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Malavolti Vincenzo - La guerra del partigiano Enrico | Enrico, contadino nell'animo ma soldato nei Balcani in una guerra non sua e dai contorni oscuri, voluta dall'imperialismo fascista, nella confusione succeduta all'8 settembre 1943, riuscirà in maniera rocambolesca e avventurosa a tornare a casa fra le colline della sua Romagna. In una scelta di campo già concepita durante la fuga dalla Yugoslavia, dovrà affrontare una nuova guerra, la sua guerra da partigiano. Sotto la guida del comandante Paolo, in un conflitto in fondo amaro che combatterà senza odio per il nemico, riuscirà a cancellare i fantasmi del suo passato, anche grazie all'amicizia con George, ufficiale del dimenticato esercito di Popsky, e all'amore di Elettra, sua giovane compagna e combattente.
12 recensioni presenti. Media Voto: 4.08 / 5diego nastelli (09-10-2009) Per me è bellissimo! Lo consiglio a molti studenti che ignorano la storia!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
claudio (12-06-2008) Molto bello! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fabrizio (07-02-2008) Bel libro, toccante, sincero, non fazioso, scritto come un diario e per questo ancora più interessante, sopratutto per le generazioni moderne, molto ignoranti su quanto realmente successe negli anni qui narrati. Lo stile è secco, sicuramente non lezioso, ma penso fosse necessario per un racconto del genere. E' a metà strada fra una specie di neorealismo italico postebellico ed il ritmo del romanzo d'azione o di guerra, per cui non condivido assolutamente la stroncatura critica, astiosa e negativa che leggo qui sotto, a firma Amedeo. Lo ritengo assolutamente consigliabile e da leggere, a tutte le età! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
asia (11-01-2007) Un bel romanzo, pulito, scritto bene, nuovo e antico, ma sopratuttomolto reale e vero, senza sciocche faziosità alla Pansa(illeggibile e vergognoso il suo ultimo libro), addirittura non di parte, lo da adotterei come testo in molte scuole. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
enrico (10-06-2006) Bel romanzo, scorrevole, corretto, non fazioso, che sa di antico.
Hoo letto la recensione di A. Ferri su questo ROMANZO e devo dissentire. Cero non è paragonabile a nessuno di quelli di Pavese e soffre indubbiamente dell'assonanza con il fratello maggiore 'Il Partigiano Johnny' di Fenoglio(fra le altre cose scrittore che dal punto di vista letterario è stato del tutto ignorato quand'era in vita, poi ci si è ricordati di lui un mese prima che morisse, salvo poi osannarlo dieci anni dopo che era morto...sic!),ma regge sicuramente la soporifera e faziosa saggistica di GP Pansa.
Questo è un romanzo pulito che si muove con il passo del diario, ma che scopre pezzi inediti di storia he tuti dovremmo conoscere e, ad una lettura attenta, rivela pagine di autentico neorealismo postbellico impensabili in un autore che al conrario dei sunnominati, non ha vissuto quei tempi di cui narra.
Devo rilevare inoltre che la Splendida Copertina che passa per anonima,è in realtà (e forse i più lo hanno finora ignorato),a una delle più belle fotografie di Enrico Pasquali, che si sta riconoscendo ora(anche qui a due anni dalla morte), come uno dei maggiori interpreti della fotografia neorealista del dopoguerra... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
amedeo ferri (14-05-2006) Chi ha letto Pavese, Fenoglio e Pansa e i loro romanzi sul tema della guerra partigiana, apprezzandone il vigore narrativo e la capacità di "leggere" i protagonisti, resta senza parole di fronte alla sconcertante inconsistenza di questo lavoro. L'autore, infatti, propone una trama banale e priva di spunti originali, abbinandola a uno stile letterario decisamente povero. Un racconto, insomma, che dice pochissimo, e quel poco lo dice assai male. Caro Malavolti, "ad impossibilia nemo tenetur".... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Sabrina Galletti (27-03-2006) Malavolti è uno scrittore poliedrico che ha scritto diversi romanzi su argomenti altrettanto vari: il genere storico non è il mio preferito ma questo scrittore ha saputo rendere snello e scorrevole anche un tema tanto impegnativo.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
damiano (06-03-2006) Ottimo mix di fatti veri con sensazioni ed espressione di sentimenti e situazioni di fantasia da vero scrittore.
Consiglio: perseverare. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
marco (27-07-2005) E' un romanzo fatto bene, che si legge con estremo interesse, solleva pagine dimenticate e concretamente riesce a proiettare il lettore nel periodo storico, ma senza la solita enfasi che viene solitamente data agli episodi successi nel '43/'45. Direi che , nonostante il titolo, è assolutamente equidistante, cioè, non è ...partigiano!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
antonio (30-06-2005) Romanzo ben fatto, non esaltante, ma ben leggibile. Ci sono novità e si distacca dai soliti racconti sulla resistenza. Ho preferito la prima parte del libro e le appendici in fondo al testo, assolutamente inedite.
Andrebbero approfonditi alcuni temi trattati.
Lo consiglio a tutti coloro che amano la Storia Voto: 4 / 5 |  |  |  |
enrico (16-06-2005) per me è bellissimo, forseperchè mi chiamo Enrico come il protagonista. Non sarà eccelso, però si legge bene. Consogliabile a tutti gli amanti dei fatti storici riguardanti i fatti accaduti dopo l'8 settembre.
Ho scoperto anch'io cose che non sapevo, ad esempio che gli ebrei, nel 1945, combattevano come Brigata Palestinese, sembra incredibile, però est vero... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
clara (09-06-2005) un bel romanzo, semplice, bello, nuovo, e fresco.
Ho verificato alcune notizie di storia, a me sconosciute e devo riconoscere che erano vere. Inoltre non sapevo che alla fine della seconda guerra mondiale, in Italia, c'erano oltre settecento criminali di guerra da giudicare,e l'hanno scampata tutti...
Complimenti! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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