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Naipaul Vidiadhar S. - I mimi |
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Titolo | I mimi |
| Autore | Naipaul Vidiadhar S. | Prezzo Sconto 15%
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€ 21,25 
(Prezzo di copertina € 25,00 Risparmio € 3,75)
|  | | Dati | 2011, 322 p., brossura | | Traduttore | Gattei V. |
| Editore | Adelphi
(collana Fabula) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Singh, giovane coloniale di origine indiana, lascia alla fine della seconda guerra mondiale la nativa Isabella, isola incastonata nello smalto turchese dei Caraibi, per andare a studiare a Londra, da cui, al termine dei corsi universitari, ripartirà con una moglie bianca e una valigia piena delle schegge dei suoi sogni. Tornato a casa, e diventato un imprenditore di successo, Singh decide di entrare in politica in un momento cruciale per la sua piccola patria, da poco avviata verso l'indipendenza. Ma, mentre è di nuovo a Londra per chiedere sussidi finanziari e aiuto politico alla ex potenza coloniale, i compagni di partito approfitteranno della sua assenza per escluderlo dal potere. A Singh, condannato a un duplice fallimento, non resta che fuggire i miasmi della sua terra, contaminata fin nell'essenza, per ritirarsi in un piccolo albergo alla periferia della metropoli inglese, dove si dedicherà alla stesura delle sue memorie, riflettendo sull'ominoso destino cui il cittadino coloniale pare votato. E giungerà all'inquietante quanto amara conclusione che il coloniale può soltanto rassegnarsi a essere una copia sfocata del colonizzatore: i mimi del Terzo Mondo sono condannati a perpetuare, in una tragica parodia, gesti non loro e a patire fino in fondo i tormenti di un morbo immedicabile - quello della marginalità.
ant lomell@libero.it (31-03-2012) Un libro edito per la prima volta negli anni '60, riproposto da Adelphi ultimamente.
Il perno su cui si basa questo romanzo è l'integrazione in luoghi non d'origine.
La trama: con l'occho disincantato di chi ha già vissuto e metabolizzato gran parte della sua vita, il protagonista Singh scrive le sue memorie ospite di un modesto albergo della periferia londinese.
L'autore attraverso i ricordi di Singh fa spaziare il lettore dai Caraibi(precisamente si parla dell'isola "Isabella") alla Gran Bretagna , passando anche x l'India.
Le esperienze raccontate dal protagonista , così come accennato nell'incipit della recensione, riguardano principalmente tutta una gamma di sensazioni diverse che prova chi deve, per motivi vari ,andare a vivere in terre lontane dalla propria nazione d'origine.
Senza dilungarmi troppo volevo segnalare le pagine che mi hanno colpito di più: 1)Innanzitutto quando a Londra Singh,che ricordo di origine caraibica con genitori indiani, vede x la prima volta la neve 2)Il ritorno di Singh a Isabella con la laurea e con una moglie inglese, nonostante quest'aura da uomo realizzato sotto tutti i punti di vista (professionale e sentimentale)...non riesce ad essere mai completamente felice.
Sarebbero ancora tanti i punti da sviscerare, ma lascio al gusto e alla curiosità di chi vorrà leggere il testo la scoperta di tante pagine toccanti.
Concludo questa recensione lasciando la mia ultima impressione: in questo testo ci sono spunti anche filosofico-religiosi, infatti addirittura il protagonista, ricordo con genitori indiani, raggiunge i 4 stadi della vita della religione indù detti anche ashram.
Nonostante una vita vissuta intensamente da parte del protagonista, quello che emerge su tutto da queste pagine è sempre una certa marginalità e un senso di incompiuto, quell'essere né carne né pesce "purtroppo" a volte tipico degli emigranti.
Bel libro x riflettere e sognare Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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