuori della quale si sa che non riuscira' a sopravvivere perche' da essa dipende la sua stessa identita'. E per tornare all'attualita' di Simenon, certo conoscitore dell'animo umano, quanti, oggi come allora, ritroviamo a vivere in espressa funzione del riconoscimento sociale, reprimendo i propri intimi desideri? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
claudio (19-07-2011) Ennesima "scoperta" di Simenon su Adelphi. Questa volta si tratta di un romanzo ambientato in Olanda, scritto prima della guerra. Il protagonista -l'assassino- è uno stimato medico di una cittadina, dove fa parte di un circolo del biliardo, il miglior circolo della città. Presidente è un conte, uno che dalla vita ha tutto. Ad un certo punto il nostro protagonista riceve una lettera anonima che accusa di adulterio la moglie, proprio con il conte.
Il medico, un grandissimo abitudinario, li uccide entrambi. Tornato a casa, la prima cosa che fa è portarrsi a letto la serva, Neel, obbligandola poi ad andare a letto con lui continuamente. Da qui c'è la caduta verticale del medico, anche se ufficialmente nessuno lo accusa di niente, ma tutta la città lo ritiene l'assassino.
Da questo punto di vista Simenon ritrae splendidamente una cittadina di provincia, con i suoi vari personaggi, tutti sepolcri imbiancati; ne esce che alla fine il meno peggio è proprio il dottore.
Non gli ho dato il massimo dei voti, come a quasi tutti i precedenti di Simenon, per il clima fosco che ha narrato, anche se bisogna riconoscere che l'ha trattato in maniera eccezionale, proprio da Simenon. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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