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Helgason Hallgrímur - 101 Reykjavik | A trent'anni suonati, Hlinur non ha ancora trovato la forza di recidere il cordone ombelicale e vive ancora a casa della madre divorziata, Linda. Il nostro eroe raramente si alza prima del crepuscolo; la notte la trascorre solitamente navigando su internet alla ricerca di siti pornografici o vegetando davanti alla televisione. Non mancano perō le serate passate con i due inseparabili amici alla ricerca di qualche conquista sessuale e di nuove sbronze nei soliti locali notturni che si trovano nel centro storico di Reykjavik, codice di avviamento postale 101.
6 recensioni presenti. Media Voto: 3.16 / 5Marco D'Auria marcolinuccio58@virgilio.it (09-09-2011) Geniale! Mi sono divorato le prime 100 pagine e credo proprio che arriverō in fondo a questo tragicomico romanzo, specchio fedele dell'Occidente. In una Reykjavik sospesa nel tempo, dove il protagonista e tutto quello che gli ruota attorno risentono dell'alterato ciclo giorno e veglia e del clima brutale la vita č per forza di cose rallentata ed il virtuale domina.Non resta che passare nottate svegli ad ubriacarsi a drogarsi e passare da un locale e dopo da una casa all'altra. Tanto la mamma e il ricco sussidio di disoccupazione dello Stato provvedono. Sembra tutto all'opposto della nostra vita frenetica, persa a cercare di stare dietro ad una miriade di cose superflue a cui non vogliamo rinunciare. Ma il rischio di perdersi l'anima č concretissimo in ambo i casi, sono solo due faccie della stessa medaglia: il liberismo (badate bene non il Liberalismo). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
baton baton@email.it (03-10-2006) I soliti clichč narrativi sono qui di qualche interesse/divertimento grazie ad una scrittura onesta e all'esoticitā della ambientazione islandese, che si rivela poi essere identica in tutto e per tutto a qualsiasi altra periferia urbana. Ma 100 pagine di troppo sono, per l'appunto, troppo.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Ellie (13-09-2006) Dopo 350 pagine di sofferenza sono riuscita a finire questo orribile libro e ora sono combattuta tra la rabbia di aver perso tempo prezioso e il disgusto verso Hilnur, il personaggio pių demente di cui mi sia mai capitato di leggere. Chi volesse cimentarsi in questa lettura, non si aspetti un romanzo ma un'accozzaglia di farneticazioni senza senso. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Fede zenarossoblu@hotmail.com (09-11-2005) La recensione č ingannevole, questo libro mi č sembrato deludente. Troppe pause e storia noiosa. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Gigi gigisalluzzi@libero.it (21-09-2005) Tra le vie di una Reykjavėk irreale, attraversata da ombre, che entrano e escono dai suoi locali alla ricerca di calore, alcool e sesso facile, si aggira solerte Hlinur. Un trentenne come tanti, si direbbe, che gira per il centro di Reykjavėk... niente di pių lontano dal vero. Hlinur č affetto da disoccupazione cronica, ha una vita sociale quasi inesistente, trascorre le sue mattine vegetando sul letto disfatto a guardare film porno alla televisione e a masturbarsi con impegno invidiabile. Hlinur, irriverente ed eterno Peter Pan, vomita i suoi pensieri in un moderno flusso di coscienza e accompagna il lettore in un viaggio verso l'ignoto, verso quella parte di noi che preferiremmo mantenere muta e assopita, ma che ruggisce e scalpita per uscire. La tenebra dei sentimenti, delle paure e delle difficoltā dell'uomo occidentale che si sente sempre pių insicuro e inadatto a competere con se stesso e con il sesso opposto: l'autore, Hallgrimur Helgason, trasforma le parole in musica e ti coinvolge in un ironico walzer dissacrante che non puō lasciare indifferenti. Un romanzo paradossale, allucinato e allucinante, sottilmente sarcastico, violento, assolutamente non politically correct: č dall'incontenibile fluire delle parole di Helgason che il lettore viene catturato, da una scrittura musicale che non č da leggere sottovoce, ma da urlare, da vivere in prima persona. Paranoico quanto basta per risvegliare e dar libero sfogo alle paure, le tensioni, i desideri e le pulsioni del maschio contemporaneo, rinchiuse e sigillate nella tenebra conradiana di tutti i giorni, nella fredda e inospitale Reykjavėk, claustrofobico "cuore di tenebra" del XXI secolo. Un romanzo non adatto a pudiche educande, sfrenatamente grottesco e sfacciatamente irriverente
un capolavoro, insomma! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
jessica smara_krtam@hotmail.com (04-04-2005) Il regista ha strappato via dal palco il sipario e tutte le quinte.
Mancano piani e muri divisori-nella riduzione cinematografica la vasca da bagno č messa in cucina.
Hlinur sembra agire da uomo di un secolo nuovo- ma mettere in dubbio ciō che si dā solitamente per scontato non vuol dire avere delle risposte definitive o avere fiducia nelle soluzioni trovate.
Hlinur cerca di apparire sarcastico e sa ridere di sč-ma col suo dubbio e la sua ricerca quello che ci lascia č il senso di un sospeso da eroe tragico. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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