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Biondillo Gianni - Con la morte nel cuore | C'è grande confusione sotto il cielo di Quarto Oggiaro. I tempi sono propizi per descrivere un altro pannello del polittico, urbano e sociale, che Gianni Biondillo ha iniziato a raccontarci con "Per cosa si uccide". E l'autore lo ha fatto con un libro generoso, colmo di storie e di personaggi: barboni, ex mafiosi, militari, extracomunitari, professori, maestri, pensionate, balordi, motociclisti, criminali, poveracci, e soprattutto lui, l'ispettore Ferraro, impegnato forse in uno dei casi più difficili della sua vita, uno di quelli che si affrontano "con la morte nel cuore". Ferraro indaga, in una Milano febbrile, avida e cordiale insieme, facendo ogni giorno i conti con i suoi malumori, con la sua caotica vita di divorziato, con i pasti serali sempre più indigesti, con l'ennesimo tentativo di prendere una laurea, mentre intorno a lui, e sulla sua pelle, avvengono linciaggi, sparizioni incomprensibili, strani suicidi, assurdi tiri alla fune, ci sono poliziotti che non partono, altri che non dovrebbero tornare, sparatorie, omicidi multipli, dentiere scippate, pestaggi. "Con la morte nel cuore" è il romanzo di una città; un romanzo che trascina, diverte e commuove il lettore, grazie allo sguardo pungente e insieme compassionevole di Biondillo, rivolto agli ultimi, ai derelitti, ai dimenticati.
Media Voto: 3 / 5andreab (09-12-2009) Nel genere "giallo all'italiana" che negli ultimi anni ha fatto conoscere molti nuovi autori, questo libro di Biondillo, secondo romanzo con protagonista il buon Ferrero (dopo il debutto ne "per cosa si uccide") raggiunge il vertice del gradimento.
Rispetto al già interessante debutto, qui Biondillo si perfeziona e si migliora, regalando una storia coerente, piena e anche sufficientemente intrigante. Un libro difficile da mollare.
Rispetto al debutto l'autore conferma la bravura nello sviluppare una scrittura ricca di verve e ironia ma mai banale, così come sempre riuscito è lo sguardo con cui abbraccia Milano e i suoi tic; non mancano, da bravo architetto, brevi cenni sulla storia di una città che cambia così in fretta da scordare il proprio passato. Si aggiunge però una capacità di approfondire la dimensione umana dei personaggi e soprattutto l'abilità nell'articolare una trama finalmente complessa, che vede nel finale incastrarsi tra loro tutti i pezzi sparsi nel corso del libro. Rimane un romanzo giallo all'italiana (ovverosia un libro in cui il valore è dato sia dall'intreccio narrativo che dai personaggi e dallo sfondo metropolitano), ma qui più che in altri autori anche la parte propriamente "gialla" soddisfa appieno. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
HULK (05-11-2007) Ecco il motivo per cui il nostro paese, non possiesde da anni un cinema popolare, una narrativa popolare 'Intelligenti'. L'esordio poteva anche andare, ma siamo alle solite, il pulotto sfigato, una Milano di maniera, personaggi di maniera. Vicino a dstretto di polizia, piuttosto che a NYPD. Torna all'architettura Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Sandro (28-09-2007) Penso che tutti i divoratori di libri qualche volta pensano di poter essere anche buoni scrittori.
Dopo aver letto questo romanzo , comincerò a scrivere anch'io.Le remore mi hanno finalmente abbandonato.Sicuramente verrò pubblicato
Banale! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Davide D. (05-03-2007) Bello, leggero e scorrevole, con qualche digressione un po' troppo lievitata (come quella sull'aperitivo a Milano) ma che si supera velocemente. Un telefilm. Consigliato soprattutto dopo che si è usciti provati dalla lettura di un mattone che si è voluto finire a tutti i costi.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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