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Rankin Ian - Cerchi e croci |
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Titolo | Cerchi e croci |
| Autore | Rankin Ian | | Prezzo |
€ 7,80 |  | | Dati | 2003, 255 p., brossura | | Traduttore | Rusconi A. |
| Editore | TEA
(collana Teadue) |
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| Problematico, scostante e disilluso per natura, John Rebus si trova a dover affrontare uno dei casi più difficili della sua carriera: il rapimento e la morte di tre bambine. Non ci sono indizi, nessun testimone, nessun collegamento tra le piccole vittime. Eppure Rebus capisce che qualcosa lo lega a quei delitti e soprattutto che le lettere anonime da lui ricevute, sia al comando di polizia sia a casa, potrebbero illuminarlo sull'identità dell'assassino. Perché quelle lettere arrivano direttamente dal passato di Rebus, sono collegate ad un episodio che lui sperava di aver dimenticato per sempre e che invece ritorna a tormentarlo in tutta la sua violenza.
9 recensioni presenti. Media Voto: 3.55 / 5Marco (17-04-2011) Impazzito per riuscire a procurarmelo (alla fine l'ho acquistato di seconda mano su internet), devo ammettere che l'attesa è stata ampiamente ripagata! Davvero un bel libro poliziesco. Penso proprio che leggerò anche gli altri libri. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
pasquale (10-03-2008) Decisamente si vede che e' il primo della serie. Meno trhiller e piu'basato sula presentazione della personalita' di Rebus. Un buon libro d'esordio per Rankin che succesivamente conoscera' vette piu' alte.
Voto 4+ Voto: 4 / 5 |  |  |  |
diablera (24-02-2008) il mio giudizio su questo libro è identico a quello che Fantozzi diede sulla Corazzata Potemkin. e mi rincresce perchè cose come Dietro la Nebbia, Casi Sepolti o Anime Morte sono davvero belli. ma a parte il solito Rebus l storia degli acrostici sa di stereotipo di Serial killer mezzo sxcemo che sfida la polizia e dall'inizio si capisce subito cosa sta per succedere sia per l'assassino sia per il gfratello ipnotista. ma che gusto c'è? fortuna che poi ha fatto cento volte meglio! leggete gli altri di Rankin! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Giuliopez (06-11-2006) Ottimo! E' il primo romanzo di Rankin e non sarà l'ultimo. Purtroppo come spesso accade nelle traduzioni italiane non si rispetta l'ordine cronologico originale di pubblicazione (ho già acquistato Anime Morte ma ho capito che non è "il secondo" della serie...). Molto umano l'ispettore Rebus, davvero un bel personaggio e coivolgente anche lo stile e la trama Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ceia ceiaceia@aliceposta.it (08-05-2005) Sulla copertina del libro c’è scritto: “Nessuno sa raccontare meglio di Ian Rankin che cosa sono realmente il senso di colpa, il desiderio di vendetta, la paura…” Be’, no. Ci sono sicuramente autori che lo sanno fare meglio. Ma la Longanesi, quando deve pubblicizzare! Ian Rankin è uno scrittore ancora acerbo in questo Cerchi e croci, e infatti è il suo primo romanzo. Si vede da quel modo di costruire i dialoghi, che a volte sono un po’ affettati, si nota per la trama che, dai! In un thriller dovrebbe essere più misteriosa, più attanagliante e invece si capisce benissimo dove vuol andare a parare. Si vede per alcune scene, troppo cinematografiche, oppure da particolari della trama che vengono liquidati sbrigativamente. E dal finale, purtroppo piuttosto scontato con quella specie di resa dei conti che, boh! Sa un po’ di trito e ritrito.
Come Albys, gli concedo il fatto che io ho letto un sacco di thriller (un lettore occasionale del genere in questione risulterebbe di certo più soddisfatto), e inoltre c’è da dire che questo romanzo ha quasi 20 anni, e 20 anni che pesano perché ultimamente di thriller ne sono stati scritti a centinaia (vogliamo dire migliaia?) e di autori che scrivono più o meno queste storie – di serial killer - ne sono spuntati come funghetti in un pratolino umidiccio in autunno… ma lui aveva veramente 26 anni??? Sulla trama non voglio dire davvero nulla perché c’è persin troppo poco da scoprire, mi soffermo invece sul protagonista: Rankin ha fatto un bel lavoro di presentazione del suo personaggio di carta costruendogli un passato piuttosto pesante che intriga. E’ riuscito, secondo me, a fare in modo che Rebus bucasse la pagina, è stato capace di renderlo “adatto” a una saga: un carattere un po’ così... “John Rebus non è esattamente in buoni rapporti con nessuno, non è che sia cattivo, solo che non è neanche facile volergli bene”….
Automatico pensare a questo libro come a una tappa per accedere – spero – a romanzi migliori, più complessi e meglio rifiniti. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Albys braveheart1966@libero.it (06-04-2005) Dopo aver letto parecchio di Male americano, volevo qualcosa di diverso: sempre Male, ma più nordico. :-) Eccomi dunque alle prese con lo scozzese Ian Rankin, ex giovane prodigio della narrativa anglosassone. Nuovo personaggio, il sergente di polizia John Rebus e nuova ambientazione, la fascinosa Edimburgo.
Una nuova saga, insomma, che riserverà senza dubbio altri capitoli migliori di questo. Cerchi e Croci, scritto a 26 anni da un Rankin comunque già più che sufficiente, è una sorta di gigantesca intro: il serial killer di questo libro è un pretesto per svelarci il protagonista e il suo sofferto passato (che non accenno perchè svelerei mezza trama). La struttura investigativa e thriller del libro a tratti vacilla a causa di certe facilonerie e coincidenze di comodo, che potrebbero arrivare a vanificare il bel lavoro di caratterizzazione dei personaggi che Rankin compie se non fosse che comunque in un qual certo modo l'autore si sa far perdonare. Non dimentichiamo che questo è un romanzo scritto nel 1987 (quindi prima di Connelly, Deaver, Crais etc.) e da giovanissimo. Se letto in quegli anni il giudizio sarebbe stato superiore di almeno mezzo punto.
John Rebus è un bel personaggio, forse ancor più complesso dell'ispettore californiano Harry Bosch che tanto amo, e la saga promette sconquassi affettivi.
La prosa di Rankin è già buona, veloce ma piuttosto calda e capace anche di bei passaggi descrittivi e intimisti. Lo svolgimento, come detto, non è la parte migliore, anzi, e riserva ben poche sorprese; i lettori esperti sapranno capire tutto fin da un terzo di libro.
Sono contento di aver conosciuto questo scozzese, continuerò la lettura della saga fino alla fine. A mio parere ha tutto per essere definito un grande, alle prossime letture (Morte grezza prima dell'estate) il compito di confermare questa mia decisa impressione. Libro solo discreto, insomma, ma se volete seguire la saga di Rebus partite ASSOLUTAMENTE da qui. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Stefano 88 (27-02-2005) Si, è vero quanto detto praticamnete da tutti, cioè che Rebus è un personaggio molto umano e vicino alla nostra realtà, ma la trama è davvero debole, mai uno straccio d'indagine. Inoltre il finale è frettoloso, che fine fa Gill? Un'altra pecca e che quando la storia inizia sono già state uccise due ragazzine.l'unica cosa da salvare a mio parere è la storia del loro "addestramento" al S.A.S. e gli acrostici Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Teresa (24-09-2004) Un buon romanzo, un buon giallo, di quelli che non lasciano spazio a inutili voli. Rebus umanissimo e vero, un personaggio da ritrovare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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