|
|  |
Emerson Ralph W. - Condotta di vita | Un classico dimenticato della filosofia e della letteratura, già letto e amato dal giovanissimo Nietzsche in quell'edizione del 1862 che avrebbe riversato su di lui una cascata di folgoranti intuizioni, anticipatrici di buona parte del catalogo delle idee considerate di suo conio esclusivo. Questo libro sta quindi in una fitta trama di relazioni con il pensiero contemporaneo, e nel contempo sfata ogni idealismo "arcadico" che tuttora si sovrappone al nome di Emerson. Si finisce avvolti in atmosfere estranee, non contemplate dall'odierna manualistica filosofica: qui altri sono gli umori, i toni, e la loro modulazione, come del resto vi è anche una sensibilità democratica, e tanto più genuina quanto più insofferente, e ottimista, e critica fino all'incredibile.
Federico (01-09-2008) Lo splendido testo di Emerson va dritto al cuore, e più che recensire, vorrei riportare alcuni passi: "Se non incontriamo nessun dio, è perchè non ne ospitiamo nessuno" - "Il compiuto uomo del mondo [...] non ha amici e non ha nemici, ma valuta gli uomini solo come canali di potenza" - "Lasciate perdere questo ciarlare ipocrita sulle masse. Le masse sono rudi, storpie, scomposte, pericolose nelle loro pretese e nella loro influenza, e non hanno bisogno di essere lusingate, ma di essere ammaestrate. Vorrei non concedere nulla a loro, ma domarle, trivellarle, dividerle, romperle e cavarne fuori individui. Quel che è peggio della carità è che le vite che vi si chiede di conservare, non meritano di essere conservate. Masse! La calamità sono le masse. Non vorrei proprio nessuna massa, ma solo uomini onesti, amabili, dolci, donne realizzate e nessuno con due mani a forma di badile, di mente ristretta, o milioni di calzettai bevitori di gin o lazzaroni. Se il governo sapesse come, mi piacerebbe che mettesse a freno la popolazione anzichè moltiplicarla. Quando giungerà alla sua vera legge di azione, ogni uomo nato sarà salutato come essenziale. Via da questo urrà delle masse!".
Peccato per il saggio conclusivo di Soressi, purtroppo oltremodo astioso nel trattare la figura di Nietzsche nelle differenze e nei parallelismi con Emerson stesso. Uno scritto dalle forzature interpretative piuttosto
imbarazzanti (Nietzsche come teorico di un "nuovo terrorismo" e del genocidio, nonchè guerrafondaio ed altre risibili amenità), abbagli presenti
soprattutto negli ultimi paragrafi, velati da un livore tutt'altro che emersoniano nello spirito.
Una stonatura, certo, ma la potenza del pensiero di Emerson e il vigore etico che trasmette questo magnifico libro, è scontato dirlo, non ne vengono
scalfiti in alcun modo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Emerson Ralph W. |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|