IBS
Carrello Lista desideri Login Registrati Aiuto e FAQ Buoni regalo Spedizioni
Ricerca Ricerca avanzata 
Libri
Leggo
Reparti libri
Architettura e urbanistica
Arte e fotografia
Astrologia ed esoterismo
Biblioteconomia
Biografie
Casa, hobby e tempo libero
Cinema, tv e spettacolo
Classici greci e latini
Cucina, cibi e bevande
Diritto
Economia e management
Educazione e formazione
Enciclopedie e opere di consultazione
Fantascienza
Fantasy
Filosofia
Fumetti & graphic novels
Geografia, ecologia e ambiente
Gialli, horror, noir
Guide turistiche e viaggi
Informatica
Ingegneria e tecnologia
Letteratura: storia e critica
Libri per ragazzi
Linguistica, lingue straniere e dizionari
Medicina
Musica
Narrativa italiana
Narrativa straniera
Poesia e teatro
Psicologia
Religione e spiritualità
Salute, famiglia e benessere personale
Scienze
Società, politica e comunicazione
Sport
Storia e archeologia
Servizio novità IBS
Jenny
Se vuoi saperne di più sulle nuove pubblicazioni nelle seguenti aree, seleziona l'opzione che ti interessa.
Nuovi libri scritti da Makaping Geneviève
Nuovi titoli pubblicati da Rubbettino

Inserisci il tuo indirizzo e-mail

Newsletter
Vuoi conoscere le
nostre offerte? Iscriviti alle newsletter di IBS
Libri Books
Dischi MP3
DVD Blu ray
Games eBooks
Tutte
Informativa sulla privacy
Società, politica e comunicazione   Argomenti d'interesse generale  Gruppi sociali  Studi etnografici 

Makaping Geneviève - Traiettorie di sguardi. E se gli altri foste voi?

Traiettorie di sguardi. E se gli altri foste voi? TitoloTraiettorie di sguardi. E se gli altri foste voi?
AutoreMakaping Geneviève
Prezzo
Sconto 15%
€ 6,59
(Prezzo di copertina € 7,75 Risparmio € 1,16)
Prezzi in altre valute
Dati2001, 138 p.
EditoreRubbettino  (collana Altera)

Disponibilita immediata
Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni

Aggiungi alla lista dei desideri 
nectarQuesto prodotto dà diritto a 7 punti Nectar . Per saperne di più
2 recensioni|Invia recensione|
Condividi  Email Facebook Twitter altri
Descrizione
Questo libro intende far riflettere sulla questione del razzismo attraverso la narrazione di episodi quotidiani che spesso conosciamo ma che altrettanto spesso ci ostiniamo a non prendere sul serio.

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice

Nel dicembre dello scorso anno il mondo della cultura ha perso Léopold Senghor, primo presidente del Senegal e uomo letterato, tra i massimi pensatori della négritude. Per una fortuita coincidenza, proprio in quel periodo ha visto la luce un volume che merita di collocarsi nella migliore tradizione intellettuale postcoloniale, Traiettorie di sguardi. E se gli altri foste voi?, scritto da Geneviève Makaping, che definisco telegraficamente antropologa italo-camerunense. Il libro costituisce uno strumento fondamentale per comprendere l'evoluzione della società multietnica in Italia: è da evitare la tentazione di relegarlo nel ghetto degli studi subalterni, alla stregua di una mera rivendicazione "particolaristica", il punto di vista di una "negra", come la stessa Makaping provocatoriamente ama autodefinirsi. Questo testo riveste invece un'assoluta importanza per il nuovo apporto che offre all'orizzonte degli studi del multiculturalismo e per le profonde riflessioni sull'alterità in generale.

L'approccio seguito sarebbe del tutto inedito se non fosse per un assaggio che ne ha dato la stessa autrice in un articolo del 1998, apparso nel volume curato da Paola Tabet e Silvana Di Bella, Io non sono razzista, ma... (Anicia). A distanza di anni, però, l'analisi è più accurata e lo scritto è maturato proprio come un buon vino o, usando un'analogia forse più gradita a Makaping, come un figlio meticcio portato in grembo e poi partorito. Di fronte agli ormai noti episodi di intolleranza e xenofobia su cui ritornano con insistenza i mass media, di fronte ai discorsi anti-immigrati all'ordine del giorno, si ha netta la sensazione che cominci a vacillare nell'opinione pubblica il topos degli italiani "brava gente", immuni da razzismo, colonialisti light nell'avventura dell'Africa orientale. Con ciò non voglio dire che Makaping accusi gli italiani di razzismo - in quel caso, registreremmo un semplice sfogo, polemizzante e polarizzante. Il libro segue invece la scia teorica dell'analisi discorsiva sul razzismo (che ha i suoi precedenti in Guillaumin e van Dijk) e si propone di spiegare come gli italiani, e gli occidentali in genere, siano razzialisti e differenzialisti, compresi moltissimi esponenti della sinistra. Makaping compie così un passo decisivo per andare oltre quello che Laura Balbo - alla quale si deve la presentazione del volume - ha chiamato tempo fa "l'antirazzismo facile".

La studiosa va fino in fondo nel progetto riflessivo dell'antropologia degli ultimi anni, ma non per "contemplarsi l'ombelico", secondo un'accusa mossa da più voci critiche alla sperimentazione più esasperata dell'antropologia postmoderna. Già sempre "altra", usa la sua alterità come strumento metodologico per indagare, a volte per essere il "reagente" nella sua osservazione del laboratorio umano. A volte, però, il reagente non funziona e Makaping è cosciente (come Ralph Ellison) di essere invisibile, di una invisibilità su cui rigorosamente si interroga. Viene costruita così una serie di specchi su cui convergono traiettorie di sguardi. Con molta onestà intellettuale l'autrice mette in discussione la sua posizione di osservatrice "altra" che pratica la scienza per eccellenza dell'"Altro."

Consapevole delle critiche postmoderne, poststrutturaliste e femministe a una soggettività unitaria, precostituita ed essenziale, l'autrice decostruisce la propria identità, mostrandone le varie sfaccettature e i cambiamenti nel tempo - e qui sovviene il libro spartiacque di Gloria Anzaldua, Borderlands/Las Frontera (1987, Spinsters/Aunt Lute). Dapprima immigrata in Italia, ora cittadina italiana, nell'ottica della madre è diventata addirittura "bianca" e può decostruire l'appartenenza alla "sua gente" (etichetta che viene problematizzata da uomini e donne, etnie varie, nobili e non), che la ripudia. Decostruisce la propria immagine come "altra" derivata dalle sue esperienze in Occidente, principalmente in Italia, sempre cosciente dei rapporti di potere che permettono a "loro" (i bianchi, a loro volta decostruiti in uomini e donne, ricchi e poveri, autoctoni e "extracomunitari invisibili") di decidere chi è Geneviève "Jenny" Makaping. Dice l'autrice: "Io voglio studiare quelli che hanno fatto di me il risultato delle loro costruzioni sociali e capire cosa c'è dietro gli stereotipi".

Ma non si tratta di un esercizio puramente accademico. Da qui la sua insistenza, personale e politica: "Voglio essere io a dire come mi chiamo". Anche la riappropriazione del termine "negro/a", che mette spesso a disagio i suoi interlocutori, va interpretata alla luce di altre riappropriazioni strategiche, come per esempio quella del termine queer nella più recente produzione accademica sull'omosessualita, i cosiddetti queer studies. Siamo lontani dal piagnucoloso libro-testimonianza sulla condizione dell'immigrato "extracomunitario" (azzeccatissima, a proposito, la problematizzazione che Makeping fa del nostro linguaggio quotidiano), specie quando il "curatore" è un italiano. In un saggio importante, Gayatri Chakravorty Spivak si chiedeva: " Can the subaltern speak? " (Il subalterno può parlare?). Genévieve Makeping ci dà la risposta: non solo può parlare, ma può parlare per se stesso/a, può alzare la voce, alle volte persino gridare.

Come Frantz Fanon, bell hooks, Hazel Carby e Patricia Williams, anche Makaping è stata istruita nella tradizione occidentale (per di più ci racconta una iniziazione violenta al logos della cultura scritta europea). Conosce gli strumenti del pensiero occidentale, eppure a tratti ci fa intravedere anche la sua epistemologia "indigena". Con molta abilità riesce a decentrare questo pensiero, ma allo stesso tempo non permette al lettore di adagiarsi in una rappresentazione essenzialista della "sua gente", pur trasmettendo gli etnocentrismi della comunità d'origine. Emblematici sono i commenti della madre, con cui viene condotto un ulteriore gioco di specchi. In queste traiettorie di sguardi si avverte una briciola di dubbio, non c'è spazio per interpretazioni totalizzanti. L'autrice si mette continuamente in discussione, e con molta onestà si domanda come e dove i suoi sentimenti, il suo essere, possano influire sull'analisi.

Finora ho insistito, per le mie inclinazioni professionali, sulle qualità scientifiche di questo saggio, il quale non manca, però, di pregio letterario. Non a caso il racconto della partenza dal Camerun si apre con una citazione di Vincenzo Matera sul viaggio antropologico e il suo rapporto con la tradizione letteraria occidentale (lÆOdissea, la Divina Commedia). Makaping ci rende partecipi del suo viaggio verso l'Italia, ma più importante ancora è il percorso interiore che compie nella presa di coscienza sé, di chi vuole essere, di chi può essere.

Nel campo dell'antropologia, oltre a essere uno studio sugli italiani fatto da chi, in genere, è oggetto di studio, Traiettorie di sguardi è un contributo interessantissimo alla categoria delle autoetnografie. È un libro a tratti stomachevole nel racconto di pestaggi dello spirito umano, ma, soprattutto, è un libro pieno di speranza. Un testo, dunque, che sicuramente apre un nuovo capitolo nella riflessione sull'alterità e sull'interculturalità in Italia. Va detto che questo volume è il secondo della nuova, felice collana "Altera" di Renate Siebert per la Rubbettino, inaugurata con il saggio di Sara Ongaro, Le donne e la globalizzazione, che considera da diverse angolazioni una questione della massima attualità e urgenza: quella della convivenza umana.

I vostri commenti
  Media Voto: 5 / 5

merope (28-10-2005)
MA-KA-PING, la "donna-che-non-accetta" è in questo saggio biografa ed etnologa, ma l'oggetto di studio non sono gli aborigeni australiani o una tribù sconosciuta dell'Amazzonia o dell'Africa inesplorata, non è insomma un'etnia dai chissà quali usi e costumi,bensì è l'Occidente e nello specifico l'Italia dei nostri giorni. Un'Italia insolita probabilmente, popolata da gente impaurita dalla diversità, che agisce con ipocrisia di fronte a ciò che la inquieta, scadendo spesso nel ridicolo, nell'imbarazzo irreparabile o nella crudeltà di chi ha il coltello dalla parte del manico (o così crede). Gli Italiani che descrive la Makaping sono terribilmente veri, non solo perchè sono personaggi reali, ma perchè rispecchiano una mentalità di stampo occidentale: l'immortale supremazia del gene della pelle bianca che nell'Europa barbara e bizzarra si è mascherata di scienza per discolparsi di fronte a Dio! E, sebbene le Crociate, il genocidio degli Indios e la tratta degli africani abbiano l'odore di storia vecchia, l'osservazione scientifica della Makaping, a tratti tuttavia affettiva, è un schiaffo che risveglia dal sonno dogmatico dell'post-Illuminismo antischiavistico e multiculturale. Alla luce dei fatti che Noi bianchi occidentali tolleriamo che accadano, la Makaping mette di fronte ai pregiudizi più inisidiosi senza rancore nè generalizzazioni. TRAIETTORIE DI SGUARDI è una lezione che non è mai troppo tardi imparare. Anzi, farlo il prima possibile è già segno di apprendimento.
Voto: 5 / 5
Alessandra Muzzi (16-10-2002)
Della scrittura di Jenny colpisce l'energia, la sincerità, lo sforzo intellettuale e morale di guardare in fondo agli altri e a se stessa onestamente e crudamente, senza ipocrisie. Ne emerge il ritratto di una donna di grande intelligenza, coraggio e umanità, che ci induce in modo a volte provocatorio ad analisi e riflessioni sul nostro modo di porci di fronte all'_altro_.
Voto: 5 / 5

Ricerca Ricerca avanzata
Vai a inizio pagina
Libri
Libri in italiano
Libri in inglese
Libri al 50%
Libri scolastici
eBooks
Film e video
DVD
Blu-ray
Musica
CD musicali
MP3
DVD musicali
Blu ray musicali
Games
Personal computer
Nintendo Wii
PlayStation 3
PlayStation 2
Xbox 360
Sony PSP
Nintendo DS
Nintendo 3DS
Download
eBooks
MP3
Il mio IBS
I miei dati
I miei ordini
Le mie preferenze
IBS Premium
Lista dei desideri
IBS consiglia

 

Informazioni utili:
Spese e tempi di spedizione
Invio regali
Buoni acquisto (Happy Card)
FAQ
Condizioni generali di vendita
Informativa sulla privacy
PuntiNectar

Pagamenti:
Carte di credito
Carta di credito accettate
PayPal
Paypal
Contrassegno

Come contattarci:
Invio messaggi al servizio di Assistenza Clienti
Tutti i contatti
Lavora con noi

• Seguici su  Facebook

Servizi per i clienti:
Password dimenticata
Controllo e modifica dei propri dati
Verifica degli ordini effettuati

Opportunità per aziende e enti:
Servizi per le biblioteche
Programma di affiliazione (Partnership Programme)

Concessionaria di pubblicità:


Con la collaborazione di Argento vivo per il settore editoria libraria

Dati audience certificati Audiweb

Ufficio stampa: Daniela Ravanetti


Altri siti del network IBS:
Libraccio.it
MYmovies.it
Wuz.it


Internet Bookshop Italia S.r.l.
Sede Legale Via Giuseppe Verdi n.8 - 20090 Assago MI
Reg. Imprese di Milano 12252360156
CCIAA Milano 1542508
P.IVA 12252360156
Capitale sociale € 500.000 i.v.



Copyright © 1998-2012 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati

Licenza SIAE n. 229/I/05-359.

Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie

 



Funzione di ricerca basata su FACT®Finder di OMIKRON