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Mann Thomas - La montagna incantata |
Hans Castorp recatosi a trovare un cugino in sanatorio, finisce col restarvi, ammalatosi a sua volta, per sette anni. A contatto con il microcosmo del sanatorio, vero e proprio panorama di tutte le correnti di pensiero, il suo carattere subisce un'evoluzione e un incremento: passa attraverso la malattia, l'amore (la signora Chauchat), il razionalismo e la gioia di vivere (Settembrini), il pessimismo irrazionale (Naphta), senza che nessuna di queste posizioni lo converta. Ma in mezzo a tante forze contrastanti, Castorp trova il suo equilibrio. Scoppia la guerra nel 1914 e Hans viene strappato da questa magica e raffinata atmosfera per essere gettato sui campi di battaglia dove la sua sorte resta incerta, ma immersa in un clima di morte.
9 recensioni presenti. Media Voto: 4.88 / 5sergej (05-02-2009) Lo lessi a 14-15 anni e fu il primo vero incontro con la grande letteratura.
Più che un romanzo, un'enciclopedia della cultura borghese dell'Ottocento, colta subito prima della sua crisi: la Grande Guerra, che distrugge l'atmosfera gaudente e dorata della Belle Epoque, simboleggiata dal gruppo di malati rinchiusi nel sanatorio.
Un romanzo che sintetizza realismo e simbolismo, scritto con uno stile minuzioso e lentissimo, ma che - se ci si lascia trasportare - diventa avvincente, quasi ipnotico. Voto: 5 / 5 |
edward (21-10-2008) Ho dato il massimo a questo libro perché indubbiamente si tratta di un capolavoro: è scritto con una maestria straordinaria, ed il finale è d'una bellezza straordinaria. Tuttavia se vi accingete a leggere questo libro preparatevi: il ritmo è lentissimo. Voto: 5 / 5 |
Francesco umwetter@libero.it (12-09-2008) Voglio chiarire subito che il giudizio 4/5 si riferisce all'edizione e non all'opera di Mann, che invece merita ben più di 5 su 5. La mancanza della traduzione delle frasi in francese la reputo veramente grave e tale anche da meritare un giudizio inferiore se non fosse che il volume della TEA è molto maneggevole, compatto e integrato da un pregevole intervento di Thomas Mann davanti agli studenti dell'università di Princeton.
Passiamo a La montagna incantata.
Non so se definirlo un semplice romanzo svilisca questo lavoro di Mann durato 11-12 anni oppure se definirlo romanzo arricchisca di valore questo termine grazie a capolavori come La montagna incantata. Personalmente la ritengo l'opera di un pensatore più che di un romanziere: più che essere avvinti dai fatti narrati, dalla trama, dai personaggi (protagonisti o meno), sono gli innumerevoli ed elevati spunti di riflessione a farne un'opera immortale. La lettura non è certo agevole e richiede molta concentrazione, ma di fronte a libri del genere il lettore vero si sente spronato dalla solida e concreta sensazione di avere a che fare con una gemma di grande letteratura. Una sfida che merita. Voto: 4 / 5 |
Stefano D'Aluisio stefano.daluisio@gmail.com (07-04-2008) Uno dei pochi libri che possono veramente cambiare il proprio modo di pensare.
Necessario nella propria biblioteca! Voto: 5 / 5 |
GIUGUMENTA (06-11-2007) Come un dipinto fatto da pennellate sottili: la montagna incantata prende forma e intensità nella mente del lettore con incedere estremamente lento. il quadro si rivela pian piano e si scopre nella sua essenza a piccoli passi e con incantate sfumature. Sembra di trovarsi confinati in un angolo di mondo di eterna decadenza eterea dove ogni personaggio prende forma con deliziosa raffinatezza e con uno stile che rende thomas mann uno degli artisti migliori del secolo scorso. (Non lascitevi scoraggiare dal numero delle pagine. Leggetelo... non ve ne pentirete.) Voto: 5 / 5 |
mike (17-09-2007) ho letto le prime 200 pagine in maniera un pò forzata. Stavo quasi per lasciar perdere, poi piano piano ho cominciato ad interessarmi allo storia e ad
apprezzarla. Il libro è "lento", ma appena ci si abitua al suo ritmo la lettura diventa piacevole. Voto: 5 / 5 |
marco-carmignano (30-11-2006) Che meraviglia. Un mondo intero, tra le mura di un sanatorio. Personaggi straordinari, descrizioni affascinanti, digressioni sulla vita, sulla morte, sulla politica, sulla società. Non si può non leggerlo, basta non farsi spaventare dalla mole e perdonare lo "svolazzo esoterico" della seduta spiritica.
LEGGETELO, IMPIEGHERETE BENE IL VOSTRO TEMPO! Voto: 5 / 5 |
daniela (19-10-2006) Posso dare 10 di votazione?
e' in assoluto il libro piu' bello che ho letto (e riletto, credo almento 6/7 volte).
Ogni volta scopro passaggi ai quali non avevo dato la giusta rilevanza, descrizioni particolareggiate, caraterizzazioni di personaggi meticolose e bellissime, insomma da "Toux le doux" a Erminia, a Settembrini, alla stessa signora con "gli occhi da chirghiso", tutte le pagine sono me-ra-vi-glio-se! Voto: 5 / 5 |
murru virginia (18-11-2005) Apoteosi di un estro artistico: THOMAS MANN Girasole, 25 ottobre 2005
Scorrendo velocemente le pagine de ‘La Montagna incantata, non si ha molto tempo per orientare l’attenzione sulle capacità narrative dell’autore, poiché le
immagini si propongono reali e frenetiche, scorci di panorami umani inediti,
che si delineano brillanti, certificati in ogni dettaglio. Non è possibile una tregua
in quell’avvicendamento di episodi, estrapolati a un quotidiano che è lotta in sordina con un male divorante, all’interno di una struttura sanitaria che di tutto escogita per rendere piacevole la degenza ai suoi ospiti. Leggendo il romanzo, si può avere l’impressione d’essere spettatori in una scalinata d’anfiteatro, dove le scene sono autentiche; si potrebbe, volendo, sfiorare i protagonisti… Mann, col suo stile limpido e raffinato, può compiere questi ‘transfert’ psicologici sul lettore che si lascia avvincere e condurre lungo le strade dell’estro narrativo; punti cardinali del suo genio artistico. La Montagna incantata – ma non è l’unica opera dell’autore tedesco che apre tutti gli accessi alle prospettive del sapere umano – io l’ho vissuta come esperienza culturale di grande ampiezza; tribuna d’eccellenza nella quale emerge il saper essere di un grande scrittore, un fuoriclasse nelle avanguardie letterarie d’ogni tempo. Quando si chiude il libro, dopo aver percorso trafelati, quelle avventure di pensiero, sembra d’avvertire interiormente, un effluvio di suoni, voci ancora riposte, echi non lontani, che si elevano in contralti.
In quella ‘congerie’ di strumenti narrativi, riconosceresti la voce dei personaggi; ormai sono ombre che respirano e avvolgono, sulla scena alla quale si è appena assistito, mentre con discrezione, e quasi furtivamente, cala un sipario trasparente… Allora sopravviene un susseguirsi di memoria, scansione con fattezze reali, pur con le sue fughe, o contrappunti letterari, che mettono in risalto la padronanza del linguaggio e dello stile, capacità espressiva di mo Voto: 5 / 5 |
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