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Biondillo Gianni - Per cosa si uccide | Inizio d'estate: con un cane sgozzato, una serie di omicidi lunga un anno nel quartiere di Quarto Oggiaro, periferia di Milano. Protagonista è, suo malgrado, l'ispettore Ferraro, uomo senza particolari qualità. Separato con un figlio, vive da solo. Attorno a lui ruotano poliziotti surreali, spacciatori, imprenditori rampanti, contrabbandieri, informatori, pendolari, "sciure" e manifestanti: il popolo di una città e della sua periferia. Le indagini di Ferraro servono da pretesto narrativo per raccontare il ventre molle di Milano, vera protagonista del romanzo. "Una città - sostiene l'autore - che non vuole morire e che, se muore, comunque rinasce, con orgoglio".
13 recensioni presenti. Media Voto: 3.76 / 5Fabio fabio.tadini@yahoo.it (23-02-2010) E' il primo libro che leggo dell'autore e mi dicono essere la sua opera prima. E' un romanzo molto scorrevole e ben riuscito, sicuramente non un capolavoro, ma una carrellata di personaggi veri di una Milano reale, quella di "Quarto" che ho ritrovato sia nella descrizione dell'autore sia nel carattere dei personaggi stessi. Quoto assolutamente chi prima di me ha scritto che l'ispettore Ferraro ha il grande pregio di essere "un uomo vero" e non una specie di giustiziere della notte alla Charles Bronson. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
maurizio (16-06-2009) Nella copertina c'e' un giudizio di D'Orrico: per scrivere un bel giallo ci vuole una citta' e dei personaggi...Biondillo la citta' ce l'ha e i persoggi pure...Aggiungerei che ci vuole anche una storia, quella a mio avviso manca del tutto o per lo meno l'ho trovata assai scarsa.
Non consigliato Voto: 2 / 5 |  |  |  |
silvia (17-03-2008) Simpatico! Si legge con piacere e fa ridere. Certo, nulla di sostanzioso. L'idea è buona, ma i tentativi di addentrarsi nella spicologia e di rendere il personaggio profondo falliscono miseramente. Molti luoghi comuni su Milano, ma che, per chi è milanese, fanno sorridere e danno un senso di familiarità accogliente.
E' un libro con il quale si trascorrono ore piacevoli. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Sandro77 (02-01-2008) Bellissimo e divertente! Un personaggio del quotidiano, umile e simpatico, che cerca di fare bene il suo lavoro...nel panorama di eroi romanzati, finalmento un personaggio di tutti i giorni. Bellissime anche le digressioni sulla realtà milanese con quello che è rimasto della sua tipicità, che ancora oggi la rende unica.
Speriamo che anche i prossimi siano così belli.
Sandro Voto: 4 / 5 |  |  |  |
SANTO ISABELLA (12-10-2007) Bellissimo ed emozionante libro. L'ispettore Ferraro, un uomo vero, non il solito poliziotto onnipotente, così come avrei voluto essere io poliziotto(sogno che resterà tale), molto umano, senza arroganza, al servizio altrui. Biondillo un vero scrittore(mi piacerebbe conoscerlo anche come architetto)dotato di molto humour Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Camillo (29-05-2007) Appena discreto,ma solo perchè si tratta di un esordio,in quanto,narrativamente parlando,siamo di fronte a un vero deserto(oasi comprese).Solitamente,anche per necessità storiche,nelle narrative non anglosassoni l'elemento poliziescco funge solo da pretesto(o da involucro)per imbastire sublimi meditazioni(o per contenere robuste lezioni).E ciò è particolarmente vero proprio per l'Italia,ma il Nostro,ahilui,non è né Sciascia e né Gadda e il tutto,quindi,si riduce a un furbo florilegio di(molto)superficiali situazioni e stereotipati personaggi.Alcuni buoni spunti,peraltro ripetuti ed abusati,affogano in un mare di ovvietà e vengono completamente annullati(dal punto di vista del piacere complessivo della lettura)da vere e proprie bassezze narrative(p.es. il capitoletto sul coito).Siamo di fronte,in definitiva,a un modesto poliziesco e ad una opera,nel senso più vasto,forse ancor più modesta. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Giuliopez (27-04-2007) Ironico, brillante e non banale. Biondillo da architetto qual'è ci descrive una Milano a tutto campo dalla periferia al centro storico attraverso personaggi e storie che si intrecciano e che, senza voler esagerare paragoni (operazione quanto mai fastidiosa in letteratura), mi hanno ricordato un pò Scerbanenco. Un bel personaggio l'ispettore Ferraro, penso che acquisterò anche il seguito (con la morte nel cuore). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Romano De Marco romdema@tin.it (10-03-2007) Biondillo è un architetto (bravo, mi dicono) esperto di urbanistica, che ama parlare della sua città, Milano, raccontandola in maniera inedita e affascinante. Lo fa con competenza e passione suscitando interesse e curiosità nel lettore. Peccato però che questo non sia un libro di urbanistica. E' un giallo pieno di luoghi comuni, a partire dal protagonista, l'ispettore Ferraro classico detective sfigato, con la vita disastrata e un'infanzia difficile alle spalle. Biondillo fa di tutto per risultare simpatico e per rendere simpatici i suoi personaggi e, visto il gradimento generale riscosso da questo romanzo (che ha avuto anche un sequel) magari ci riesce pure.
Per quel che mi riguarda sono abbastanza deluso.
La trama è una specie di serie ad episodi, con nuovi personaggi e nuovi casi da risolvere oogni 50 pagine circa. Aspetto atipico per la letteratura di genere, forse più motivato dalla mancanza che dall'eccesso di idee.
Insufficiente come libro su Milano, insufficiente come giallo. Non del tutto da bocciare, intendiamoci. Qua e la si intravede la stoffa. La pagina nella quale Biondillo parla degli agenti immobiliari da sola vale il prezzo del libro. Complessivamente l'impressione è che questo autore sia molto ma molto meglio di ciò che scrive. Forse deve solo riuscire a svincolarsi dalla tentazione di piacere "per forza" e capire che diventare il Lansdale italiano non è impresa alla sua portata.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
andrea (23-01-2007) Prima opera di Biondillo (e debutto dell'ispettore Ferraro), questo libro ben si colloca nel panorama recente del noir all'italiana.
Scrittura veloce, diretta, divertente, molta ironia, personaggi ben delineati (anche se un filo macchiettistici, un po' da fiction tv , ma di alto livello); come detto da altri i 4 racconti che compongono il libro hanno una trama un po' leggera (salvo l'ultimo), ma l'intreccio (meglio, gli intrecci), mai come in questo caso servono solo come mero pretesto narrativo per mettere in scena i personaggi e la città di milano. Anzi, proprio Milano alla fine è la protagonista assoluta del libro, descritta con ironia e affrescata con i suoi spaccati umani nelle varie stagioni e nei vari quartieri, dal centro alto borghese, modaiolo e ossessionato dal mito del lavoro alla quarto oggiaro "terrona", piena di miserie, dolori sopiti, ma anche dotata di tanta umanità e di tante storie in cerca di riscatto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gianni giannivento@pl-abetgroup.it (31-08-2006) Ho letto questo libro dopo Con la morte nel cuore
e con la conoscenza dei personaggi ho perso il gusto dell'opera prima. Biondillo mi piace molto.
Mi pare sia in uscita un nuovo libro con l'ispettore Ferraro, ma non trovo notizie. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
luca annovazzi (29-08-2006) capita raramente di venir catturati immediatamente dai personaggi e dalle loro vicende al punto di non riuscire a mollare il libro sino alla fine, che si raggiunge con una punta di malinconia. così è stato per Michele Ferraro, l'ispettore di Quarto Oggiaro protagonista di "Per cosa si uccide" come pure di "con la morte nel cuore". splendida, inoltre, la descrizione di Milano fatta da Biondillo, architetto oltre che scrittore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo hidden_place@hotmail.it (28-08-2006) Massima votazione per Biondillo, che è riuscito a stanare nel cuore di chi legge (o, almeno, nel mio) le stesse sensazioni che solo Scerbanenco (e, in tono minore, il duo Valpreda/Colaprico)era riuscito a scaturire, con quel tocco di attualità necessario per storie che si dipanano a trent'anni di distanza. Straordinaria la vena comica di alcuni passaggi. Un libro che diverte, coinvolge e... costringe all'acquisto dei successivi per completare la saga dell'Ispettore Ferraro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maurizio codogno puntomaupunto@tin.it (03-07-2006) Ho letto questo libro, che è l'opera prima di Biondillo, dopo il suo secondo lavoro Con la morte nel cuore, quindi con una sensazione un pochino estraniante: in fin dei conti conoscevo già i personaggi in una versione un po' più completa e con qualche sfaccettatura in più. Indubbiamente, se ci limitiamo a considerare la trama, questo libro è più debole del successivo, anche perché non si ha una storia vera e propria, ma più che altro la giustapposizione di alcuni racconti. A me però non è affatto dispiaciuto lo stile di scrittura più "ruspante" di quest'opera, soprattutto rispetto al libro successivo in cui invece Biondillo aveva cercato di esagerare con capitoli costruiti apposta secondo vari stili. Le immagini della periferia milanese, e perché no anche del resto della città, sono poetiche e non leziose, e danno una vivacità al racconto che secondo me fa perdonare i vari difetti. Insomma, non sarà un capolavoro della letteratura, ma vale sicuramente la pena di leggerlo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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