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Bukowski Charles - Post office | "Non potevo fare a meno di pensare. Dio mio, questi postini, non fanno altro che infilare le loro lettere nelle cassette e scopare. Questo è il lavoro che fa per me. oh. sì sì sì." Ma il paradiso sognato da Henry Chinaski, il leggendario e popolare alter ego di Bukowski, viene brutalmente smentito dalla realtà quando, assunto dall'amministrazione postale americana, si ritrova con la sacca di cuoio sulle spalle a girare in lungo e in largo attraverso la squallida periferia di Los Angeles. Profondamente deluso dalla monotona routine quotidiana e insofferente agli sterili e rigidi regolamenti della macchina burocratica. Chinaski si consola affogando le sue frustrazioni nell'alcol e trovando rifugio tra le morbide braccia di donne più sole di lui, come la calda e accogliente Betty, l'insaziabile e vogliosa texana Joyce e Fay, la contestatrice hippy che gli darà una figlia prima di sparire in una remota comunità. Tra clamorose sbornie, azzardate puntate all'ippodromo e "movimentate" nottate in motel sgangherati, Chinaski riuscirà a "guadagnarsi" il licenziamento e a farsi riassumere, ma solo per licenziarsi definitivamente, inorridito e disgustato da quell'immenso ufficio postale che, poi, è la vita stessa.
6 recensioni presenti. Media Voto: 3.66 / 5Enrik (25-11-2011) Bukowski pensava che l'alcol fosse l'unica cura per evitare di incamminarsi verso il tragitto dell'autodistruzione. ...un percorso a sua volta autodistruttivo. Purtroppo (o per fortuna) questo libro non mi ha trasmesso nulla. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Paolo Pizzi paolopizzi@hotmail.com (29-07-2011) Brevemente, poiché il librò in sé non merita un analisi approfondita, (almeno non quanto quella necessaria a descrivere e definire la filosofia dell'autore) Post Office o lo si odia o lo si ama...o entrambi. Premesso che apprezzare non è sinonimo di condividere e comprendere non lo è di approvare, questa è un'opera comprensibilmente apprezzabile. Il soggetto è semplice, il tema biografico comune, ciò che conta tuttavia non è l'originalità dei contenuti, ma l'originalità di come vengono presentati. Bukowski riesce a fare del disagio sociale un punto di forza, "IL" punto di forza e anche quello di partenza di tutta la sua opera e di tutta la sua filosofia di vita.
Quello che Chinaski, trasposizione letteraria dell'autore, ha nei confronti della vita è un comportamento apoptotico: lui sa di vivere così, sa a cosa rischia di andare incontro e gli va bene, o meglio non gliene frega niente. Quella è la sua vita ma non è che se l'è scelta lui, è come se fosse già tutta programmata da qualcun altro: lui vi si adatta come può. Contento lui...di fatti poco contano le sue scelte di vita, o meglio quelle che impone ai suoi personaggi, ciò che conta è l'abilità con cui le rappresenta, come le giustifica senza una vera giustificazione, come riesce, in soldoni, a rivoltarti la frittata e farti credere che abbia ragione, perché il mondo secondo lui va proprio così!
Ci sono molti modi per leggere un libro e per giudicare un autore, uno è quello di prestare attenzione solo ai contenuti e ritenere quanto più valido uno scrittore, quanto più originali e divertenti sono questi ultimi; un altro modo è quello di concentrarsi sull'impatto delle parole, su quanto viene detto, quanto sottointeso. Sull'eccessivamente esplicito del singolo che racchiude un profondo implicito sociale.
Quando dissi a un mio amico che mi accingevo a leggere un libro di Bukowski, lui commentò soltanto, "mah, sì carino, però dice un mucchio di cavolate."
Vero, dice un mucchio di cavolate, ma con che stile! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Kine (16-03-2011) Meno potente di factotum peró con un finale molto migliore. Meno volgare e si spinge meno in la rispetto ad altre opere, peró pur sempre un Bukowski. Ma davvero la considerano una letteratura leggera? Voto: 3 / 5 |  |  |  |
LaMelaMarcia (05-10-2010)
Di Charles Bukowski avevo sempre sentito parlare e tante volte mi ero ripromesso di leggere una qualche sua opera. Ho optato per il suo primo romanzo, pubblicato nel 1971, acquistato in carinissima edizione TEA a "prezzo modico" (scontato del 30%).
Scelta azzeccatissima!
Romanzo spassoso, ricco di episodi e di spunti di riflessione.
Il protagonista, Henry Chinaski, altri non è che l'alter ego dello scrittore. Lavora in un ufficio postale, trasparente metafora della società organizzata, che contrasta in modo arcigno e implacabile la libertà continuamente inseguita dal "nostro eroe".
Molto importanti sono le protagoniste femminili (tutte molto diverse e sublimamente delineate). Infatti poche volte abbiamo visto Hank (come viene chiamato dagli amici) senza una donna. Per Henry essere liberi significa procurarsi il maggiore piacere possibile e il sesso è una delle chiavi.
Un romanzo che vale la pena di leggere.
Sesso, alcol, corse di cavalli.. ma anche mosche, parrocchetti, cuccioli di cane e cuccioli d'uomo.
Stile asciutto e "colorito", che sorprende con improvvisi spunti di lirismo e poesia.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Simone (04-03-2010) Il solito, caro, vecchio Bukowski: sbronze, corse ai cavalli, lavoro precario, sesso occasionale, ironia e depressione. La ricetta è sempre la stessa, ma stavolta condita nella dimensione lunga del romanzo. Un racconto che è specchio di una società, quella americana degli anni '70, da un lato nel pieno della sua espansione economica e culturale, dall'altro sempre a un passo dal declino (povertà, abusi, alcol e droghe, disfacimento). Bello e scorrevole, rimane impresso nella mente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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