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George Elizabeth - E liberaci dal padre |
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Titolo | E liberaci dal padre |
| Autore | George Elizabeth | Prezzo Sconto 15%
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€ 7,65
(Prezzo di copertina € 9,00 Risparmio € 1,35)
|  | | Dati | 2002, 390 p. | | Traduttore | Battaglia L.; Mazzanti M. |
| Editore | TEA
(collana Teadue) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Il tranquillo villaggio inglese di Keldale è lo sfondo di un delitto tanto atroce quanto inspiegabile: Roberta, adolescente introversa, viene trovata accanto al cadavere decapitato del padre e le sue uniche parole sono una confessione senza la minima ombra di pentimento. Il parroco, convinto dell'innocenza della ragazza, si reca di persona a Londra per convincere Scotland Yard ad affidare le indagini all'ispettore Thomas Lynley. Coadiuvato dal sergente Barbara Havers, Lynley indagherà nel passato della famiglia di Roberta, scoprendo che la giovanissima madre e la sorella più grande sono scomparse in circostanze misteriose.
19 recensioni presenti. Media Voto: 3.57 / 5Nicola81 nicolaceccoli@alice.it (11-01-2011) Acclamato (forse anche leggermente sopravvalutato) al momento della sua pubblicazione, ancora oggi regge comunque abbastanza bene. L'intreccio poliziesco non è particolarmente originale e neppure ricco di colpi di scena, ma mi è piaciuto molto lo stile della George. Dettagliato eppure scorrevole, infarcito da quell'ironia indispensabile per alleggerire le situazioni più drammatiche (e qui ne abbiamo in abbondanza) senza però banalizzarle. Esemplare, poi, la raffigurazione di ambienti e personaggi, su tutti la coppia di protagonisti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Kat (12-10-2009) E' il primo libro che leggo di E. George e secondo me è piuttosto sopravvalutato. Buono lo stile e originale la vicenda dei due investigatori. Troppo prolisso però, ripetitivo e scontato per essere considerato un ottimo giallo. Ne leggerò degli altri e spero di non avere altre delusioni. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Anna (11-09-2009) Non male, anche se non è il migliore. Buona la caratterizzazione dei personaggi, eccellenti l'atmosfera e la descrizione dei luoghi Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Davide La Morella (01-04-2009) La George è straordinaria e i suoi personaggi altrettanto. La bravura sta anche nel fatto che le vicende personali dei personaggi distraggono il lettore che diventa un "hastings" qualsiasi (ricordate agatha christie). Dire che il finale del libro è scontato mi sembra una sciocchezza visto che non è per nulla semplice anche se forse il "giallo" non è dei meglio riusciti. Ma per ritmo, modo di scrivere e psicologia dei personaggi il libro è assolutamente straordinario. Per i novizi della George vi consiglio di leggere i libri in ordine cronologico ed iniziare da "Un Lungo ritorno" che pur essendpo il primo della serie è stato pubblicato successivamente in Italia Voto: 5 / 5 |  |  |  |
KobeTB (09-02-2009) Bel libro...decisamente avvincente nello svilupparsi della trama anche se a volte decisamente prolisso. Alcune parti nello sviluppo dei personaggi sono decisamente ripetitive e considerarlo tra i 25 gialli migliori mai scritti è decisamente eccessivo Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Katiusha (02-08-2008) E' il primo libro della George che leggo e inizialmente non sapevo cosa aspettarmi.
Ma è stata una lettura interessante fin dalle prime pagine, un thriller che non perde mai colpi.
Questa è la prima indagine dell'ispettore Lynley accompagnato dalla sergente Havers più volte declassata per insurbodinazione.
I due personaggi sono ben costruiti e davvero molto diversi tra loro, il primo un nobile ricco, bello e affascinante, la seconda bruttina e con un passato poco felice. Entrambi preferiscono mostrare al pubblico un'altra faccia di loro stessi e mascherare così i loro veri sentimenti.
Questa l'unica cosa che hanno in comune, eppure insieme lavorano alla grande riuscendo a sbrogliare tutti i nodi creati intorno all'omicidio di William Teys.
Il caso sembra risolto fin dall'inizio dopo che la figlia, Roberta, con l'ascia al suo fianco confessa di essere stata lei: "Sono stata io. Non me ne pento" eppure i due poliziotti di Scotland Yard sentono che sotto c'è qualcosa di più.
Inizia così il viaggio verso lo Yorkshire, dove tutto si è svolto. I personaggi che incontriamo hanno mille sfaccettature e la George riesce a renderli tutti molto interessanti, mai banali nè poco credibili. Tutti personaggi che sembrano nascondere qualcosa.
Il finale è davvero inaspettato, molto crudo e violento. Si capta la sofferenza e la disperazione in ogni singola parola.
E' un finale per i non deboli di cuore perchè sbatte in faccia una realtà a cui evitiamo di pensare. Una realtà che crea rabbia e disgusto.
Un thriller che entra nella mente e nel cuore... difficile da dimenticare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alessia memola29@yahoo.it (08-07-2008) Essendo il 1° libro della serie Linley-Havers nn si può pretendere che i personaggi siano già ben delineati..la George ci prepara a scoprire libro dopo i libro i protagonisti, la loro personalità, la loro evoluzione, dandocene x ora solo un assaggio!Motivo in + x continuare a leggere le sue storie..continua così! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
richi richimcmurphy@libero.it (10-01-2007) La Elisabetta appare da subito scrittrice di livello. Mostra ironia che però va scemando a mano a mano che ci si avvicina al finale. I personaggi, che all'inizio sembrano fare il verso a quelli di Sir A.C. Doyle, poi si distinguono bene. Giallo psicologico buono, con alcune scelte che non condivido tipo come viene fuori alla fine la figura di Tessa, che non svelo chi sia. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Dafne (30-08-2006) Questo è il primo libro di Elizabeth George e certo, in confronto ai romanzi sucessivi, non è il più bello. Ciò, secondo me, è da attribuire al fatto che si tratta proprio del primo romanzo. è sicuramente un'autrice che va scoperta di libro in libro e ogni suo personaggio assume una sfumatura diversa e interessante in ogni romanzo, che sicuramente vale la pena leggere. per il resto si tratta di una bella storia, contornata da vivide descrizioni non solo di paesaggi, ma anche di personaggi e di sensazioni ed emozioni umane. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesca laf.laf@libero.it (14-05-2005) Non male come inizio...certo non all'altezza di autori di thriller che sfornano un capolavoro dietro l'altro, come Jeffery Deaver, Michael Connelly ed altri, ma nel complesso molto buono. Una coppia di investigatori - l'ispettore Thomas Linley ed il sergente Barbara Havers - che promette bene per i prossimi libri che li vedranno ancora protagonisti, ed un'ambientazione molto suggestiva,lo Yorkshire, affascinante e suggestivo paesaggio naturale. Sicuramente leggerò gli altri romanzi di Elizabeth George.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Angelo (03-04-2005) E' il secondo libro della George che leggo; il primo, Il prezzo dell'inganno, mi era piaciuto di più, anche se lì il movente era banalissimo. Qui il movente è invece più intrigante, ma la suspence è minore. Una cosa che non sopporto è il fatto che vengano inseriti tantissimi personaggi che poi risultano praticamente inutili ai fini della trama. Inoltre le indagini sono lentissime, pagine e pagine di descrizioni ed avvenimenti marginali; a mio parere ne risente la leggibilità globale del libro Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Fabrizio (14-02-2005) Belle atmosfere, precisa delineazione dei personaggi, ottimi approfondimenti psicologici, fanno di questo libro uno delle migliori "opere prime" che abbia mai letto. Forse un po' troppo calcato nella descrizione dell'incesto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Antonio Ciccarelli (09-02-2005) Come sempre vale la pena di leggere Elizabeth George, perchè sa veramente scrivere! Sa entrare nell'animo dei personaggi...come quello di Barbara Havers, tormentato dalla morte del fratello e dalla pazzia dei genitori...e quello di Lynley, damerino nobile che però non disdegna la compassione per le persone più umili....Il finale è la parte più bella del romanzo, gli ultimi due capitoli sono stupendi, anche se il libro nel complesso è meno appassionante che "Un Pugno di cenere". Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Andrea72 (29-06-2004) Lettura piacevole,questo è il primo libro di elizabeth george che leggo e non mi è dispiaciuto. Non è connelly e non è deaver,la trama e il finale non hanno la tensione degli autori succitati,però la psicologia dei personaggi ( anche se forse poco credibili,ma è un romanzo no? ) è molto ben descritta, linley e la deavers sono ben delineati,e il rapporto che si instaura tra di loro è intrigante per quanto improbabile.. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
giulia (14-02-2004) Mi è piaciuto,ma ne ha scritti di più belli.. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
raffa (06-08-2003) Certo è facile intuire chi è l'assassino e qual è il movente, ma comunque resta un bel thriller. Bello l'intreccio tra le varie vicende dei personaggi introdotti, le descrizioni, i cambi di scena..... e avvincente fino alla fine; ti tiene col fiato sospeso finchè il cerchio non è chiuso del tutto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
dany (10-06-2003) Confrontando questo libro con il vastissimo panorama di romanzi che ci offre la letteratura contemporanea credo riporteremo tutti quanti la stressa sensazione: è uno dei migliori. La storia è raccontata con una capacità narrativa non indifferente, con scioltezza, efficacia espressiva e repentinità d’impatto, rivelando la bravura dell’autrice, ulteriormente lodata perché alle prime armi. Ritengo che questo libro si sia meritato tutte le onorificenze dalle quali è stato insignito e concordo pienamente con le recensioni che l’hanno valutato positivamente. In qualità di giallo è molto intrigante e ben congegnato anche se, a dire il vero, il finale è facilmente intuibile e la storia è ricca di colpi di scena che ribaltano continuamente la situazione, colpi di scena che svelano passo dopo passo ogni enigma apparentemente impossibile da collegare agli altri che tormentava i protagonisti. Particolareggiata ed esaustiva l’analisi psicologica dei personaggi e accurate le minuziose descrizioni degli atteggiamenti che ne caratterizzano la continua variazione degli stati d’animo. Sotto tutti i punti di vista, un bel libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Romano De Marco romdema@tin.it (15-07-2002) Ho trovato il libro francamente brutto... Certo, la George sa scrivere, questo è innegabile, ma i suoi personaggi sono poco credibili, l'intreccio è abbastanza scontato con un finale telefonatissimo, le atmosfere a tratti eccessivamente angoscianti con la evidente volontà di catturare il lettore ma senza una conclusione adeguata e soddisfacente... Non saprei.. più noioso che avvincente.. chi ha amato titoli come Codice di caccia o il delitto della terza luna si tenga alla larga... Romano De Marco
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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