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Antiseri Dario - Il liberalismo cattolico italiano. Dal Risorgimento ai nostri giorni |
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Titolo | Il liberalismo cattolico italiano. Dal Risorgimento ai nostri giorni |
| Autore | Antiseri Dario | Prezzo Sconto 15%
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€ 6,80
(Prezzo di copertina € 8,00 Risparmio € 1,20)
|  | | Dati | 2010, 146 p., brossura |
| Editore | Rubbettino
(collana Focus) |
| | Disponibile anche in ebook a € 3,49 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Il messaggio cristiano libera l'uomo dall'idolatria: il cristiano non può attribuire assolutezza e perfezione a nessuna umana istituzione, a nessun evento storico. È, dunque, per decreto religioso che lo Stato non è tutto, non è l'Assoluto. Per il cristiano solo Dio è il Signore: Kàysar non è Kyrios. E sia con la dissacrazione e relativizzazione del potere politico sia con il valore dato alla libera e responsabile coscienza di ogni persona, il cristianesimo ha creato, a livello politico, una pressione a volte travolgente sull'elemento mondano antitetico. Ed esattamente su di un breve tratto di questa storia - del periodo che dagli anni del nostro Risorgimento giunge ai nostri giorni - il presente libro intende richiamare l'attenzione, delineando le idee di fondo di figure quali: Taparelli d'Azeglio, Gioacchino Ventura, Raffaello Lambruschini, Vincenzo Gioberti, Antonio Rosmini, Alessandro Manzoni, Luigi Sturzo, Luigi Einaudi, Angelo Tosato. Pensatori italiani, spesso ignorati anche dal mondo cattolico, i quali costituiscono anelli preziosi della più ampia e grande tradizione del cattolicesimo liberale.
| La recensione de L'Indice |
 Antiseri è stato divulgatore in Italia dell'opera di Popper. E da una riflessione del filosofo austriaco prende le mosse per sviluppare un ragionamento che condivide con una crescente schiera di intellettuali nostrani: cristianesimo e cultura liberaldemocratica sono non solo compatibili, ma connessi l'uno all'altra. Più precisamente, la tradizione cattolica avrebbe attribuito da sempre un valore centrale alla coscienza e al diritto a un giudizio personale. Nel volume popperiano La società aperta e i suoi nemici si legge che i più importanti principi politici occidentali, come umanitarismo, libertà ed eguaglianza, li dobbiamo all'influsso del cristianesimo. Ancor più precisamente, Popper fa riferimento ai "primi cristiani". E un po' tutto il liberalismo cattolico italiano più recente, passato in rassegna da Antiseri, suggerisce al lettore l'idea che la matrice del cristianesimo più feconda e più sensibile nei riguardi dell'idea e della pratica della libertà sia piuttosto quella evangelica. È indubbio che tra il Seicento inglese e il Settecento nordamericano si sia consumato il passaggio dalla libertà religiosa alla libertà politica, e questa si sia fortemente servita di esempi e riserve provenienti dal dissidentismo religioso cristiano non-anglicano e anti-papista. Questa piccola antologia complica un tale discorso. Il lettore troverà brevi ritratti intellettuali di Gioberti, Rosmini, Sturzo, ma anche di nomi meno noti del pensiero cattolico liberale italiano, e riterrà possibili anche percorsi cattolici al liberalismo e al liberismo. Pur tra loro diversi, cruciale è per tutti l'idea di "persona". Quel che qui manca dovrà essere oggetto di un'altra antologia: il contributo al "non liberale" pensiero utopico-rivoluzionario tanto del cristianesimo primitivo quanto del neomodernismo post-conciliare. Danilo Breschi |
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