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Malaparte Curzio - Tecnica del colpo di Stato |
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Titolo | Tecnica del colpo di Stato |
| Autore | Malaparte Curzio | Prezzo Sconto 15%
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€ 11,90
(Prezzo di copertina € 14,00 Risparmio € 2,10)
|  | | Dati | 2011, 270 p., brossura |
| Editore | Adelphi
(collana Biblioteca Adelphi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Uscito per la prima volta in Francia nel 1931 grazie alla mediazione di Daniel Halévy (e in Italia solo nel 1948), immediatamente commentato da Trockij, bruciato dai nazisti sulla piazza di Lipsia e costato al suo autore l'arresto e il confino a Lipari per "manifestazioni di antifascismo compiute all'estero", "Tecnica del colpo di Stato", spieiata dissezione delle varie tipologie di golpe e delle loro costanti, viene subito avversato da tutti. Sta di fatto che ancor oggi lo si legge d'un fiato: non solo per l'"attualità" della sua analisi di ingegneria politica, ma soprattutto per lo stile, insieme icastico e concitato, geometrico e visionario, dove Malaparte sembra assumere le cadenze di un allievo di Tacito. Stile che risalta in tutte le sequenze su trionfi e fallimenti del golpismo classico, a partire dalla violenta "campagna di stampa" con cui Cicerone smaschera la congiura di Catilina, ma che tocca l'acme nelle ricostruzioni dei colpi di Stato dei primi decenni del secolo scorso, come nelle pagine sulla imminente rivoluzione a Pietrogrado, con le "dense nuvole nere sulle officine di Putilow" cui si contrappone la nebbia rossastra del sobborgo di Wiborg dove si nasconde Lenin. E nella parte finale spiccano, ritratti con rara vividezza, i volti e le psicologie degli autocrati a capo dei vari totalitarismi: Stalin, Mussolini e Hitler.
Gianni (24-11-2011) Recentemente ripubblicato, è il testo che fece perseguitare Malaparte dal fascismo, lo fece odiare dal nazismo e gli riservò l'attenzione di Trockij. Una lucida e sferzante ricostruzione storica delle più famose prese di potere dal 18 Brumaio di Napoleone, alla presa del Palazzo d'inverno, alla rivoluzione fascista fino alla crescita del nazismo. Per l'autore c'è un'enorme differenza tra moto rivoluzionario e tecnicalità della presa violenta del potere. Il libro esce nel 1931, prima della definitiva vittoria di Hitler e delle purghe staliniane, ed è dunque un manifesto politico su quegli anni di turbolenza ed instabilità in tutta Europa. Malaparte contesta la nota convinzione leninista sulla rivoluzione a determinate condizioni economiche e sociali per privilegiare invece la conquista dello Stato attraverso l'organizzazione di piccoli gruppi ed il controllo di alcune precise risorse. Descrive, inoltre, il rapporto necessario da instaurare nei confronti delle organizzazioni di massa, soprattutto i sindacati che, all'avvicinarsi della crisi tenderebbero normalmente a difendere l'ordine costituito (nella Russia di Kerensky come nell'Italia del biennio rosso). È un libro di storia. Datato ma preciso e scritto da un testimone diretto di quegli eventi. Analizza e disseziona i comportamenti di coloro che chiama i "catilinari", coloro che cercano di conquistare il potere con la forza, a volte illudendosi (Hitler e Napoleone p.e.) di poterlo fare per le vie parlamentari e della democrazia. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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