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O'Brian Patrick - Clandestina a bordo |
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Titolo | Clandestina a bordo |
| Autore | O'Brian Patrick | Prezzo Sconto 15%
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€ 7,31
(Prezzo di copertina € 8,60 Risparmio € 1,29)
|  | | Dati | 2006, 279 p., brossura | | Traduttore | Merla P. |
| Editore | TEA
(collana Teadue) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| La "Surprise" ha già lasciato l'Australia quando il comandante Aubrey scopre a bordo un clandestino, peggio, una donna, persona assai sgradita a bordo di una nave della marina militare. Si tratta di un'affascinante inglese deportata in Australia, Clarissa, che a bordo sposa uno degli ufficiali della nave, l'allievo Oakes. Il comandante Aubrey ha intenzione di sbarcare la coppia sulla costa sudamericana, meta del viaggio, ma nuovi ordini lo costringono a una deviazione verso l'isola di Mohau, dov'è in atto una guerra interna che rappresenta un'occasione per affermare gli interessi britannici. Nel frattempo sarà Stephen Maturin, medico e amico di Aubrey a venire a conoscenza del misterioso passato di Clarissa Oakes.
Media Voto: 3.25 / 5Guglielmo (01-02-2010) Le caratteristiche che fanno di Patrick O'Brian uno dei più grandi romanzieri del '900 sono ben delineate in quest'opera. Se i suoi libri sono di qualità nettamente superiore alla media del genere, è perchè non si riducono banalmente ad ammutinamenti, ufficiali sanguinari, inseguimenti mozzafiato, bordate pennone contro pennone, abbordaggi nel fumo e conseguente vittoria dei "bravi-ragazzi-che-combattono-per-salvare-la-patria" sopra i soliti "malvagi-mangiarane-incendiari-di-conventi". In questo romanzo le azioni belliche sono ridotte ad un marginalissimo scontro sulla terraferma di un'isoletta persa nel Pacifico; il tema dell'ammutinamento, peraltro non nuovo a O'Brian (si veda "Costa Sottovento"), è trattato senza stereotipi e con una profondità ed analisi psicologica fino ad allora sconosciute al genere storico-marinaresco; il tema del colonialismo affrontato con delicata discrezione, senza essere accompagnato dai consueti, roboanti colpi di grancassa. Nonostante gli ingredienti poco spettacolari, O'Brian sa comunque ricavarne un capolavoro, costruendo un romanzo di grande densità psicologica e riuscendo al contempo nell'arduo compito di mantenere sempre viva la curiosità e l'interesse del lettore. Il titolo della versione italiana, traduzione dell'inglese "Clarissa Oakes", cerca con faciloneria di calcare la mano sul cliché del clandestino, e chi dovesse abbordare il romanzo allettato solo dal titolo potrebbe restarne deluso; ai più volonterosi e affezionati un O'Brian poco canonico e più intimista, ma ugualmente capace di rapire il lettore trasportandolo in un altro mondo, seppure di legno e galleggiante, così diverso dal nostro per modo di pensare, di parlare, di vivere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
massimiliano maxidella@katamail.com (19-12-2006) Non è certamente il migliore di O'Brian, si avverte forse un principio di esaurimento della vena creativa, ma le atmosfere sono ancora eccezionali, la storia si dipana con maestria e, che volete,anche senza battaglie navali, riesce ad avvincermi e meravigliarmi ancora.
E'sempre un grandissimo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Marco (14-11-2006) Sicuramente tra i meno interssanti romanzi di O'Brian. Dove sono gli intrighi politici e le battaglie navali a cui i lettori sono abituati? Il racconto promette ma le pagine scorrono e non si arriva mai al dunque. Il problema della clandestina in realtá si sgonfia senza dare nulla. L'unica battaglia del libro si combatte su terra ed é solo qualche pagina.
Lo metto in libreria tra gli altri, ma non sará uno di quelli che rileggerò. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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