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Singer Isaac B. - La famiglia Moskat | La famiglia del vecchio patriarca Meshulam Moskat attraversa gli anni che dall'inizio del Novecento scendono fino alla seconda guerra mondiale e alla "soluzione finale" messa in atto dal regime nazista. Ma il vero protagonista di questo possente romanzo è l'Ostjudentum, la società ebraico-orientale - in particolare quella di Varsavia - con la sua complessa e densa cultura. Nel racconto di Singer la ricchezza immensa di quella civiltà rivive, con minuzia realistica e visionaria, col respiro delle vicende private e il soffio della storia. Magistrale affresco di un periodo cruciale della storia europea, "La famiglia Moskat" è una delle più alte testimonianze di quel mondo che scomparve tra gli orrori dell'Olocausto.
8 recensioni presenti. Media Voto: 4.75 / 5BARBARA (21-07-2009) Un libro stupendo, non colpi di scena, non storia appassionante, non fiato sospeso...eppure questo libro mi ha preso completamente, tanto che, quando l'ho finito, ne sono rimasta delusa perchè avrei voluto continuasse. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gabriele77 (12-03-2009) Non fatevi impressinare se è lungo e se è scritto in caratteri piccoli. La storia scorre,anche se forse avrebbe dovuto concentrarsi di più sui due protagonisti. Comunque uno spaccato interessante della vita e della cultura ebraica,almeno per me che non conoscevo nulla o quasi sull'argomento. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Guido (08-05-2008) Assolutamente interessante e difficile da lasciare sul comodino la sera. Complice la mia totale ignoranza della struttura sociale e familiare delle comunità ebree, di fine '800 come attuali, ho trovato interessantissimo vedere con gli occhi di Asa e di Hadassan, nonché del mitico Zio Aron l'evolversi dei tempi, che, guerra o non guerra, olocausto o non olocausto, leggi razziali o non leggi razziali, capisco essere stati SEMPRE difficili per gli ebrei. Leggere, e fare leggere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ardid79 (18-04-2008) Una saga familiare tra le più belle mai lette, alla pari con Guerra e Pace, con i Buddembrook e con Cent'anni di solitudine. Lunga, fluviale e appassionantissima. Tantissimi personaggi, ma alla fine ti sembra di conoscerli tutti, di aver vissuto quegli anni, quegli avvnimenti, quelle vite con loro, di aver attraversato un intero mondo scomparso. Di aver conosciuto un po'meglio un popolo visto con gli occhi di uno di loro. Singer ci accompagna in Polonia, all'interno di una comumità ebraica, dai primi del novecento alle leggi razziali. Una comunità estremamente legata alle loro tradizioni, ai loro riti, eppure estremamente moderna, vivace, in perenne cambiamento nonostante l'apparente immobilità. Assistiamo a matrimoni, divorzi, rovesci di fortuna, malattie, con uno stile scorrevole e preciso. Una continua ricerca della felicità che agli ebrei sembra sempre negata e che è una costante nelle opere di Singer: "gli ebrei sono quel popolo che non dorme mai e che non fa dormire gli altri." Sui desideri pesa sempre la difficoltà di vivere spiritualmente e un senso del peccato molto forte. Un'opera affascinante di cui consiglio assolutamente la lettura!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sabrina (18-09-2007) invece per me la storia di Asa Ashel e Adassah faceva da cornice alle storie molto più interessanti e che avrei voluto approfondire, di tutti gli altri personaggi, comunque il libro è avvincente, molto bello. Le storie si intrecciano su uno sfondo prebellico, e il ritmo incalza coll'avvicendarsi del peggio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
roby (31-08-2007) un gran bel libro...scritto in maniera eccellente...frasi sigificative che spiegano in modo egregio i concetti...forse ha il piccolo difetto a volte di dilungarsi troppo in particolari e storie secondarie, invece di marcare la storia dei protagonisti Asa heshel e hadassan..soprattutto nell'ultima parte.. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
zweiter (13-05-2007) Il miglior libro letto lo scorso inverno. Nonostante la sua mole, l`ho letteralmente divorato.
C`e` tutto quanto ci dovrebe essere in una vita intensa ed in un romanzo di successo. Il pathos, l`ironia, gli ondeggiamenti emotivi dei personaggi, ognuno caraterizzato in modo breve e geniale. Ci sono due generazioni di ebrei di varsavia e quarant`anni di storia dentro, ma senza alcuna forzatura la trama di molti personaggi si segue in modo avvincente.
Veramente un gran romanzo, uno dei migliori che ho letto nella mia vita. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giovanna saccente (30-09-2006) ho trovato questo libro meraviglioso, lo stile è bellissimo e le storie del popolo yiddish mi affascinano da sempre.In questo libro l'autore riesce senza alcun sforzo a toccare le profondità più recondite dell'animo, peculiarità questa, che trovo soprattutto negli autori ebrei specialmene quelli che provengono dall'europa orientale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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