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Narrativa italiana  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Martini Claudio - I racconti del ripostiglio

I racconti del ripostiglio TitoloI racconti del ripostiglio
AutoreMartini Claudio
Prezzo
Sconto 15%
€ 11,05
(Prezzo di copertina € 13,00 Risparmio € 1,95)
Prezzi in altre valute
Dati2008, 180 p.
EditoreBesa  (collana Lune nuove)

Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi

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Descrizione
La Torino "magica" e una donna vissuta sei secoli fa, un viaggio verso sud fino all'Antartide, un commesso viaggiatore che attraversa la tundra finlandese, una megalopoli del 2075, la cella di un condannato a morte, un mercato putrescente invaso da eroinomani, una persona che ha smarrito i propri ricordi, questo è il percorso che si spalanca davanti a Giovanni, impiegato quarantenne che ritrova casualmente alcuni racconti nel ripostiglio di casa. Giovanni legge i testi con una curiosità crescente, formula congetture sull'identità dell'autore, cerca di rintracciarlo, fino a quando sarà l'autore a contattare lui facendogli trovare un biglietto con le istruzioni per il "Gioco".Il protagonista si ritroverà coinvolto in una vicenda misteriosa di cui ignora il senso e gli obiettivi, quasi una caccia al tesoro in cui la distanza tra lui e i personaggi dei racconti tende a diminuire e a sfumare.In questo modo Giovanni conosce Monica che sembra "uscire" dalle pagine di un racconto e assumere una consistenza reale, accompagnandolo lungo le tappe del Gioco, come un moderno Virgilio in sembianze femminili, fino al sorprendente scioglimento finale.

I vostri commenti
19 recensioni presenti.  Media Voto: 4.42 / 5

Valentina (10-02-2010)
Libro interessante e molto ben scritto. Unica pecca è che alcuni racconti erano brevi e non approfonditi non consentendomi di centrare per bene il significato. Ma oltre questo dettaglio il giudizio è molto positivo! Coinvolgente naturalmente la storia di Giovanni che non si arrende alle prime difficoltà e che continua ad andare avanti in questo "gioco" fino alla fine.
Voto: 4 / 5
piperitapitta piperitapitta@tiscali.it (29-03-2009)
alla ricerca dell'ipertempo i racconti del ripostiglio è un romanzo ambizioso che, diciamolo subito, mi ha incuriosita, affascinata, ma che non mi ha del tutto conquistata. è scritto molto bene e affronta, alternando al filo narrativo, citazioni e racconti che ne compongono con diversi stili di scrittura la struttura, il tema della ricerca del proprio io attraverso il viaggio interiore; con il risultato però, alla mia lettura sia chiaro, forse anche un po' troppo distratta in questo periodo, di risultare un po' troppo frammentario. proprio perché non sono riuscita a comprenderlo sino in fondo ho fatto partire a malincuore il libro, perché avrei voluto rileggerlo più attentamente per cercare di trovare quell'unità nella storia che invece ho stentato a trovare. paradossalmente mi sono piaciuti molto di più i racconti che non il filo che li univa tra loro e quindi tutta la parte "misteriosa" della trama, del gioco, e del colpo di scena finale mi hanno lasciata piuttosto freddina. ipertempo ad esempio, tra i racconti, è quello che più degli altri mi ha entusiasmata, arricchita di sensazioni e di pensieri e che mi ha fatta riflettere sulla caducità della vita e sull'importanza di spendere bene ogni minuto della nostra esistenza. quindi perché quattro stelline? tre per il romanzo e cinque per i racconti estrapolati dalla storia, per i contenuti e per le riflessioni che mi hanno indotto a fare.
Voto: 4 / 5
Cristiana (29-03-2009)
Bello. Scritto bene, anzi, magistralmente bene. Il viaggio fuori e dentro se stessi è il filo conduttore, per me, dei vari personaggi di questo libro, anche se si tratta di viaggi "particolari" e di mete altrettanto particolari. Avevo pensato a tutt'altra conclusione, avevo pensato ad una cosa più... "terrena": tipo che fosse stato lo stesso protagonista a scrivere e lasciare i racconti nel ripostiglio, in modo da poterli ritrovare quando fosse stato in grado di capirli e ricordarli, aiutato da quella che lui pensava fosse la sua donna ed invece niente era che la sua psicologa che lo guidava nel suo viaggio ipnotico verso la verità. Una verità in differita. Ho fatto un film!! Il fatto della dimensione parallela mi ha lasciata un pò "sconvolta", non so se mi piacerebbe... già, a volte, non si riesce a vivere bene neanche una di vita che credo si possa creare una confusione tremenda a viverne più di una. L'ho trovato molto triste e a volte mi è sembrato "piatto" sul punto di vista dei sentimenti: non una gioia incontrollabile, nè un dispiacere tragico, tutto controllato. Mi ha lasciato l'amaro in bocca perché gira che ti rigira la vita è sempre la stessa se non ci si mette passione. Non entrerò mai nel mio ripostiglio a cercare racconti, non per paura, ma perché non ho bisogno di cercare fuori quello che già ho: una vita da vivere, nel bene o nel male. Grazie all'autore per avermi concesso l'opportunità di leggere questo libro particolare.
Voto: 4 / 5
Giuseppe (26-03-2009)
Take your time! Ho gradito particolarmente la lettura di questo romanzo per diversi motivi e molti sono stati gli spunti di riflessione colti al suo interno. Anzitutto per il modo in cui è scritto; infatti l'autore riesce ad impostare un tono calmo e colloquiale, mettendo a proprio agio il lettore e portandolo pian piano allo sviluppo della trama finale, non imponendo il proprio stile, al contrario, riuscendo a far scorrere via le pagine con una rapidità non sperate all'inizio. Inoltre, al di là della struttura dei racconti ad incastro (sulla scia de"se una notte d'inverno un viaggiatore" di Calvino),si evince dalla trama, questa bella riflessione che l'autore fa del nostro TEMPO INTERIORE che ci riguarda, io credo, indipendentemente dalla nostra età e con il quale prima o poi, tutti dobbiamo avere a che fare , e credo ci riesca anche abbastanza bene, se il risultato del suo tempo speso è stato averci regalato questa bella storia raccontata in questo modo. Auguro tanta fortuna a questo autore emergente?? e spero di poter leggere in futuro, altri suoi romanzi.
Voto: 4 / 5
Patrizia (25-03-2009)
Letto d'un fiato con un coinvolgimento via via più forte. Mi sono immedesimata nel protagonista e anche a me è sembrato che il libro mi avesse trovata senza bisogno di cercarlo, una coincidenza o sincronicità che mi ha colpito. Più che un romanzo fantasy lo ritengo un viaggio interiore ricco di spunti di riflessione e contrariamente ad altri non sono stata sopraffatta dalla tristezza. In un giudizio complessivo positivo rimane un ma....il finale. Senza nulla svelare lo ritengo il punto debole della struttura, un espediente abusato in letteratura che molto toglie, a mio giudizio, all'originalità dell'opera per altro molto ben scritta. Complimenti comunque, è stata una bella esperienza letteraria.
Voto: 4 / 5
Margherita Lorenzoni (25-03-2009)
Un romanzo avvincente,fa pensare molto; mi attraggono questi argomenti:la realtà e i sogni che si fondono;scritto benissimo.Mi è piaciuta la leggenda dei veneziani:per staccarsi dalla loro vita abituale,vanno in vecchi ripostigli e vivono altre dimensioni. Alla prima lettura si corre un po' per sapere come finisce...a tratti inquietante.. Secondo me leggere è importante per capire noi stessi;legger altre storie più o meno vere;è più che conoscere una persona;è un entrare in altri Mondi. Questo romanzo particolare ha molte chiavi di lettura o meglio una sola, vista da diverse angolazioni:Il Tempo. Giovanni, un semplice impiegato, inquieto, alla ricerca di un qualcosa, un giorno apre la porta a specchio del ripostiglio..(mi ricorda in questo punto'Alice oltre lo Specchio'), trova dei racconti..e si immerge in essi...la sua vita interiore inizia a cambiare..inizia il'Gioco'. Uno dei più belli è il primo racconto: narra a brevi linee di Daphne..forse simbolo di un amore che sfugge ma che ritroviamo nei sogni;altri, di colui che perde la memoria..o almeno lo crede, di una città del futuro, di un commesso viaggiatore, di una città del Messico..di qualcosa che è Altrove... Giovanni entra,si dipana in queste storie, una storia a volte dentro un'altra... Vive mentalmente altre dimensioni...ed anche un po' realmente con le consegne del Gioco.. Da leggere!
Voto: 5 / 5
Rosella (25-03-2009)
Com'è bello questo libro! Si legge tutto d' un fiato...E' la giusta miscela di mistero, ricordo, infanzia, tempo, vita... Molto accattivante e stuzzicante il modo in cui la storia si evolve...ed anche il finale, sebbene un po' scontato, non l'ho trovato banale: raccogliere i ricordi del passato e le impressioni dei sogni per andare avanti nella vita...quello che dovremo sempre fare...da leggere!
Voto: 4 / 5
Marzia (Maia) (25-03-2009)
Lo definirei una sorta di solitario giocato dal protagonista: ogni racconto ritrovato è una carta che viene girata alla ricerca di se stesso del proprio presente e del proprio luogo. I racconti del ripostiglio sono pezzi della propria vita che piano piano riaffiorano nella memoria per ristabilire un equilibrio che forse, prima mancava. Ad un certo punto mi sono chiesta "ma chi è questo Claudio Martini?" sono andata a sbirciare nella terza di copertina ed ho letto che è uno psicologo...."Ecco!" Devo dire che si nota una conoscenza della natura umana che va al di là della semplice sensibilità personale. Ne consiglio vivamente la lettura perchè merita.
Voto: 4 / 5
nadia (25-03-2009)
Il romanzo è strutturato in più racconti che Giovanni, il protagonista, ritrova nel ripostiglio della propria casa. Inizia così la ricerca del o degli autori fino a ritrovarsi dentro ad un gioco che spingerà Giovanni a scrivere lui stesso, forse, in fondo, a ritrovare se stesso attraverso la lettura prima e la scrittura poi. I racconti narrati descrivono peridodi diversi, luoghi diversi, anche molto lontani, ma con un unico grande fattore comune: il tempo. Sotto forma di memoria, del suo trascorrere, delle soluzioni per arrestarlo o raddoppiarlo. Ci si ritrova in questo romanzo, in uno o più racconti, sporadicamente qua e là ed è forse questo che tiene legato il lettore alle pagine del libro quasi sorprendendosi, esattamente come succede al protagonista, di come possa l'autore raccontare o conoscere pezzi della sua vita. Così, esattamente come il Tempo, il vissuto di ciascuno, da ciò che sentiamo a ciò che vediamo, diviene fondamento del romanzo stesso. La scrittura è scorrevole, a volte occorre rileggere il capoverso, ma è quando ci si riconosce, o la frase è più bella, più incisiva, più portatrice di un messaggio personale, o, infine, richiede una maggiore riflessione.
Voto: 4 / 5
Chiara White (25-03-2009)
Una specie di scatola cinese che ti porta dentro a un’altra e a un’altra e a nuovi rapporti tra chi legge chi scrive e viceversa. E poi ci sono due temi che tornano più volte in maniera diversa: il tempo e i ricordi, o meglio la memoria, ch e in un certo senso li mescola. E del viaggio, inteso non solo come fuga. E l' ipertempo. Ma non è bello sbagliare e conservare i nostri errori? Interessante.
Voto: 4 / 5
Roberta eleU (18-12-2008)
Una serie di brevi racconti racchiusi in una cornice che conferisce loro un significato diverso, finalizzandoli a un intreccio romanzesco. Si può sintetizzare così il contenuto de I racconti del ripostiglio. La “cornice” esalta i racconti (e viceversa) e addirittura ha una funzione esegetica nei loro confronti. Ma è anche uno di quei libri che si prestano a diverse chiavi interpretative a seconda del vissuto personale e culturale del lettore. E’ denso di citazioni letterarie e di altro tipo che suggeriscono altri spunti e possibili mondi e storie diverse, e questi particolari ne rendono divertente la lettura, come una caccia al tesoro nella quale non è così immediato cosa si debba ricercare. Nutro il forte dubbio che la “cornice” non sia che un modo ben architettato per mettere insieme dei racconti quanto mai eterogenei e produrre ulteriore senso. Il protagonista della cornice (un uomo solo, che non esce mai di casa e vive un’esistenza ridotta ai minimi termini, forse depresso) “attraversa lo specchio” come Alice e trova il coraggio di uscire dall’impasse in cui conduceva la propria vita. Trova il coraggio di uscire di casa e da sé stesso e contemporaneamente di guardarsi dentro. I racconti che hanno come argomento il passato e il futuro focalizzano l’attenzione del protagonista sul proprio presente. Ci sono molte case, pareti domestiche, scene di interni in questo libro, c’è un continuo contrasto dentro/fuori. Quando "Giovanni" (con l’ausilio di due misteriosissimi dei ex-machina) sarà finalmente in grado di rompere le proprie resistenze riuscendo a ricordare, a mettere nero su bianco i propri ricordi, allora sarà libero di ricominciare. E, parallelamente, anche qualcos’altro ricomincia. Un libro che fa venire voglia di scrivere.
Voto: 5 / 5
Monica Caira (18-12-2008)
Avvincente il libro di Claudio Martini. Sono stata incuriosita soprattutto dalla mia incapacità di immaginare quale potesse essere l'epilogo e, quindi, il messaggio del romanzo. Si tratta di un loop letterario che fa partire Giovanni, il protagonista della storia, dal ripostiglio della propria casa per individuare e stigmatizzare di volta in volta tutti i propri fantasmi, in modo da poter finalmente abbandonare un senso di solitudine e distacco rispetto alla vita che si svolge fuori del suo appartamento. Compie un percorso, un viaggio, che si dipana tra varie esperienze e riflessioni - in questo aiutato da citazioni e riferimenti letterari di tutto interesse - per poter tornare al punto di partenza più maturo, consapevole di sé e delle proprie aspettative di vita. La sua presa di coscienza, che consiste soprattutto in una crescita interiore, gli consente di innalzarsi rispetto agli eventi per poter godere di un miglior punto di osservazione: finalmente riesce ad avere un quadro completo della propria esistenza, sì da mettervi ordine e ripartire con maggior sicurezza e determinazione, guidato a distanza con estrema discrezione da un personaggio femminile che attraversa le pagine per passare continuamente dalla fantasia alla realtà del protagonista. La fine è l'inizio in un continuo cerchio della vita che richiama se stessa. Esercizio letterario pregevole, bella storia da leggere e da immaginare.
Voto: 5 / 5
Mauro Fabbri (17-12-2008)
Un ripostiglio-memoria ci dà sempre qualcosa di inaspettato quando vi cerchiamo qualcosa di significativo. Ma all'inizio, nell'elaborazione, tutto è e non è più al tempo stesso, tanto da poter anche non riconoscere se stessi con troppa facilità. Tutto si trasforma (e pare - anzi "è" - trasformato), ma paradossalmente, analizzandolo, anche si conferma. Siamo nel centro di un autentico viaggio tra conscio ed inconscio, sia personale che collettivo. Tra realtà ed elaborazione simbolica. Una girandola di immagini, anche incoerenti, sibilline o oniriche investe così i sensi che oramai sono entrati senza scampo in un elaboratore caleidoscopico in piena mutazione sia di sè stesso che del proprio contenuto. Cambiano finalmente gli angoli di riflessione, si disegnano nuove prospettive, ci si riconosce, anche. L'elaborazione complessa ha dato i suoi frutti: una più attuale percezione di sè. Verso un nuovo inizio. Questo è quello che, in estrema sintesi, ci ho visto in questo bel romanzo di Claudio Martini.
Voto: 5 / 5
Silvia Scibilia (17-12-2008)
I racconti del ripostiglio è un libro che ha catturato la mia attenzione lentamente con un ritmo scandito quasi dall'attrazione che Giovanni, il protagonista del libro, sentiva crescere nei confronti delle vicende che accadevano intorno a lui. Anche io in definitiva sono finita all'interno del gioco, cercando all'interno dei racconti nessi e legami che mi avrebbero portato alla soluzione del mistero. Due i temi che mi hanno accompagnato: il viaggio fisico e metaforico e la memoria che, nel momento in cui si nega, arricchisce la vita di significati e di attese che superano la quotidianità. I racconti del ripostiglio è un libro ben scritto, scorrevole nonostante segui un percorso non rettilineo, è un libro che invita a riflettere sulle nostre scelte di vita, a cercare nella memoria per scoprire il momento in cui abbiamo scelto di lasciarci vivere piuttosto che di essere noi stessi.
Voto: 5 / 5
Flaviocrem (17-12-2008)
E' un libro composto da diversi racconti apparentemente bizzarri e scollegati tra loro ma in realtà uniti da un sottile filo conduttore al personaggio principale, Giovanni, che trova questi racconti, sotto forma di fogli, nel ripostiglio di casa sua. Chi è stato a metterli li, e perchè? Qui inizia il racconto, l'avventura che non darà a tregua ne a Giovanni ne al lettore. Trovo questo libro ben fatto, interessante, costruito con abilità e concluso in modo sorprendente: un "loop", un tornare indietro nel tempo. Leggendolo ho cercato di capire quale fine l'autore avesse escogitato. Inutile. E' stata una piacevole sorpresa.
Voto: 4 / 5
1949paperina nadya.agostini@libero.it (17-12-2008)
01:56... ho appena finito di leggere, tutto di seguito, il libro di Claudio Martini. Racconti dentro un libro, libro dentro molti racconti. Il protagonista trova in un ripostiglio dei fogli scritti con grafie appena leggibili ed inizia a leggerli. A poco a poco si troverà immerso in vicende che rimandano a infanzie simili alla sua, a case già conosciute, a luoghi lontani sognati. Anello forte di questa catena il tempo, quel tempo che sprechiamo o scorre via senza lasciare memoria, quel tempo che chissà, a poterlo "rivivere", darebbe forse un senso alle nostre vite, ci permetterebbe di trattenere ciò che abbiamo lasciato, ciò che ci è sfuggito. Moltissimi riferimenti a scrittori, dal Calvino in apertura a Kerouac, Saramago, Mishima, tanti altri, in capitoli che si intrecciano e dipanano, tra il presente e il sogno. Molto molto bello.
Voto: 5 / 5
Carlo Menzinger (26-10-2008)
Leggerlo è un po’ come fare un viaggio nella letteratura, fatto di fantasia e immaginazione e che comincia con una citazione esplicita, quella di Se una notte d’inverno un viaggiatore di Calvino e con la doppia citazione implicita di Alice di Carroll e delle Cronache di Narnia di Lewis: dietro la porta specchio del ripostiglio c’è il mondo della fantasia. Moltissime altre sono le citazioni in tutta la narrazione e c’aiutano a capire cosa stiamo leggendo: la raccolta di racconti trovata nel ripostiglio è quasi uno pseudobiblium, come il citato Necronomicon. Essendo il romanzo composto (o meglio, forse, “integrato”) da vari racconti, può anche essere letto in maniera non lineare, come il citato Rayuela, ad esempio leggendo prima i racconti e poi il romanzo in cui sono inglobati o viceversa. L’ultimo capitolo ci fornisce poi la chiave per una lettura circolare e senza fine. Ha la struttura di un metaromanzo, dove all'interno della storia principale si inseriscono altre storie, pressoché slegate dal contesto generale. Nel romanzo si legge un desiderio di partire che è, in fondo, “aspirazione di vivere altre storie”, cosa che il protagonista riesce a fare leggendo e scrivendo. Il romanzo è dunque un contenitore da cui scaturiscono, uno dietro l’altro una serie di racconti. L’atmosfera e l’amore per i libri ci ricordano molto L’ombra del vento di Ruiz Zafon. Un altro elemento importante di questo libro articolato e ricco di sfumature è la memoria o la sua assenza. La memoria qui sembra qualcosa di perduto ma che forse non si vuole neanche recuperare pienamente, perché “di questi tempi la memoria è un fardello”. È, dunque, un romanzo interessante, ricco di suggestioni, che è doveroso approfondire, scritto da una persona che ama i libri e la letteratura e ha il desiderio di trasmettere questa passione. Un libro complesso ma che si legge piacevolmente e volendo velocemente, salvo poi tornare sulle pagine lette più volte, a scoprirne i piccoli tesori più o meno nascosti. Un elevato potenziale narrativo.
Voto: 5 / 5
Angela Catalini (12-10-2008)
Avete mai visto il film "the game" con Michael Douglas? Un ricco uomo d'affari partecipa a un gioco di ruolo talmente realistico di farlo precipitare in un incubo. In questo romanzo il protagonista si trova suo malgrado incastrato in un giro vizioso innescato da un fascicolo di racconti apparentemente innocui e slegati tra loro. Inizia a leggerli quasi per caso ma poi si ritrova parte di un ingranaggio che lo risucchia lentamente e da cui non può liberarsi. Perché la fantasia e la realtà non sono poi così distanti tra loro e la chiave è proprio nel confine tra i due mondi. Un libro che è una scoperta continua, tassello dopo tassello verso un finale sorprendente. Per chi ama il giallo, il mistery o semplicemente la buona lettura.
Voto: 5 / 5
Fabio Musati (09-06-2008)
Claudio Martini, classe 1954, psicologo. Nato a Taranto, vive a Torino dal 56. Questo o poco più racconta il risvolto di copertina del suo nuovo romanzo: I racconti del ripostiglio. E già subito arrivano i primi dubbi. Ma come? Un romanzo che si intitola I racconti. A che gioco giochiamo? E infatti è proprio un gioco quello che ci fa fare Claudio: Giovanni, un opaco quarantenne impiegato all’ufficio anagrafe, vive a Torino da solo in un appartamento di cui si dice poco, tranne che c’è un ripostiglio. In questo ripostiglio scova casualmente un pacco dei fogli ingialliti scritti a macchina. Sono dei racconti. Comincia a leggerli, all’inizio distrattamente, poi con sempre maggiore interesse, con l’impressione che quei racconti in qualche modo contengano un messaggio diretto proprio a lui. Non andiamo oltre per non togliere il gusto della lettura. Un romanzo, comunque, un romanzo a tutti gli effetti, anche se all’inizio può dare un senso di smarrimento come se ci perdessimo tra tutte quelle storie che si incrociano. Poi, gradatamente, cominciamo a capire e veniamo sedotti dalla narrazione di Claudio Martini, che ci avvolge. Sarebbe molto riduttivo definire questo come un romanzo di viaggio, di molti viaggi. E’ però vero che questa componente ricorre spesso e che addirittura ne costituisce lo scheletro. Un viaggio letterario, soprattutto, dove è piacevole perdersi e ritrovarsi.
Voto: 4 / 5

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